LA ROTTA DI ULISSE

 


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Ottobre

di Laura Nicoli

Ottobre è un mese di transizione: raccoglie l’eredità tiepida di settembre e la conduce verso le brume novembrine, mentre i giorni si fanno sempre più corti e il sole declina sempre più verso sud, fino a toccare il punto più basso sull’orizzonte nel solstizio d’inverno. Era il mese fondamentale dell’economia agricola, delle popolazioni rurali perché alla fine di ottobre cominciava la semina e, quindi, l’anno nuovo. I resti di questa tradizione sopravvivono nella festa di Halloween, la notte del 31 ottobre, corrispondente alla celtica Samain, una sorta di carnevale autunnale che segnava la fine dell’anno. Come in ogni momento di passaggio, venivano sovvertite le regole vitali in un Caos fecondo: per una notte morti e vivi si mescolavano per celebrare la rinascita del cosmo e la riedificazione del mondo ordinario.
Il nome deriva dal latino october, perché era l'ottavo mese del calendario romano, che iniziava con il mese di marzo. Nel calendario persiano corrispondeva al mese di Mehr (fino al 22) e poi a quello di Aban.
A ottobre sono associati i funghi. Vestigia antichissime delle prime apparizioni vegetali sulla faccia della terra, i funghi precedettero le piante ornando di ogni sorta di forme e colori un mondo in via di formazione. Ve ne sono di ogni tipo: bianchi, verdi, violetti, gialli, rossi, marroni, a pois; alcuni sono commestibili, altri semplicemente disgustosi. Molti contengono sostanze medicinali, come gli antibiotici. Nel Medioevo erano molto malvisti, in quanto considerati manifestazioni delle forze primordiali, incontrollabili e diaboliche. Per i Greci, invece, i funghi erano un punto di congiunzione tra cielo e terra perché si credeva che nascessero nei terreni colpiti dai fulmini.
Siamo entrati nel mese della Bilancia che è una piccola e debole costellazione ed è l’unica dello zodiaco che non abbia le sembianze di un essere animato. La figura, una bilancia a due braccia, risale ai Sumeri che la chiamavano GIS.EREN; poi, venne sostituita nell’astronomia greca dalle chele dello Scorpione. Fu il calendario giuliano, nel 46 a.C., a restaurare l’immagine della Bilancia; l’aveva voluto Giulio Cesare che si faceva ritrarre in alcune monete con una bilancia in mano quale dispensatore di giustizia. Il geroglifico della Bilancia si compone di due linee orizzontali, di cui la superiore è sormontata da un semicerchio. Le due linee rappresentano l’energia positiva e l’energia ricettiva in un giusto rapporto armonico, dove tuttavia la prima prevale sulla seconda. È l’armonia, dunque, a informare questo segno.
Segno femminile, come vogliono i pianeti in domicilio Venere e X, la Bilancia si oppone al maschile Ariete; opposta all’egopatia del Sole/Ariete l’accoppiata Saturno/Bilancia è costretta a venire a patti col prossimo ed opporre il criterio di scelta, introducendo un elemento di dubbio nel farle esprimere: “Prima di condannare, ascolta anche ciò che il nemico ha da dire”. Infatti, lo sguardo della Bilancia è più logico che edonista e vede sempre, in qualsiasi circostanza, il rovescio della medaglia. Non dà mai nulla per scontato perché c’è sempre la possibilità che gli Altri abbiano ragione. La necessità di valutare sempre i pro e i contro di ogni questione fa sì che si arrivi al giudizio e, quindi, nella Bilancia troviamo la facoltà giudicante propria della giustizia e alla base del rapporto col prossimo vi è un principio di equità più che di slancio affettivo.
Venere in Bilancia dà un’affettività oblativa che si basa sul rispetto dei diritti delle persone amate che si riconosce sul lungo tempo, come vuole l’altro signore della Bilancia che è Saturno. Venere è anche il senso estetico che in Bilancia è molto forte. I gusti raffinati della Bilancia arrivano alla schizzinosità e possono diventare una ricerca di gusti armoniosi. Con l’esaltazione di Nettuno per trasparenza in Bilancia il senso estetico diventa ricerca della forma, se non addirittura della perfezione.
