Toro

20 aprile - 21 maggio circa

esaltazione di Giove
domicilio primario di X
domicilio base di Venere
caduta di Mercurio
esilio di Plutone
esilio di Marte

esaltazione per trasparenza di Saturno B
caduta per trasparenza del Sole B

Spento lo slancio iniziale e il grande spreco di energie dell’Ariete, sembra quasi che la natura abbia bisogno di calmarsi e di cominciare a pensare alle provviste per il futuro. Smettiamo di bruciare calorie, potrebbe essere il motto del Toro, è tempo di mangiare per crearne di nuove.
Da cosa deriva tale svolta? Osserviamo quali influenze sul corpo umano hanno i pianeti che costituiscono l’ossatura del segno. Giove è legato alla bocca e al palato, alla nutrizione e alla crescita, X governa l'utero e i capelli mentre Venere regola le ovaie e, su un piano diverso, l’affettività e la salute in generale. Se traduciamo queste caratteristiche in un piano caratteriale scopriamo che i nativi sono possessivi, bonari e quieti.
La tranquillità e il possesso, per non subire scossoni fatali, devono però venire pianificati. Il Toro perciò bandisce anzitutto qualsiasi tipo di cambiamento. Il nativo di solito sta bene così com’è nel campicello che da tanto tempo ara e coltiva con amore e pazienza, evitando col suo insospettabile intuito “bovino” tutto ciò che potrebbe compromettere la stabilità.
Detto in altri termini, è un gran conservatore, nel vero senso della parola, sul versante materiale e su quello affettivo. Ma il suo conservatorismo non comporta ombre cupe, come capita ad altri segni, per esempio il Capricorno. È anzi decisamente ottimista, grazie all’esaltazione nel segno di Giove, considerato dalla tradizione astrologica il grande benefico. E non a torto. Se non è soggetto a pesanti influssi negativi, Giove dà una visione paciosa della vita e un positivo desiderio di espansione. Ignorando l’energia sprecata nell’affermazione dell’Io tipica dell'Ariete, grazie all’apporto di Giove il Toro pensa piuttosto pazientemente a conservare, allargare e nutrire il clan a vantaggio proprio e delle generazioni future.
Spinto da questi influssi il segno dà grande peso e grande amore al cibo, perché di vero amore si tratta. Giove è il più “voluminoso” pianeta del sistema solare e le sue stesse dimensioni paiono riassumere le caratteristiche fisico-psicologiche da lui regolate. Per tale motivo, un Giove positivo in un oroscopo dona spesso un buon rapporto con cibo e denaro, mentre se è colpito da aspetti fortemente negativi, può creare voracità, problemi alimentari di varia natura, avarizia e uno smodato desiderio di arricchire.
Il cibo per il Toro rappresenta inoltre un modo per sentirsi ancora in vita e per sconfiggere la morte. A riprova di questa affermazione, ricordo alcuni amici Toro che, immediatamente dopo aver subito la perdita di familiari a cui erano legatissimi e di cui piangevano la scomparsa in modo assolutamente veritiero, si rifugiarono in un ristorante concedendosi un lauto pranzo innaffiato da ottimi vini. Ciò anche in onore dei defunti in questione che, a loro dire, se avessero potuto vederli avrebbero apprezzato enormemente il loro gesto. I morti ovviamente non possono affermare né negare ma noi non mettiamo in alcun dubbio la sincerità del Toro.
Per tornare a Giove, il pianeta sorregge con la sua fiduciosità il bisogno di allargare il proprio territorio. Non dimentichiamo infatti che il Toro, legato all’agricoltura, ha bisogno di spazio per potere piantare alberi da frutta, verdure, grano ed avere un pascolo per gli animali. Tutto ciò insomma che gli consentirà di coltivare la Madre Terra e di raccogliere i frutti della fatica. Se lasciate fare al Toro, grazie alla sua paziente opera di costruzione vi ritroverete le dispense piene per i prossimi anni. Ciò vale anche per i Tori che non vivono più in campagna, la maggioranza ai giorni nostri, ma che soddisferanno il loro istinto con un accumulo paziente e costante a futuro beneficio della prole.
Giove regola anche una funzione vitale importantissima, la vista. Sotto il segno sono nati infatti molti pittori eccelsi, come Leonardo e Mirò. A livello dei comuni mortali non è detto che tale stimolo crei amore per la pittura. Più spesso si trasforma invece nella convinzione un po’ ingenua che ciò che si vede corrisponde sempre alla verità, ignorando gli occulti suggerimenti proposti e presto celati dal segno opposto, lo Scorpione. Il Toro per tale motivo preferisce convertire il frutto del suo lavoro in investimenti che si possano vedere e toccare con mano, guardando con una certa diffidenza al denaro liquido o comunque a tutte quelle forme economiche più “simboliche” o evolute, come carte di credito, speculazioni in borsa e via discorrendo.
A livello di corrispondenze fisiche, oltre agli occhi il Toro governa il naso, la bocca e la gola. I primi sono ancora organi sensoriali, l’ultima la zona del corpo che presiede alla prima parte di digestione e respirazione. Sono comunque tutti organi di “primitiva” assimilazione o ingestione, che non regolano quindi trasformazioni più complesse di cibo, cose viste e cose apprese.
Complessità che spetta invece, almeno in parte, a Mercurio esaltato nell'opposto Scorpione e quindi in caduta nel segno. Mercurio viene spesso associato all’intelligenza e ciò è vero solo in parte. La sua caduta in Toro fa però sì che il livello intellettivo medio dei nativi non sia eccelso. Rassicuro comunque tutti i Tori del mondo perché alcuni dei più grandi genî dell'umanità, come Shakespeare, Leonardo e Freud sono loro consegninei. Ciò nonostante, la posizione poco consona del pianeta nel segno fa perdere loro brillantezza e velocità mentale, curiosità, voglia di spostarsi sul piano fisico e su quello intellettuale. I loro voli di fantasia sono limitati alla prossima raccolta delle zucchine o a una ricetta del brasato, piuttosto che a un nuovo, ipotetico modo di risolvere i tormenti dell’anima. Per tali problemi, che esulano dal campo pratico, i nativi consigliano una buona bistecca al sangue e una bella dormita. Oltre non vanno, anche perché stentano ad afferrare dimensioni complicate o complesse. La nevrosi è bandita dalle loro anime, semplici nel termine migliore della parola. Quanto a chi soffre di tali patologie, non lo comprendono ma lo compiangono con tutto il cuore.

