LA ROTTA DI ULISSE

 


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Luna - Infanzia

di Massimo Michelini

I simboli planetari sembrano a volte entità quasi astratte, non rispondenti a persone o situazioni concrete. Ad esempio la Luna parla anche di infanzia, l’età della vita che va dalla nascita alla pubertà. Una dimensione temporale quindi, gravida però di altre implicazioni. L’analisi della posizione del luminare femminile darà infatti indicazioni chiare sul clima che circondò il soggetto nei primi anni di età, perché quasi sempre di clima e non di fatti si parla, anche se non sono esclusi nemmeno questi ultimi. Come sempre l’analisi avrà molte sfumature, perché per sviscerare in pieno questa simbologia bisognerà analizzare pure la casa quarta, cosignificante del Cancro e indicatrice della famiglia. In quell’unico pianeta,1 quindi, vengono riassunte e concentrate le simbologie di madre, infanzia, rapporto col femminile e mille altre cose ancora. Nella sua analisi però alcune di queste caratteristiche risulteranno più chiare, per altre bisognerà scavare per arrivare a far luce e riuscire a capire davvero cosa è accaduto nel passato e come si manifestano gli influssi lunari. Mille ovviamente sono le sfumature, come mille e più sono le varianti della nostra esistenza. Ci saranno quindi infanzie cupe e altre allegre, alcune vissute sempre nello stesso luogo e altre in giro per il mondo, con una famiglia serena o con rapporti parentali disastrosi. Insomma, tante sono le storie che ci hanno formato, e la Luna ci racconterà con dovizia di dettagli lo svolgersi di ognuna di loro.

INFANZIA

Come amo ripetere, per dirla con T. S. Eliot, “nel mio principio è la mia fine / nella mia fine è il mio principio”2. Proprio per questo motivo, le vicende dei primi anni di vita daranno forma e struttura all’esistenza successiva. Del resto tutto nel tema natale indica un’assoluta coerenza rispetto a quanto poi accadrà nella nostra vita. Così, se avrai un’infanzia grigia, non potrai cancellare del tutto quel colore mesto, anche se i transiti successivi potranno comunque indirizzarti verso nuances tutt’altro che cupe. Resterà il ricordo, resterà la sensibilità di un certo tipo, resteranno certe modalità di comportamento dettate dal tipo di rapporti umani avuti prima con la madre, poi con gli altri componenti della famiglia, in seguito con le persone estranee al nucleo familiare, quel prossimo con cui non c’è un rapporto di sangue… La Luna è sintomatica anche della percezione emotiva, quella ottenuta non attraverso la vista, l’udito o gli ammaestramenti familiari, ma cogliendo piuttosto le sfumature di una situazione complessiva. Proviamo a fare un esempio, ipotizzando i primi anni di vita di un rampollo reale, circondato da sfarzo, servitori, lustro. Il piccino avvertirà intorno a sé un’atmosfera di deferenza, e si accorgerà che ogni suo piccolo desiderio viene soddisfatto. Nella sua mente in formazione gli sembrerà così che tutto gli sia dovuto. Non è detto però che il rapporto con chi lo ha messo al mondo sia dei migliori, il Re e la Regina hanno spesso tanti impegni. Così, quasi sempre inconsciamente, l’amore dei genitori gli sembrerà un’utopia. Molti avranno visto – giusto per fare un esempio – il filmato di parecchi anni fa in cui il piccolo Carlo d’Inghilterra accoglieva i genitori di ritorno da un viaggio ufficiale. Se sul viso del bambino era evidente il bisogno di attenzione, la madre, l’Augusta Sovrana, sbrigò la necessità di affetto del figliolo con una carezza distratta e sbrigativa, altri erano evidentemente i suoi pensieri. Poteva quindi essere abituato ad ottenere quanto voleva, ma al piccolo Carlo restò la voglia di affetto, e i gossip successivi ci hanno narrato nel dettaglio i suoi disastri sentimentali forse conseguenti anche alle vicende della sua infanzia. Tanti di noi si ritrovano ad essere altrettanti Carli d’Inghilterra, portando come bagaglio richieste di affetto inesaudite, severità o indifferenza subite. Poi, da adulti, la ragione tenta di rimediare, ma quella ferita primaria resta ben presente, pronta a sanguinare un po’ al minimo sfregamento o contatto con certe asperità proprie del vivere. Non è detto poi che tutte le infanzie siano così complicate – per la maggior parte non lo sono o lo sono in misura minima – ma restano pur sempre per tutti il periodo formativo in cui ancora si usano le emozioni per confrontarsi con il mondo, e interpretarlo lascerà comunque tracce durature, pronte a riaffiorare nel momento in cui ci si rapporta con l’ambiente esterno attraverso i sentimenti, quelli appunto appresi e formati nella prima infanzia. Cosa ci dice quindi la Luna su quella parte della vita? Partiamo dalla sua posizione nei segni.

La Luna in Ariete indica un’infanzia spartana, vivace, protagonistica, talvolta piena di aggressività per conflitti interni alla famiglia. Un periodo della vita dove ti viene trasmesso l’istinto di sopravvivenza, con conseguente necessità di combattere per affermare il proprio Io. Magari i conflitti non sono costanti, esplodono all’improvviso senza premeditazione, poi scemano, ma per ripresentarsi la volta successiva, perché la conflittualità di fondo di solito rimane. Periodo della vita in cui inoltre in qualche modo è insegnato a obbedire senza però essere guidati ad assimilare davvero il senso del giusto e dello sbagliato. Si fa così perché l’autorità – i genitori, anzitutto – così ha detto, ma si stenta a capirne davvero il motivo.