Venere come salute, con l’aiuto di Nettuno in esaltazione per trasparenza, induce la Bilancia a immaginare di aver perso le difese immunitarie, portandola ad aver orrore della sporcizia e di ogni possibile infezione. Anatomicamente, la Bilancia corrisponde alla vescica, al fegato, al pancreas ed alle reni, ossia agli organi filtranti (giudicanti) e purificatori del corpo. A queste corrispondenze si può aggiungere la pelle, ossia lo schermo estetico che occulta e protegge il groviglio funzionale dell’anatomia umana.
Venere è il secondo pianeta del Sistema Solare in ordine di distanza dal Sole, con un'orbita della durata di 224,7 giorni terrestri. È l'oggetto naturale più luminoso nel cielo notturno, con l'eccezione della Luna. Venere raggiunge la sua massima brillantezza poco prima dell'alba o poco dopo il tramonto, e per questa ragione è spesso chiamata la "Stella del Mattino" o la "Stella della Sera". È uno dei quattro pianeti terrestri del sistema solare, il che significa che, come la Terra, è un corpo roccioso. In dimensioni e massa è molto simile alla Terra, ed è spesso descritta come il suo "gemello". Inoltre Venere sta subendo la stessa evoluzione che ha avuto la Terra nella sua formazione. Poiché il pianeta si trova vicino al Sole, può essere visto di solito soltanto per poche ore e nelle vicinanze del Sole stesso: durante il giorno la luminosità solare lo rende difficilmente visibile; è invece molto brillante subito dopo il tramonto, sull'orizzonte a ovest, oppure poco prima dell'alba verso est, compatibilmente con la sua posizione. Ha l'aspetto di una stella lucentissima, di colore giallo-biancastro. A parte il Sole e la Luna, Venere è l'unico corpo celeste che, sia pur eccezionalmente, è visibile a occhio nudo anche di giorno, a condizione che la sua elongazione dalla stella sia massima e che il cielo sia particolarmente terso.
Essendo uno degli oggetti più luminosi nel cielo, il pianeta è conosciuto sin dall'antichità e ha avuto un significativo impatto sulla cultura umana. È descritto dai Babilonesi in svariati documenti in scrittura cuneiforme, come il testo detto La Tavola di Venere di Ammisaduqa. I Babilonesi chiamarono il pianeta Ishtar, la dea della mitologia babilonese (connaturata con la dea Inanna dei Sumeri), personificazione dell'amore ma anche della battaglia. Gli Egizi identificavano Venere con due pianeti diversi, e chiamavano la stella del mattino Tioumoutiri e la stella della sera Ouaiti. Allo stesso modo, i Greci distinguevano tra la stella del mattino Phosphoros, e la stella della sera Hesperos. Hesperos fu tradotto in Latino come Vespero e Phosphoros come Lucifero ("portatore di luce"). Venere era importante per la civiltà Maya, che sviluppò un calendario religioso basato in parte sui suoi movimenti, e si basava sulle fasi di Venere per valutare il tempo propizio per eventi quali le guerre. Nell'astrologia occidentale, influenzata dalle connotazioni storiche legate alle divinità dell'amore, si ritiene che Venere influenzi questo aspetto della vita umana. Nella spiritualità Lakota, Venere è associata con l'ultima fase della vita e con la saggezza. L'impenetrabile strato di nuvole che ricopre Venere ha dato agli scrittori di fantascienza del passato totale libertà di speculare sulle condizioni della sua superficie.
Robert Heinlein ha ambientato la sua serie Future History su Venere, ispirato dalla tesi del chimico Svante Arrhenius sulla presenza di una palude fumosa sulla quale la pioggia cadeva incessantemente. A tale ipotesi si è rifatto anche Ray Bradbury nel racconto breve Pioggia senza fine. Isaac Asimov descrisse invece il pianeta come ricoperto da un immenso oceano ricco di vita acquatica.
