Il mio regno per un castello

di Valeria Pazzi

Sono sempre stata affascinata dall’universo tedesco: lingua, letteratura, cultura ecc. Una delle figure più controverse e affascinanti è indubbiamente quella di re Ludwig di Baviera, immortalato nel celeberrimo film di Luchino Visconti con protagonisti Helmut Berger (Gemelli di maggio come il protégé del vero Ludwig, il musicista Richard Wagner) e Romy Schneider.
Ludwig nasce nel castello di Nymphenburg, a Monaco di Baviera, il 25 agosto 1845, figlio primogenito di Maximilian Wittelsbach e Maria di Prussia. Il piccolo principe è destinato a regnare su uno dei territori più prosperi di tutta Europa: la Baviera. Per secoli provincia romana, questa regione passò sotto il dominio della dinastia ducale degli Agilolfingi dopo la caduta dell’Impero Romano. Ma nel 1180 prese il potere il conte palatino Otto von Wittelsbach: con lui ebbe origine la dinastia omonima, una delle più importanti d’Europa, destinata a durare fino al 1918. Con la trasformazione da Ducato a Regno (1806), la Baviera acquisì nuovi territori e nuove città; Monaco divenne la capitale del nuovo regno, assumendo una dimensione sempre più europea sul piano tanto culturale quanto commerciale.
Ludwig è solo un bambino quando una bufera si abbatte sulla famiglia reale bavarese. Nel 1848, infatti, il re Ludwig I, padre di Maximilian, è costretto ad abdicare a favore del figlio, a causa dello scandalo provocato dalla sua relazione con la ballerina Lola Montez: il nuovo sovrano assume il nome di Maximilian II e Ludwig diventa principe ereditario a neppure tre anni di età. Il 27 aprile dello stesso anno nasce suo fratello Otto. I due principini trascorrono un’infanzia serena in Baviera; Ludwig è particolarmente legato al castello di Hohenschwangau, dove festeggerà il suo diciottesimo compleanno.
Il 10 marzo 1864 muore il re Maximilian II e il principe ereditario gli succede con il nome di Ludwig II.
All’inizio di maggio egli incontra per la prima volta il musicista Richard Wagner e decide di prenderlo sotto la sua ala protettrice, salvandolo dal tracollo economico. L’anno successivo, a Monaco, si tiene la prima di Tristan und Isolde, ma verso la fine dell’anno Wagner è costretto a lasciare Monaco, osteggiato dai ministri reali che non vedevano di buon occhio le spese sostenute dal re in suo favore. Circolano inoltre pettegolezzi feroci sulla vera natura del loro legame, tanto che Wagner è soprannominato “Lolo”, ovvero Lola Montez al maschile!
I transiti del maggio 1864 sono piuttosto eloquenti: per quanto riguarda Ludwig, Urano a 23° Gemelli è trigono alla congiunzione Marte-Nettuno in Aquario (colpo di fulmine, visto che questo aspetto contribuì non poco a orientare la sessualità del re?), mentre Plutone è congiunto al grado al disastrato Giove radix in Toro e Giove in Scorpione quadra la congiunzione Marte-Nettuno (spese folli sostenute per il musicista). Nel tema di Wagner, specularmente, troviamo Nettuno in Ariete che fa trigono a Giove radix in Leone (monarca munificente che finanzia la sua musica).
Nel gennaio del 1867 Ludwig si fidanza con la cugina Sophie, sorella della famosa imperatrice Sissi (con cui il Nostro ebbe sempre un legame molto intenso: entrambi, infatti, erano spiriti liberi che mal sopportavano la rigida etichetta di corte). Il matrimonio, previsto per il 25 agosto, viene più volte posticipato, finché in ottobre Ludwig non rompe il fidanzamento. In questo caso, mi sembrano particolarmente significativi i transiti di Urano sull’ascendente e di Nettuno su Urano radix, a indicare un cambiamento radicale, una presa di coscienza della propria vera identità (anche e soprattutto sul piano sessuale).
Come abbiamo visto, già all’epoca circolavano voci sull’omosessualità del re. Nel 1999 sono misteriosamente comparse a Monaco 27 lettere “segrete” scritte da Ludwig a Karl Hesselschwerdt, il quartiermastro delle scuderie reali. Secondo le indicazioni del re, il destinatario avrebbe dovuto bruciarle dopo averle lette (ma ovviamente non lo fece!). Si suppone che siano state prese in consegna dal conte di Holnstein, tutore di Ludwig, che a sua volta le avrebbe lasciate ai suoi eredi. Uno di loro, rimasto anonimo, ha deciso di metterle all’asta più di cent’anni dopo la morte di Ludwig. In base a queste lettere, dal contenuto decisamente osé, il “caro Karl” seppe conquistarsi la fiducia totale del monarca sia per il reperimento dei fondi necessari alla costruzione dei castelli, sia per la “fornitura” di giovani di bell’aspetto (lacchè, stallieri, camerieri ecc.) in grado di soddisfare le tendenze omosessuali di Ludwig, che peraltro gli causavano forti conflitti interiori a causa della sua profonda religiosità. Esamineremo meglio questo aspetto del suo carattere nella parte dedicata all’analisi del tema natale.