ELISABETTA II d’Inghilterra
(21-4-1926, ore 2.40, Londra),
granitica nativa del segno
e campionessa di durata del potere

Il volto sorridente del Toro GIOVANNI GUARESCHI
(1-5-1908, ore 23.15, Fontanelle di Roccabianca PR), inventore della saga
di Peppone e Don Camillo

Il domicilio nel segno di X e Venere rende infatti i nativi profondamente buoni, ovviamente con talune eccezioni di rilievo. Valgano per tutti il Toro Adolph Hitler che, per difendere il territorio della taurina Germania, pensò bene di sterminare tutti gli intrusi, soprattutto un paio di sfortunati popoli scorpionici. Come rilevò giustamente Bruce Chatwin in Le vie dei canti: «La propaganda nazista sosteneva che per zingari ed ebrei – due popoli geneticamente portati al nomadismo – in un Reich stabile non c'era posto». Lo scrittore, guarda caso Toro, perciò profondo conoscitore dell’argomento – punta il dito su una questione fondamentale: la stabilità taurina e il nomadismo scorpionico sono due modelli culturali antitetici ma complementari. Attenzione, però. Chi sceglie un tipo di vita stanziale, immobilistico e operoso vede come una minaccia l’atteggiamento mentale nomadico che alla coltivazione preferisce un’economia di movimento e talvolta di rapina, con tutto quello che essa comporta.
Per tornare alla succitata bontà, nonostante il Toro la pratichi quotidianamente soprattutto nei confronti di quanti lo circondano, spesso e volentieri ha un atteggiamento un po' cinico verso quanto può provocare dolore o sofferenza inutili e verso il sentimentalismo sbrodoloso tanto caro ad esempio ai Pesci.
Nonostante appunto queste occasionali puntate di cinismo ed esempio negativo ed estremo di Hitler a parte, il Toro tipico rifiuta la crudeltà, proposta astrologicamente dal segno opposto. Ciò gli deriva dall’accoppiata X-Venere. Nel segno è più forte X, mentre Venere troverà alcune delle sue massime espressioni estetico-artistiche in Bilancia.
X, il primo pianeta transplutoniano, regola tra le altre cose la capigliatura, l’utero e le foreste. Tali caratteristiche sono purtroppo deducibili soltanto dalla dialettica zodiacale. Gli astronomi infatti hanno di recente individuato Eris, che potrebbe essere proprio X. La sua recente scoperta non ha consentito agli astrologi di studiarlo attentamente e per il momento si possono quindi fare solo delle ipotesi sulle sue caratteristiche, seguendo quanto ha già tracciato con logica rigorosa Lisa Morpurgo. Come pianeta opposto e complementare di Plutone, X regola il principio generatore femminile. X, governando l'utero, accoglie in sé gli spermatozoi, facendosi fecondare e portando i nuovi esseri a uno sviluppo completo con la sua protezione “materna”. Non vorrei cadere nell’errore arietino di considerare gli spermatozoi più importanti degli ovociti, poiché la generazione avviene solo ed esclusivamente con l’apporto di entrambi. La fecondazione, però prende il via con un’azione attiva da parte di Marte e Plutone. La creatività, vista appunto come fecondazione attiva, va quindi attribuita astrologicamente a Plutone. Rimando ancora agli scritti di Lisa Morpurgo sui motivi profondi della maggiore creatività maschile nel nostro ciclo planetario patriarcale.
Per tali ragioni, X pare quindi avere più una funzione nutritiva, protettiva e di crescita, simile a quella che il Toro esercita nei confronti di chi ama. Protettività che sconfina nella possessività, come ci sembra ricordare il Mercurio scorpionico, che simboleggia il figlio che non ne può più del clan famigliare da cui vorrebbe staccarsi per iniziare una propria vita autonoma. E il Toro proprio non capisce questo bisogno di allontanarsi. Per lui è il clan nel suo complesso a garantire la felicità.