Venere è il pianeta che ha sempre stimolato la fantasia dell’uomo. Forse è qualcosa che ci è sempre stata tramandata e che è rimasto nel nostro inconscio, ma comunque Venere è il pianeta che ci dona il piacere, un piacere che cominciamo a conoscere fin da bambini quando scopriamo quanto il mondo esterno può essere piacevole ed iniziamo ad apprezzare quanto ci viene offerto sia a livello di soddisfazione dei bisogni primari che affettivi.
È il pianeta della capacità affettiva della persona (uomo o donna che sia) e, quindi, rappresenta la capacità di amare, il calore e l’intensità dei sentimenti, il gusto del “bello” e dell’armonico; determina un desiderio di serenità e di armonia intorno a sé. In Bilancia, l’amore di Venere diventa spesso oblativo perché non riesce mai a dimenticare i diritti, le ragioni e le necessità del prossimo e, data la vicinanza di Saturno, questi sentimenti vengono espressi con rigore, non vengono capiti.
Al segno della Bilancia si adattano alcune gemme sacre a Venere, generalmente verdi, prima tra tutte lo smeraldo, ma anche la giada verde smeraldo, colore dovuto alla presenza di cromo. La giada è stata considerata da millenni, soprattutto in Oriente, un portafortuna, infatti se ne ricavavano amuleti. Nell’America centromeridionale si applicava sui reni perché si riteneva che avesse effetti benefici, ed effettivamente si è accertato che, posta all’altezza di fegato e reni, aiuta il funzionamento di quegli organi e anche della milza. Posta alla base della gola, in una collana, influenza la tiroide ed il sistema nervoso stimolando anche l’attività renale. La si può portare anche a bracciale perché agisce anche attraverso le mani. Altra pietra legata alla Bilancia è lo zircone verde-azzurro, molto simile all’acquamarina. Nell’antichità era impiegato per le sue proprietà terapeutiche. Posto a livello del fegato stimola la funzionalità epatica; è anche un antidolorifico e antispastico; posto al centro della testa, favorisce la calma ed affina la capacità di comprensione.
“Gli amori più delicati, belli e gentili fioriscono sotto la betulla” è quello che si legge negli antichi ricettari di magia amorosa. La betulla è particolarmente affine ai Bilancia, ai quali si consiglia di portare con sé un rametto di betulla per incontrare l’amore. La betulla è indicata in caso di dermatiti secche e squamose. È dotata di un efficace potere diuretico, utile per il trattamento di ritenzione idrica, edemi, cellulite e massaggi drenanti. La Betulla agisce anche a livello dei tubuli renali con aumento della secrezione di acqua e di urea.
La pelle è uno scudo perfetto che la natura ci ha fornito e che ci protegge ogni giorno dall’esterno. Proteggerci ma non solo: la pelle è la dimensione che sta tra “il fuori” e “il dentro”, una corazza che viene continuamente sollecitata dall’ambiente in cui viviamo e dalle emozioni che proviamo.
Sulla pelle si disegna continuamente il linguaggio dell’anima. Rossori, brufoli, acne, psoriasi, eczemi raccontano le cose che non osiamo dirci, le parole che non esprimiamo, le emozioni che non tiriamo fuori. È il mistero del linguaggio del corpo che la pelle racconta più di tutti gli altri organi. E così questo tessuto che rappresenta il confine tra noi e il mondo, scrive su di sé tutti i nostri segreti.
Semplici arrossamenti, piccole irritazioni, leggere variazioni cutanee: nell’antichità anche i disturbi più lievi della pelle erano visti con sospetto. La cute era considerata uno dei “territori del diavolo”, il demonio, che secondo i detti popolari segnalava la sua presenza preferibilmente con manifestazioni cutanee di ogni tipo. Le soluzioni, di conseguenza, erano estreme: in molti casi, quando le malattie apparivano gravi si arrivava anche a bruciare viva la persona (Medioevo) o ad obbligarla a recitare preghiere per tre giorni e tre notti intere (XIV secolo). Anche per le popolazioni orientali, una pelle malata era sinonimo di impurità: per ritrovare l’equilibrio si era costretti ad immergersi in sali bollenti ed ancora più urticanti. Per gli antichi romani, invece, le soluzioni giuste erano bagni termali in acque di mare o sulfuree; per gli Egizi, oli profumati alleviavano qualsiasi malanno “di superficie”.