Nel 1869 comincia la costruzione del primo dei tre grandi castelli voluti da Ludwig, ovvero quello di Neuschwanstein; l’anno successivo è la volta di Linderhof. Non pago di queste due grandi opere architettoniche, nel 1872 Ludwig finanzia la costruzione del teatro di Bayreuth, destinato a ospitare esclusivamente le opere di Wagner. Non a caso, la prima pietra viene posta il 22 maggio, giorno del compleanno del grande musicista. I transiti di quel giorno sembrano porre l’accento sull’impatto economico delle decisioni di Ludwig: spiccano infatti tre pianeti in Toro (segno in cui si trova il Giove leso di Ludwig), Nettuno su Plutone radix (denaro speso per la musica) e la congiunzione Giove-Urano nella seconda casa del re, quadrata a Nettuno e opposta a Saturno di transito.
In effetti, iniziative di questa portata incidono pesantemente sulle casse del regno, ma il concetto di economia è assolutamente estraneo a Ludwig… Nel 1873 inizia la costruzione del terzo grande castello da lui voluto: Herrenchiemsee, la versione bavarese di Versailles. Malgrado i debiti, il re non intende fermarsi e all’inizio del 1886 chiede al Gabinetto di finanziare la costruzione di un grandioso Palazzo Cinese. Al rifiuto dei suoi ministri, Ludwig cerca di convincere i servitori ad andare a chiedere prestiti ai sovrani di mezza Europa.
A questo punto, il Gabinetto decide che la situazione ormai è fuori controllo: bisogna prendere misure drastiche per fermare il re. L’8 giugno 1886 quattro medici (von Gudden, Hagen, Hubrich e Grashey) firmano un documento in cui attestano uno stato di “paranoia e fragilità mentale” nel monarca, che gli impedisce di adempiere alle sue funzioni istituzionali. Peccato che nessuno di loro abbia mai incontrato Ludwig e che la “diagnosi” sia basata esclusivamente su testimonianze di seconda mano e pettegolezzi di corridoio!
Secondo alcuni storici, Ludwig non era pazzo, ma rimase vittima di una congiura organizzata dallo zio Luitpold per salire al trono (come in effetti avvenne). La stessa imperatrice Sissi, forte della confidenza che aveva con il cugino, dichiarò: «Il Re non era matto; era solo un eccentrico che viveva in un mondo di sogni. Avrebbero potuto trattarlo più gentilmente, e risparmiargli con ciò una fine così terribile». In effetti, molti membri della famiglia Wittelsbach si erano distinti per la loro eccentricità. C’è da dire che l’abitudine dei regnanti di sposarsi fra consanguinei non favoriva certo la salute fisica e mentale della stirpe!1
In ogni caso, il re viene deposto e una commissione composta da medici ed esponenti di governo si reca nel castello di Neuschwanstein, dove Ludwig sta trascorrendo gli ultimi giorni di libertà. Non senza problemi, il 12 giugno il re viene condotto nel castello-prigione di Berg, sul lago di Starnberg.
Nel pomeriggio del 13 giugno, Ludwig chiede e ottiene di poter fare una passeggiata sulle rive del lago in compagnia di uno dei medici, von Gudden. Non c’è nessun altro con loro, né infermieri, né guardie. I due uomini s’incamminano verso le 18, lasciando detto che sarebbero tornati per cena alle 20. Ma quando arrivano le 21 e ancora non sono ricomparsi, l’assistente di von Gudden, il dottor Müller, comincia a preoccuparsi sul serio e dà il via alle ricerche; verso le 22.30, i corpi senza vita del sovrano e del medico sono ritrovati nelle acque del lago.
La notizia della morte del re suscita grande scalpore in tutta Europa, con un’eco paragonabile a quella avuta ai giorni nostri dalla morte di lady Diana. Proprio com’è avvenuto nel caso della “Principessa del Popolo”, si è gridato al complotto e all’assassinio politico, pur non essendoci nessuna prova decisiva a sostegno di questa teoria.
Ma cos’è successo realmente a Berg? Malgrado tutte le indagini svolte e le ipotesi formulate, la fine di Ludwig rimane tuttora avvolta nel mistero. Si possono tuttavia fissare alcuni punti certi:

  1. il dottor Gudden fu ritrovato con una brutta ferita alla fronte; nei suoi polmoni c’era acqua, il che indica una morte per annegamento;
  2. lungo la riva del lago furono riscontrati segni di lotta e impronte nel fango che conducevano verso il lago;
  3. secondo alcuni, non ci fu nessuna autopsia sul corpo del re; secondo altri, invece, l’autopsia fu eseguita e non rilevò traccia di acqua nei polmoni.

Per quanto concerne le teorie formulate riguardo alle cause di questa duplice morte, sono principalmente tre:

  1. Ludwig si suicidò. È la teoria ufficiale, la prima a essere stata formulata. Mentre era seduto con il medico su una panca in riva del lago, il re improvvisamente si alzò e corse verso il lago con l’intenzione di uccidersi (a sostegno di questa ipotesi, il fatto che per tutto il giorno precedente non avesse fatto altro che parlare di suicidio). Quando il medico provò a fermarlo, Ludwig lo tramortì con un colpo alla fronte e poi lo gettò in acqua, provocandone l’annegamento. In seguito, il re si annegò a sua volta nelle acque del lago.
  2. Ludwig cercò di fuggire a nuoto dalla sua prigione. Una barca lo attendeva presso la riva opposta del lago; arrivare fino a quel punto non sarebbe stato un problema per il re, che era un ottimo nuotatore (il nuoto, in effetti, era uno dei pochi sport che gli era sempre piaciuto). Ludwig condusse von Gudden nel punto più adatto per entrare in acqua; nel tentativo di fermarlo, il medico fece la fine indicata nel punto 1. Una volta entrato in acqua, il re fu vittima di un colpo apoplettico o di attacco cardiaco. Tenendo conto che l’acqua era gelida e il Nostro era sovrappeso, si tratta di un’ipotesi plausibile. Secondo voci mai confermate, la fuga sarebbe stata organizzata dalla cugina Sissi, che in quei giorni si trovava in visita da parenti sulla riva opposta del lago. Quando l’indomani la informarono della morte del re, fu colta da malore.
  3. Ludwig e von Gudden furono assassinati. Per evitare ogni minaccia al nuovo governo, un gruppo di ministri (o addirittura alcuni parenti del re) organizzò una spedizione fatale, simulando un suicidio.