Venere, la Dea dell'Amore in mitologia, è domiciliata nei gradi finali del Toro, che governano la gola, e presiede a una funzione artistica e rasserenante: l'amore per il canto.
Oltre alla passione per i gorgheggi, i trilli e tutto quanto c’è di canoro, la Venere taurina, unita alla forte influenza di X, rende il Toro uno dei segni più sensuali e portati a un sesso felicemente naturale. I nativi amano le gioie della vita, tra cui appunto troneggia quella carnale. Opposto all’altro segno cui spetta il co-primato di sensualità ed erotismo, lo Scorpione, il Toro si concede quanto può ad un istintivo abbandono ai sensi, anche grazie ad una attività ormonale di solito rigogliosa ed abbondante.
La sensualità del Toro è però assolutamente femminile e quando non subentrano censure culturali o famigliari, i nativi si aprono con grande spontaneità verso l’esterno in attesa di un compagno o una compagna, possibilmente sensuali quanto loro. Le donne sono ovviamente favorite in questa operazione naturalissima, mentre per gli uomini questo atteggiamento si traduce spesso in estrema possessività. Come gli organi sessuali femminili sono fatti per accogliere quelli maschili e trattenerli dentro di sé il più a lungo possibile, così l’uomo Toro una volta trovato un amore non vorrà più lasciarlo andare via.
L’esilio di Marte e di Plutone fanno sì che il Toro detesti l’esibizionismo, la violenza e la crudeltà gratuite. Anziché alla penetrazione marziana, il segno preferisce affidarsi alla espansione e alla voracità suggerite dalla coppia Giove-X. Al segno sono inoltre profondamente estranee le manovre occulte legate a Plutone e la mancanza di lealtà per perseguire i propri scopi.
L’esaltazione per trasparenza di Saturno B in Toro gli crea un bisogno di durata nel tempo legata non al potere o alla fama ma al possesso delle cose. Unito all’esaltazione di Giove A, Saturno fa sì che il segno aspiri a una visione della vita serena, razionale, operosa e feconda. Il Toro, nel suo modo poco brillante di afferrare ed esporre le cose, parrebbe ridurre tutto a una questione di proprietà. In fondo in fondo per lui è un po’ così. Come diceva Ludwig Feuerbach «L’uomo è ciò che mangia». Aggiungo una serie di postille care al segno: «anche ciò che vede, ciò con cui si congiunge carnalmente, ciò che possiede». Ma poiché quello che il Toro rifiuta a priori è l’angoscia, nel momento in cui fosse soggetto a una perdita economica anche grave, dopo aver versato tutte le sue lacrime, comincerebbe a piantare una nuova serie di sementi nel suo orto. Prima o poi nuove carote, patate o sedani cresceranno.
Un carattere così positivo, propositivo e quieto certo gli deriva anche dalla caduta del Sole B, che gli nega e gli fa negare qualsiasi tipo di protagonismo, soprattutto quello improntato a una drammatizzazione o a una ipertrofia della propria personalità. Insomma non aspettatevi mai da lui che interpreti la parte di Amleto. Anche perché non ha mai capito bene per quale motivo il biondo prence di Danimarca continui a ripetere «essere o non essere».
Il Toro è, e basta. Che problema c’è?

Chi fosse interessato alla descrizione degli altri pianeti nel segno può leggere:

Segni/toro/pianetitoro.html