La pelle rappresenta la parte visibile del nostro corpo, quella che poniamo in relazione con gli altri ed il confine che ci delimita e fa di ogni soggetto un'unità individuale. È una superficie che riflette tutti gli organi interni. Ogni turbativa di uno degli organi interni viene proiettata sulla pelle ed ogni stimolazione di una zona corrispondente della pelle viene condotta verso l’interno, al rispettivo organo. Tutte le terapie delle zone riflesse si basano su questo rapporto. L’esperto vede e controlla sulla pelle lo stato degli organi e li tratta intervenendo sulle zone di proiezione sulla pelle.
La pelle è uno degli organi più complessi di tutto il nostro organismo. È in apparenza sottile e quasi “invisibile”, ma in realtà talmente voluminoso che se venisse disteso occuperebbe quasi due metri quadrati di spazio: una superficie interamente cosparsa di “sensori” che ci permettono di interagire con l’esterno e che ci proteggono ogni giorno. La cute è una vera e propria armatura che consente al nostro corpo di regolarsi attraverso sudorazione ed altre reazioni fondamentali. Ecco perché, molto spesso, diventa lo specchio della nostra salute e delle dimensioni emotive che proviamo: rossori, irritazioni, scottature non sono altro che frutto del contatto con ciò che ci circonda ed è proprio per questa sua perenne esposizione che la pelle è sottoposta a continui stress, responsabili di numerose affezioni.
Quando avviene qualcosa sulla pelle – un arrossamento, un gonfiore, un’infiammazione, un prurito, un ascesso – il punto in cui avviene questo non è mai casuale, ma indica un processo interiore corrispondente. La pelle non mostra soltanto il nostro stato organico interno, ma in lei si rivelano anche tutti i nostri processi e le nostre reazioni psichiche. Una parte di questi si mostra in modo così chiaro che tutti lo possono rilevare: si diviene rossi di vergogna e pallidi di paura, si suda per il terrore o l’agitazione, i capelli si rizzano o ci viene la pelle d’oca.
Se la pelle rivela già tanta parte della nostra interiorità, è ipotizzabile non soltanto di doverla curare con particolare cura, ma anche di poter manipolare il suo aspetto. Questa impresa ingannatoria si chiama cosmesi. Se la pelle è l’aspetto esteriore dell’interiorità, ogni tentativo di modificare artificialmente questa espressione è un atto disonesto. Si finge di avere qualcosa che non si ha. Si costruisce una facciata finta e la corrispondenza di facciata e forma va perduta.
Sotto una pelle molto sensibile si nasconde anche un’anima molto sensibile, mentre una pelle solida, resistente fa pensare piuttosto ad una scorza robusta; la pelle sudaticcia ci mostra l’insicurezza e la paura del nostro interlocutore, la pelle arrossata l’eccitazione.
La pelle può rompersi per patologia interna (infiammazioni, ascessi, eruzioni) o esterne (ferite, operazioni). In entrambi i casi il nostro confine viene messo in forse.
Il rossore pudico è la paura di arrossire che si manifesta con rossore diffuso, per lo più al volto, e che rende visibile a tutti il disagio interiore. Rappresenta una risposta emotiva intensa come vergogna, rabbia, paura, che si manifesta nei momenti di socialità. Tipica del periodo dell’adolescenza, nell’adulto con spiccata personalità narcisistica, può anche esprimere la mancanza di coraggio a vivere apertamente il proprio esibizionismo.