Sia come sia, il funerale ebbe luogo il 19 giugno 1886, con una vastissima partecipazione popolare (proprio come nel caso di Lady D): in effetti, malgrado le sue stranezze, Ludwig era molto amato dai sudditi. Fra le dita della mano destra gli misero un bouquet di gelsomini, dono di Sissi, che sconvolta dal dolore non riuscì a partecipare ai funerali.

***

Fin qui la storia. Ora vorrei analizzare la figura di Ludwig dal punto di vista astrologico, con particolare attenzione al desiderio “matto e disperatissimo” di costruire castelli e ai rapporti con Wagner.

Tema di Ludwig
[25/08/1845 ore 00.30 a Monaco di Baviera]

Ludwig era Vergine ascendente Cancro, con Luna in Gemelli in dodicesima casa quadrata al Sole, ma in trigono a Venere.
La componente Cancro è molto forte nel suo tema. A diciotto anni Ludwig era un ragazzo dalla bellezza straordinaria, che lasciava tutti a bocca aperta. Aveva gli occhi azzurro cupo, la carnagione avorio, i lineamenti cesellati della famiglia Wittelsbach, nonché un’aria da eroe romantico che faceva sospirare le damigelle e le dame di corte: tutte caratteristiche ascrivibili a Venere in casa quarta in trigono alla Luna2. Tuttavia, con il passare del tempo, la figura si appesantisce e anche i lineamenti s’induriscono, lo sguardo diventa più sofferto: l’atroce spettacolo della guerra e i travagli interiori hanno lasciato il segno3.
Ludwig è più volte descritto come una persona sognatrice, idealista, che non riuscendo ad accettare la dura realtà e i compromessi che questa comporta, si rifugia a poco a poco in un mondo di fantasia, fatto di castelli, fiabe, leggende, comportamenti stravaganti. Tutto ciò è spiegabile sia con la sensibilità del segno ascendente, sia con la Luna lesa in dodicesima casa, che ricostruisce il segno dei Pesci (oltretutto, con questa posizione, risultano rafforzati i rapporti con la favola e il mito4). La passione per i dolci - di nuovo Cancro - gli rovinò i denti (Giove-bocca è quadrato a Saturno, con entrambi i pianeti senza recuperi); ma poiché aveva il terrore dei dentisti, non se li fece curare e di conseguenza soffrì di fortissimi mal di denti ed emicranie5, che leniva con dosi sempre maggiori d’idrato di cloralio e altri narcotici.
Negli ultimi dieci anni della sua vita, Ludwig visse più di notte che di giorno. Si alzava verso le sei di sera, beveva il caffè e poi s’immergeva in un bel bagno profumato (ancora Cancro). Dopo aver mangiato, verso mezzanotte, abbandonava il suo “nido” (il castello) per andare a fare una passeggiata al chiar di luna (sempre Cancro).
Ma tutto ciò basta per parlare di “malattia mentale”? In un articolo scritto nel 20046, il professor Heinz Häfner fornisce un’analisi molto interessante ed esaustiva dell’atteggiamento di Ludwig. Come abbiamo visto in precedenza, la diagnosi di “paranoia e fragilità mentale” fu fatta senza che nessun medico avesse visitato il re, sulla base unicamente di pettegolezzi di corridoio e atteggiamenti sì stravaganti, ma non propriamente “folli”. Secondo Häfner, Ludwig non diede mai segni evidenti né di fragilità mentale (come invece avvenne per il fratello Otto), né tantomeno di psicosi paranoide. Dal punto di vista astrologico, il tema natale sembra confermare questa tesi: a parte la Luna parzialmente lesa in dodicesima casa, non sembrano esserci segnali di malattie mentali. Nettuno e Plutone, spesso responsabili di patologie legate a un’alterata percezione della realtà, ricevono solo aspetti positivi e non ledono i luminari (Plutone è addirittura in largo trigono al Sole)7.