L’orticaria è una dermatosi frequente, caratterizzata dall’eruzione di pomfi fugaci pruriginosi, di varie forme e dimensioni, dovuti alla vasodilazione e all’edema del derma. È una malattia reattiva dell’organismo a varie sostanze incontrate per ingestione, inalazione, iniezione, contatto o fattori ignoti. Può essere legata all’assunzione di alcuni cibi o farmaci, all’inalazione di polveri o sostanze, al contatto con animali e insetti o alla loro puntura. È una reazione fisica a sostanze di varia natura ed è importante capire cosa rappresenta quella sostanza o quel cibo nel vissuto della persona che manifesta la reazione allergica. Ad esempio, l’intolleranza al latte può essere legata ai temi del materno, dell’indipendenza desiderata ma non raggiunta. L’orticaria esprime anche l’insofferenza verso ambienti, persone o situazioni divenute insopportabili, verso un ruolo professionale divenuto insoddisfacente che la persona non riesce a riconoscere e ad affrontare come tale. Per quanto riguarda il prurito che si accompagna a questa manifestazione, la sua dinamica riporta a qualcosa che è in fermento all’interno della persona e che serve a richiamare l’attenzione su una specifica zona corporea. Quando il prurito si presenta senza concomitanti manifestazioni cutanee, può indicare la presenza di un conflitto interiore della persona con la propria aggressività che non affiora neppure in superficie, restando invisibile agli altri. La menta piperita per via esterna calma i pruriti e le infiammazioni della cute. Sul corpo è meglio applicare la tintura madre di menta, dopo averla diluita con un po’ d’acqua ed aver imbevuto spugnette o compresse di cotone. I gemmoderivati Alnus Glutinosa e Ribes nigrum, assunti insieme, 50 gocce di ognuno al giorno. Alnus glutinosa è particolarmente efficace per combattere le irritazioni in fase acuta; il Ribes nigrum rafforza il sistema immunitario, stimolando il rilascio da parte delle ghiandole endocrine di sostanze antinfiammatorie e antiallergiche.
L’acne è un’infiammazione delle ghiandole sebacee e dei follicoli peliferi che causa cisti, pustole, noduli. I fattori scatenanti sono l’eccessiva produzione di ormoni sessuali (testosterone) e anche la presenza di un microrganismo che rende irritante il sebo. Da sempre è il disturbo adolescenziale per eccellenza, ma stress e vita frenetica scatenerebbero il disturbo indipendentemente: ecco perché sta diventando una malattia sempre più “adulta”. Questa malattia si riscontra con maggior frequenza nell’adolescenza, periodo nel quale avvengono cambiamenti fisiologici e psicologici molto intensi e veloci. L’acne, più di ogni altra affezione della pelle, rappresenta quindi la difficoltà dell’intero organismo ad accettare una crescita che sta avvenendo, un po’ come se le modifiche corporee non trovassero un corrispettivo interno. È possibile riscontrare una richiesta da parte dell’ambiente di crescita prematura che porta il soggetto a manifestare un’immagine di sé non autentica, che lo faccia apparire con un’età che non gli appartiene ma che deve “vestire” per forza. A volte è presente nella persona acneica un istinto preciso (spesso sessuale) che non riesce ad esprimere e che gli “esplode” in viso. Nei soggetti adulti si verifica in genere in concomitanza con importanti cambiamenti (matrimonio, divorzio, un nuovo lavoro) in cui l’individuo è costretto a proporsi in una “veste sconosciuta” e a rimettere in gioco, riequilibrandole, le componenti affettive ed erotiche. In generale, l’acne sembra indicare la strada attraverso la quale poter costruire la propria identità, cioè andare attraverso il “fuoco trasformativo” delle emozioni e dei bisogni più profondi e negati, verso la capacità di porre una barriera all’invasività e al condizionamento ambientale. I brufoli rappresentano simbolicamente una ribellione non diversamente espressa, qualcosa che si oppone alle regole, all’ideale, che “arrossisce” dalla rabbia per poi esplodere.
Tra i fiori di Bach, Crab Apple per un’acne che ci protegge: quando ci sentiamo spaventati dall’esterno, quando crediamo di essere sempre gli “ultimi” e ci appare impossibile anche un minimo approccio disinvolto verso gli altri, questo rimedio è quello giusto. In questo caso l’acne diventa una maschera che ci allontana e che allontana il mondo: una vera e propria barriera psicologica che ci chiude e ci isola.
L’eczema è caratterizzato dalla comparsa di vescicole che spesso rilasciano un liquido acquoso: la pelle si gonfia e si arrossa, a volte provocando bruciore e prurito. Può avere diverse origini come allergie o una difficoltà nel processo di smaltimento delle tossine. Non interessa solo la popolazione adulta ma anche i bambini e non fa distinzione di sesso. È una patologia a carattere infiammatorio, non contagiosa, con sintomi che variano a seconda della tipologia. Tre sono le più importanti: eczema da contatto, quello atopico e l’eczema seborroico. Il prurito è la caratteristica sempre presente, porta il malato a grattarsi causando lesioni sanguinanti e infezioni. L’eczema richiama a livello simbolico sia il concetto di limite sia quello di potere comunicativo della pelle. Il rossore che compare incarna la forza vitale, l’ardore, l’Eros libero e trionfante che si fatica a controllare. L’irritazione comunica un aspetto del rosso (aggressività, passione, sessualità) che viene considerato dal soggetto come qualcosa di socialmente inaccettabile e non condivisibile: per questo chi ne soffre è spesso bloccato e sulla “difensiva”. Inoltre, il prurito tipico di questo disturbo richiama il fuoco, che è purificatore e rigeneratore. È legato, quindi, al concetto di trasformazione, di fertilità e potenza creativa ma anche di possibile distruzione. Una “fiamma interna” che tende a distruggere un involucro vecchio, espressione di un’identità che, pur dolosamente, vuole trasformarsi. Il bisogno di grattarsi, difficile da controllare, esprime il voler “rompere” con la vecchia pelle per crearne una più liscia, morbida, sensibile ai fattori esterni.
Per l’acne che nasce dall’intestino il rimedio è il carciofo. Olmo se l’eczema è “umido”, Viola tricolor se è “secco”. È da scegliere Dulcamara per quegli eczemi che non danno tregua a causa di un insistente prurito (accompagnato da rossore e calore).
Quando l’eczema è da contatto, si può intervenire anche con l’oligoterapia. Il Manganese è l’oligoelemento più indicato per quei soggetti che presentano eczemi da contatto, allergici, preso 1-2 volte la settimana a scopo preventivo, 3 volte la settimana come cura. Se prevale il prurito, può essere abbinato allo Zolfo, che però è da evitare nel caso di soggetti obesi e sanguigni perché potrebbe rivelarsi troppo forte. Un’altra associazione utile è il Manganese-Rame, in caso di eczema cronico, che compare in autunno-inverno e si associa a infezioni respiratorie; Magnesio in caso di eczemi cronici per favorire la cicatrizzazione.
Tra i rimedi di Bach: Holly. L’eczema, specie se accompagnato da dolore o prurito, può far pensare ad uno stato d’animo improntato alla negatività, al rancore, al contenimento di impulsi aggressivi. Sentimenti che, se celati, trovano possibilità di espressione attraverso la pelle. Il soggetto è tendenzialmente pessimista verso il mondo e se stesso. Per queste tende a sentirsi “escluso” dalla vita.
La psoriasi è unapatologia instabile e non infettiva: è caratterizzata dalla comparsa di placche secche bianco-argentee (dovute al ricambio cellulare accelerato), facilmente scollabili e, ad un livello più profondo, microemorragie. Questa patologia presenta momenti di remissione alternati a periodi di riacutizzazione e interessa prevalentemente ginocchia, cuoio capelluto, schiena. Non si conoscono le cause che ne favoriscono l’insorgenza. La pelle che soffre di questa patologia assume le sembianze di una corazza a scaglie bianche, facilmente asportabili, che nasconde però una superficie rosso fuoco. Sotto questo aspetto, il disturbo indica il bisogno di liberarsi da uno schermo di candore e purezza per lasciar spazio all’espressione di passioni ed istinti. Nel malato di psoriasi si avverte il tentativo inconscio di difesa di fronte ad una realtà oppressiva e pesante (sia personale, sia ambientale) che blocca la manifestazione di passioni ed emozioni. Emozioni che vengono continuamente schiacciate tra il desiderio di espressione e la paura di lasciarsi andare: questa tendenza conflittuale ritorna nella malattia attraverso l’accelerazione del ciclo di riproduzione dell’epidermide con cui il malato tenta di mutare la propria “pelle psichica” (liberarsi di quella vecchia e crearne una nuova). Un desiderio di rinascita e di non accettazione di sé che porta la malattia stessa a continue “rinascite”. Sulla cute si manifestano, quindi, l’aggressività non espressa e i sensi di colpa da cui non è facile liberarsi: così, di frequente, le pulsioni trattenute si “concentrano” sulla nostra pelle, infiammandola. Spesso, inoltre, il disturbo è accompagnato da disturbi diarroici con cui la persona cerca di scaricare gli istinti che ha paura di vivere appieno.