Häfner interpreta il comportamento del re in chiave moderna, formulando una diagnosi basata su una valutazione radicalmente diversa delle sue vicende biografiche. Secondo lo studioso, infatti, Ludwig avrebbe cercato di sfuggire ai suoi conflitti interiori (legati quasi certamente a un’omosessualità vissuta con enormi sensi di colpa) sviluppando una forma crescente di dipendenza, seppur di un genere molto particolare: la dipendenza dai castelli, edifici legati alla sua visione romantica dell’esistenza. Il suo comportamento, in effetti, mostra tutti i segni di una dipendenza “non da sostanze”, analoga a quella dei giocatori d’azzardo. Dal punto di vista astrologico, questa ipotesi trova riscontro sia nella posizione di Nettuno in nona casa, che può indurre alla fuga da una realtà sgradita, sia in quella della Luna, che risulta “nevrotizzata” dal segno in cui si trova (Gemelli) e dalla quadratura con il Sole in Vergine. Alla fine il re non aveva più il senso del denaro e la sua unica preoccupazione era di trovare nuove fonti di finanziamento, proprio come il drogato non riesce a pensare ad altro se non a procurarsi i soldi per la sua dose quotidiana. Di nuovo, la struttura del tema sembra confermare questa diagnosi: non solo la Vergine è un segno particolarmente esposto alle ossessioni, ma più di tutto gioca Giove soltanto leso in Toro8 (oltretutto da una quadratura con Saturno, unica lesione senza recuperi del tema9!) e in casa undicesima, una posizione che spesso entra in gioco nelle situazioni di squilibrio10.
Ma c’è dell’altro: uno degli elementi che concorse alla famigerata diagnosi di “paranoia e fragilità mentale” fu l’estrema timidezza del re, che lo portava ad esempio a nascondersi dietro le tende durante i balli di Stato e a chiedere che la musica fosse talmente alta da rendere impossibile la conversazione. Nel corso degli anni, secondo Häfner, egli sviluppò una vera e propria fobia sociale, acuita dal senso di vergogna per la sua omosessualità. Da qui il rifiuto di vedere gente (fra cui i suoi ministri), che lo portò a isolarsi progressivamente dalla vita sociale e politica del suo Paese. Sul piano astrologico, questo atteggiamento si rileva nella condizione disastrata delle case sociali: il Sole è parzialmente leso in terza casa11, mentre Giove è soltanto leso in undicesima; la settima inoltre, pur essendo vuota risulta “decostruita” dalla quadratura Saturno-Giove. Bisogna inoltre considerare la quadratura fra Sole – terza casa e Luna – dodicesima casa, che porta a un conflitto fra desiderio di mondanità e bisogno interiore di solitudine12.
Per concludere, si può dire che il re sviluppò una grave forma di nevrosi, non una psicosi. In psicologia, la nevrosi non è considerata “malattia mentale” (anche perché, se così fosse, ben poca gente potrebbe essere definita “sana”!). Nel suo caso, gli ampi mezzi a sua disposizione gli permisero di alimentare la “fame di castelli” indotta da Giove leso: se i ministri non lo avessero fermato, essa probabilmente sarebbe andata avanti all’infinito. I castelli che prendevano vita nella sua mente hanno assunto forma tangibile con l’ausilio di Urano isolato in Ariete e in decima casa, che possiamo interpretare come decisioni impulsive nel contesto di una gestione autoritaria del potere, nonché di una visione del mondo che non prevede il confronto con l’Altro.
Per quanto riguarda la questione dell’omosessualità, non ci sono elementi astrologici che permettano di affermare con certezza che una persona è omosessuale o meno. Ciò nonostante, alcuni segni e aspetti si manifestano più di frequente nei temi delle persone omosessuali. Un segno che si presenta in pole position è quello del Cancro, che come abbiamo visto è molto forte nel tema di Ludwig. Vista la struttura patriarcale del nostro sistema A, l’accoppiata Luna-Venere (rispettivamente in domicilio e in esaltazione nel Cancro) risulta difficile da vivere per molti uomini del segno, benché nella maggior parte dei casi chi ha forti valori Cancro riesca a sfruttare a proprio vantaggio l’apparente passività della sua struttura caratteriale. Nel tema del Nostro l’influenza dei due pianeti è particolarmente forte, in quanto la Luna in dodicesima casa è in trigono proprio a Venere!13 La passione per i bei ragazzi potrebbe essere legata alla contemporanea congiunzione Mercurio-Venere.
L’altro elemento che potrebbe aver contribuito a indirizzare la libido di Ludwig verso gli uomini, anziché verso le donne, è Marte in Aquario (segno che ama sperimentare in campo erotico-affettivo), che non solo è congiunto a Nettuno14 in una casa nettuniana, ma è anche in larga opposizione al Sole.
Abbiamo quindi una spiccata connotazione del tema in senso femminile, indotta dal Cancro, dalla Luna e dalla congiunzione Marte-Nettuno. Uomini più ipocriti di Ludwig avrebbero optato per un matrimonio di facciata, ma il re era troppo “puro”, troppo restio ai compromessi, per accettare una soluzione del genere. Scelse quindi la strada più difficile, soprattutto in relazione alla sua profonda religiosità. Per quanto concerne questo aspetto del suo carattere, bisogna di nuovo guardare la Luna e la sua ricostruzione schematica dei Pesci, il segno mistico par excellence.
Osserviamo ora brevemente il tema di Wagner: Gemelli ascendente Gemelli, con Sole congiunto a Venere sull’ascendente, Luna in Aquario e Marte anch’esso in Aquario, come Ludwig. In base a questi valori, si può senz’altro parlare di una profonda “affinità elettiva” con Ludwig, che non necessariamente si tradusse in un legame fisico. In effetti, la quadratura Marte-Mercurio nel tema di Wagner potrebbe indicare un’attrazione-repulsione per il giovane re, non esplicitata per via dell’opportunismo dell’Aquario, che ospita Marte. Inoltre la moglie Cosima probabilmente non avrebbe permesso un rapporto completo fra i due, pur aiutando il partner a sfruttare l’infatuazione del re (Luna-moglie in Aquario in decima sestile a Nettuno-musica in settima). Un’altra analogia fra i due temi è Plutone in casa undicesima, che nel caso del musicista potrebbe indicare l'amico potente (Plutone sestile a Saturno in Capricorno e trigono a Urano in sesta: aiuto concreto e materiale). Ludwig, che definiva il compositore “unico, sublime e divino amico”, intrattenne con lui una fitta corrispondenza che durò dal 1864 (ascesa al trono di Ludwig) e il 1883 (anno della morte di Wagner). Nell’ultima lettera, spedita un mese prima di morire, Wagner esprime tutta la sua riconoscenza “all’augusto benefattore”, senza il quale i suoi capolavori non avrebbero mai potuto vedere la luce. In ultima analisi, aver consentito a un genio della musica di esprimersi in tutta la sua pienezza è uno dei grandi meriti di Ludwig, indipendentemente dal tipo di rapporto che può aver o meno intrattenuto con lui.