Tra i rimedi di Bach, Willow per una psoriasi da ossessione. In tutti quei casi in cui il disturbo diventa un’ossessione scegliamo Willow ci aiuterà a spostare l’attenzione, favorendo il processo di guarigione e permettendoci di non “imprigionarci” in una malattia ambigua come la psoriasi.
Disturbi come acne e psoriasi possono causarci ansia e angoscia perenne che si “incancrenisce” logorandoci giorno dopo giorno. Gorse (altro rimedio di Bach) interviene in questo quadro psichico rompendo il circolo vizioso e facendoci ritrovare quell’equilibrio alla base della guarigione.
Se il soggetto soffre di psoriasi, potremo usare Ulmus campestris associandolo a Juglans regia e Ribes nigrum, in gemmoderivato, per una totale rigenerazione della cute e per intervenire contemporaneamente sui sintomi dell’affezione. Da non dimenticare il Carciofo per una depurazione totale dell’organismo che solitamente “scarica” sulla pelle stanchezza e stress causando una cute grassa e unta. Aloe, invece, è il toccasana per rinvigorire e ridare forza quando ci vediamo completamente spenti.
Per gli eczemi secchi, la Dulcamara, una pianta che deve il suo nome ai piccoli rami che possiedono un sapore prima dolce e successivamente amaro, è un rimedio dal punto di vista ematico ma che svolge funzioni diuretiche e disintossicanti. Per questo è fondamentale nel caso di eczemi cronici con prurito intenso e pelle “alzata” e spesso bagnata (oltre che molto rossa). Da assumere 40 gocce di estratto fluido al giorno, per due mesi.
Aloe Vera mette fine ad arrossamenti, pruriti e dolori. Il nome “aloe” potrebbe derivare dall’arabo “arua” che significa “amaro”: gli antichi egizi erano soliti coltivare dell’aloe all’ingresso di una nuova casa, così da potersi assicurare lunga vita e felicità. Questo rimedio è ideale per problemi cutanei di varia natura, grazie soprattutto alle sue proprietà rigeneranti che accelerano di ben otto volte i processi cutanei di ristrutturazione. Molto efficace in caso di pelle irritata, con lesioni e scottature: grazie al suo potere lenitivo e antinfiammatorio attenua il prurito, il dolore e l’arrossamento. Usi e dosi: utilizzare un sottile strato di gel sulle zone interessate e far assorbire con un lieve massaggio. Sulle ferite applicare con una garza sterile e non massaggiare.
La bardana: per l’acne legata a problemi digestivi e intestinali. Grande supporto di base per favorire il drenaggio di fegato e intestino, questo rimedio sarà in grado di intervenire sull’acne “legata” soprattutto alla digestione: molto utile quando il disturbo sembra peggiorare in seguito al consumo di alimenti calorici e grassi. La bardana svolge, inoltre, un’azione antibiotica mirata sulla cute e regolarizza il tasso di glucosio nel sangue (processo cruciale nella comparsa dell’acne). Uso e dosi: per una cura specifica per l’acne assumiamo 40 gocce tre volte al dì per cicli di due mesi. Per un’efficacia più generale, si assumono 20 gocce di estratto fluido in un po’ d’acqua, 2-3 volte al giorno, per 3 mesi. Si può abbinare al carciofo per un’energica azione su fegato e intestino (aggiungere 20 gocce di estratto fluido di carciofo 2-3 volte al dì).
Ulmus campestris è dedicato agli eczemi e all’acne. Le sue gemme sono la parte utile contro i sintomi di eczema e acne: prurito, arrossamento e formazione di pus verranno trattati da questo rimedio che ha proprietà regolatrici delle ghiandole sebacee. Perciò particolarmente indicato per il riassorbimento dei brufoli e per ridurre l’untuosità dell’eczema. Da utilizzare anche per stimolare le difese immunitarie e i sistemi di disintossicazione. Usi e dosi: in macerato glicerico, assumere 40 gocce in poca acqua, 3 volte al dì, per cicli di due mesi. È più efficace se abbinato a Ribes nigrum (50 gocce tra le 8 e le 10 del mattino).
Per la pelle secca e disidratata: geranio, arancio, rosa, gelsomino. Hanno proprietà rivitalizzanti, ammorbidenti e stimolano il rinnovamento cellulare.
Per la pelle grassa ed impura: lavanda, limone e ginepro svolgono azione depurativa, astringente e riequilibrante.
Per pelle sensibile con couperose: cipresso e geranio, calmanti ed astringenti.
Per pelle macchiata: limone e rosa, dall’azione schiarente e nutriente.
Per tenere lontane le rughe è necessario agire in profondità, tonificando i muscoli del viso con un’adeguata ginnastica, ma bisogna anche scegliere il tonico e la maschera giusti. Tamponiamo delicatamente con un tonico non alcolico sciogliendo due gocce di olio essenziale di sandalo, una goccia di rosa e 2 di lavanda in 50 ml di acqua distillata.
Per una pelle sempre sana e giovane nell’igiene quotidiana non devono mai mancare massaggi con creme idratanti e bagni con essenze rilassanti. La pelle di tutto il corpo beneficerà sicuramente di un bagno rilassante preceduto da un peeling che libererà la pelle dalle cellule morte e favorirà la penetrazione delle sostanze disciolte nel bagno. Dopo aver riempito la vasca con acqua non troppo calda, versiamo 50 ml di latte in cui avremo disciolto questi oli essenziali: 3 gocce di lavanda, 2 gocce di geranio, 2 gocce di arancio, 3 gocce di melissa, 2 gocce di cannella. Questa emulsione ammorbidente favorisce l’eliminazione delle scorie e la rigenerazione cutanea.
Il geranio è un grande amico della pelle; diluito in olio di mandorle è ottimo per curare ferite, ulcere, micosi ed herpes, nonché le stomatiti, combatte la cellulite ed i ristagni di liquidi.
Una volta la settimana dedichiamo mezz’ora del nostro tempo al massaggio del viso con olio di mandorle dolci che lenisce ed addolcisce. Dopo una pulizia accurata, distribuiamo sul viso qualche goccia di olio e cominciamo a massaggiarlo delicatamente con movimenti circolari e pressori delle dita. Per aumentarne l’effetto, l’olio di mandorle dolci può essere potenziato aggiungendo alcuni oli essenziali che si preparano aggiungendo all’olio una miscela di oli essenziali scelti a seconda del tipo di pelle.
In caso di acne è possibile somministrare oli essenziali sia localmente che per bocca, ottenendo così un riequilibrio generale. L’eucalipto disinfetta e protegge, da applicare localmente 2-3 volte al giorno sui brufoli per disinfettare e proteggere la zona. In questo modo si accelera la loro scomparsa e si evitano le cicatrici; la lavanda è efficace anche nel latte detergente. Si può utilizzare l’olio essenziale puro o diluito per pulire la pelle massaggiando delicatamente e rimuovendo poi l’olio in eccesso con un batuffolo di cotone. Il suo aroma ha anche un’azione riequilibrante e distensiva a livello del sistema nervoso. Il limone rinfresca e tonifica. L’olio essenziale può essere utilizzato per pulire il viso ed ottenere anche un effetto rinfrescante.
La pelle matura necessita, oltre che di sostanze idratanti e restitutive del tessuto epidermico, di un’azione specificamente anti-età. La miscellanea di oli essenziali è un coktail perfetto: olio di mandorle e di avocado per nutrire, camomilla per disintossicare eventuali parti arrossate: patchouli e incenso come essenze anti-ossidanti ed infine la borragine che salvaguarda la circolazione e la microcircolazione sanguigna, ossigenando l’epidermide. Ora siamo all’inizio dell’autunno ed è il momento di purificare fegato e reni. Per quanto concerne la purificazione dei reni e delle vie urinarie, è prescritto il ginepro. La sua azione è potente perché le bacche hanno proprietà sia diuretiche che antisettiche.

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