Tema di Wagner
[22/05/1813 ore 4.11 a Lipsia]


Per finire, esaminiamo la posizione dei pianeti nel giorno della morte di Ludwig.

[transiti al 13/06/1886 ore 19]

In base ai transiti, possiamo azzardare quanto segue: Sissi potrebbe effettivamente aver organizzato la fuga del cugino (Luna in V casa in Scorpione), lui è a conoscenza del piano ed è disposto a rischiare il tutto per tutto (Urano trigono alla Luna radix). Ma la fuga non poteva andare a buon fine: il pianeta che la simboleggia, Nettuno, è quadrato alla congiunzione natale Marte-Nettuno, che riceve anche la quadratura della succitata Luna (che fosse in qualche modo coinvolto anche il “caro Karl”?). Si può supporre che la fuga fosse organizzata male, che sia capitato un imprevisto o che, ipotesi più probabile, siano entrati in gioco altri fattori determinanti. Come abbiamo visto, Ludwig era un personaggio scomodo, difficile da gestire, che suscitava amore e odio. Non è difficile credere che, accanto a persone che gli volevano sinceramente bene e che intendevano liberarlo, ce ne fossero altre disposte a tutto pur di toglierlo di mezzo. A tal proposito, i due pianeti che rappresentano il potere, l’uno occulto (Plutone) e l’altro costituito (Saturno), formano aspetti molto significativi con i pianeti del tema di Ludwig: Plutone è congiunto alla Luna in dodicesima casa (manovre losche, intrighi sotterranei… “C’è del marcio in Danimarca”, per dirla con Amleto), mentre Saturno è quadrato a Urano in decima casa (ostacoli esterni, legati al potere costituito, impediscono al re di realizzare il suo progetto di fuga). Si potrebbe dire che, nella lotta fra chi voleva salvare Ludwig e chi voleva affondarlo, abbiano vinto questi ultimi, nel senso letterale del termine…
Per quanto riguarda il suicidio, mi sentirei di escluderlo. È tuttavia possibile che Plutone sulla Luna abbia stimolato il lato istrionico dei Gemelli, inducendo il re a “mettere in scena” un suicidio. In questa ottica, tutti i discorsi fatti il giorno precedente non sarebbero stati altro che fumo negli occhi, per avvalorare la sua mise en scène.
Rileggendo, mi rendo conto che questa interpretazione appaga molto il mio lato scorpionico (che vede complotti dappertutto!), ma forse mal si adatta alla natura inquieta e mutevole del monarca bavarese. È possibile che, vista la struttura nettuniana del suo tema, il suicidio sia stato un gesto consapevole e liberatorio, la ribellione estrema e definitiva di una persona impossibilitata a fuggire oltre.
Comunque siano andate realmente le cose, Ludwig rimane una figura affascinante, che ha saputo conquistarsi un posto nell’eternità grazie ai suoi meravigliosi castelli e alla musica immortale di Wagner.

http://www.astrovale.it/Astrovale/Home_Page.html

 

Bibliografia
Franz Herre, Ludwig II, Bompiani, 2002
Robert Holzschuh, Das verlorene Paradies Ludwigs II, Eichborn, 2001
Greg King, Ludwig, Mondadori, 1999
Lisa Morpurgo, Lezioni di astrologia: la natura delle case, Longanesi, 1983
Lisa Morpurgo, Lezioni di astrologia: la natura dei pianeti, Longanesi, 1986
Lisa Morpurgo, Lezioni di astrologia: la natura dei segni, Longanesi, 1989





1
Citiamo ad esempio l’emofilia nella famiglia reale inglese, che si manifestò drammaticamente nello zarevič Alessio, figlio di Nicola II e della zarina Alessandra, nipote della regina Vittoria.
2 A proposito di Venere in quarta casa, Lisa Morpurgo scrive: “Venere come bellezza assume […] caratteristiche tipiche del segno del Cancro, ossia diventa una bellezza molto femminile in senso un po’ romantico”, La natura delle Case, p. 93.
3 Anche in questo caso interviene Venere in casa quarta: “A volte il pianeta assume il valore di infanzia della cosignificante Luna e offre appunto grande bellezza nei primi anni di vita salvo poi, se esistono parziali afflizioni, concedere all’adulto minori possibilità di attrazione; può essere insomma l’indice di una bellezza che svanisce presto”, La natura delle case, p. 93.
4 A differenza dei comuni mortali, che devono accontentarsi di sognare, Ludwig poté chiedere a Wagner di tradurre in musica la mitologia amata, per poi metterla in scena nel teatro appositamente costruito!
5 Vedi La natura dei pianeti, p. 228: “[…] poiché Saturno simboleggia i denti e Giove simboleggia la bocca, aspetti negativi possono imporre frequente ricorso al dentista. In molti casi, il dentista diventa un personaggio sinistro agli occhi del soggetto, che vi fa ricorso solo in extremis aumentando così ovviamente sia il dolore delle sedute, sia l’entità della notula”.
6 Secondo il comunicato stampa emesso nel giugno 2004 dall’Università di Heidelberg, l’articolo avrebbe dovuto essere pubblicato di lì a breve negli annali della Heidelberg Academy of Sciences and Humanities (State Academy of Baden-Württemberg). Ma cercando nell’archivio di questa istituzione, non se ne trova traccia!
7 A dir la verità, il trigono fra Sole e Plutone è al limite dell’arco di tolleranza, mentre c’è una larga opposizione fra Sole e Nettuno (8°). Interpretando le orbite in maniera stretta non dovremmo considerarlo, ma la presenza di questo aspetto spiegherebbe vari aspetti del carattere di Ludwig: la vergogna per la sua omosessualità, il senso di colpa che lo porta a rifuggire il contatto con gli altri. Fanno eccezione i rapporti con la servitù – Vergine in terza – e con le persone con le quali condivide una complicità, anche sessuale: Plutone come punto di Talete tra l'opposizione Sole/Marte. L'opposizione di Nettuno al Sole può indicare una certa confusione riguardo alla propria identità, la difficoltà a riconoscersi in un modello preciso. Infatti, Ludwig si rende conto della sua diversità solo dopo la rottura del fidanzamento con Sofia, prima aveva sempre rifiutato d’identificarsi come omosessuale.
8 A proposito di Giove in Toro, Lisa Morpurgo scrive: “Le simbologie di crescita ed espansione si agganciano alla cosignificanza con la casa seconda e hanno come scopo l’aumento e il consolidamento dei beni materiali. […] il pianeta in questa sede ha orrore dei conti in rosso e si affannerà piuttosto a lavorare sempre di più per accrescere il proprio potere d’acquisto. Con lesioni molto dure, la situazione si può ribaltare completamente […] Ci troviamo di fronte a un’oralità territoriale, benevola ma uterina e un po’ soffocante […] Giove in Toro […] stenta a visualizzare il denaro liquido in sé e lo considera soltanto come strumento di acquisto e di investimento, nonché come base per il suo desiderio di espansione, di consolidamento rassicurante e di serenità ottimistica [nel caso di Ludwig, ovviamente irraggiungibile, a causa della dura lesione del pianeta]” (La natura dei segni, pp. 61-62). Direi che si tratta di una sintesi perfetta delle peculiarità del carattere di Ludwig!
9 Posto che Giove e Saturno ricostruiscono il Capricorno, la costruzione a qualsiasi prezzo dei castelli, letta come recupero della quadratura fra i due pianeti, potrebbe essere un antidoto al lato cancerino-femmineo della personalità.
10 Vedi La Natura delle Case, pp.239-240.
11 In tale contesto, il trigono fra Sole e Plutone risulta particolarmente difficile da vivere, perché Plutone induce ambizioni che il Sole non è in grado di soddisfare, provocando frustrazioni intollerabili all’Io: sui rapporti Sole-Plutone, vedi La natura dei pianeti, pp. 46-52.
12 Alla fine prevale la Luna, forse perché va a rafforzare quella Venere un po’ pantofolaia in quarta casa. Sempre la Luna agirà in negativo nella sua vita, indicando l’isolamento forzato al quale Ludwig sarà costretto in una sorta di castello-prigione.
13 Oltre a rafforzare i suddetti valori Cancro, questo aspetto ricostruisce i Pesci, segno a proposito del quale Lisa Morpurgo scrive in La natura dei segni (p. 102): “[…] l’uomo Pesci presenta addirittura un’alta percentuale di omosessualità”.
14 A proposito di questo aspetto, Lisa Morpurgo scrive ne La natura dei pianeti (pp. 210-211): “Nei temi maschili, questa congiunzione si accompagna quasi sempre a problemi sessuali, siano essi dovuti a una femminilizzazione di Marte [e qui cita l’esempio proprio di Ludwig] o a un eccessivo sperimentalismo”.