Con una Luna in Toro invece, l’atmosfera è paciosa, serena, attenta soprattutto alle necessità materiali del bambino. A volte si vive in un ambiente dove si lavora con il cibo, tipo ristorante, oppure, come accade soprattutto nei tempi passati, in una fattoria, e comunque l’alimentazione è al centro del vivere, tanto che spesso possiedono questa Luna bambini in carne. Forse si tratta di un ambiente gaudente ma tutt’altro che aperto sul piano mentale. I sofismi intellettuali sono proprio esclusi. A volte i genitori e il clan sono possessivi nei confronti della prole e preferiscono non farla allontanare troppo dalla propria vista, e area di influenza. Il benessere economico è in cima ai pensieri familiari, come pure grande importanza viene data alle apparenze, tanto da sperare anche che i figli siano fotogenici.

L’ambiente familiare (e di conseguenza l’infanzia) con una Luna in Gemelli è vivace e in movimento. Spesso hanno un ruolo importante nella prima parte della vita anche coloro che genitori non sono, ossia zii, cugini e fratelli, sia perché sopperiscono ad eventuali impegni della madre (e del padre in second’ordine), sia perché il clan è allargato e non ristretto alle sole figure parentali. Di solito il sentimento non ha un ruolo troppo forte all’interno delle mura domestiche, ma trovano un impiego più frequente e sistematico spirito razionale, lucidità, gossip a gogò o scambi di informazioni sulla vita dei vicini. Un’infanzia in cui si abbandonano presto gli infantilismi, a favore dei giovanilismi e di eventuali atteggiamenti adolescenziali, magari grazie al contatto con fratelli o cugini più grandi.

Con la Luna in Cancro l’infanzia è il periodo mitico e mitizzato, rivissuto poi con nostalgia estrema nel corso di tutta l’esistenza. Il soggetto infatti si sente davvero e sempre figlio e, nel caso la madre non sia protettiva, qualche altra figura sostitutiva garantisce comunque un affetto al piccino, salvo casi di durissime lesioni. Siano poi i genitori educatori modello o non lo siano affatto, il bambino si sente davvero tale e vive con estrema partecipazione il proprio essere piccino, dando un peso emotivo enorme alla prima parte della vita, dove beve a piene mani emozioni e sensazioni, creandosi così strati e strati di ricordi a cui attingere poi col passare degli anni. L’infanzia può essere stata poi un periodo in cui si è pigri, e si preferisce restare all’interno delle mura domestiche, o sono i genitori a spingere in tale direzione.

L’astro d’argento in Leone suggerisce un’infanzia in qualche modo prestigiosa. A volte la famiglia è eminente, perché dotata di potere o di risorse economiche, o perché i genitori si ritengono un gradino sopra agli altri, e intendono trasmettere al figlio tale sensazione di superiorità. Al soggetto viene quindi inculcata l’idea di venire da una schiatta importante, anche se si chiama Rossi o Esposito, e al tempo stesso gli vien chiesto di non deludere le attese implicite su di lui sin dalla nascita. Le frequentazioni familiari sono poi prestigiose, così da instillare nel piccino ancora una volta il concetto di orgoglio, di superiorità, di essere appunto in una posizione tale da irradiare luce intorno a sé. Così sin da piccini si possono circondare di una corte, a volte per sfruttarla, in altri casi per diventarne l’ingenua fonte di nutrimento, come accade nel rapporto che si instaura con certi parassiti non identificati come tali…

Di tutt’altra pasta è ovviamente l’infanzia della Luna in Vergine dove, con consapevolezza, per necessità o problemi esistenziali dei genitori, si insegna a volare basso, a vedere i propri difetti piuttosto che i pregi. A volte si è circondati da una famiglia in ristrettezze economiche o con mezzi modesti, altre volte possono essere i problemi di salute a impedire un pieno godimento della vita, altre ancora si ha solo una difficoltà a esternare i sentimenti, vuoi per un’educazione severa dei genitori, vuoi per una reale anaffettività. Quasi sempre inoltre nell’ambito familiare c’è il culto della pulizia. Può essere inoltre un’infanzia già attiva lavorativamente, magari per le piccole faccende di casa, e anche lucida sul piano mentale. Di certo tra le pareti domestiche non si coltiva troppo il contatto con i sentimenti né si insegna come condividerli con le persone care.

Con la Luna in Bilancia già dai primi anni di vita la famiglia può insegnare le regole della buona educazione oltre all’amore per il bello. Certo i pigmei della Papuasia non avranno molte occasioni per raffinare i propri gusti estetici (tanto per fare un esempio estremo), ma potranno comunque apprendere senza problemi i concetti etici propri della loro civiltà. L’infanzia indicata da questa Luna, quindi, anziché essere caratterizzata da ribellione e sfrenatezza fisica può avere una severità particolare, mostrando una adesione precoce a norme di comportamento in grado di far sentire bene il fanciullo con se stesso e con gli altri, a discapito appunto di una incontrollata istintività. A volte poi ci sono tentativi di ribellione rispetto a un’educazione severa, quasi sempre rientrati presto, in attesa della creazione di una propria autonomia, raggiungibile però solo da adulti.

L’infanzia propria della Luna in Scorpione forse non è tragica nei fatti, ma può esserlo per il clima familiare e per la tendenza a drammatizzare le relazioni interpersonali e le emozioni stesse. All’interno della famiglia può esserci poi una certa tendenza a nascondere le storie del passato, sia perché non sono raccontabili in società sia perché si attribuisce loro un significato più complicato e maledetto di quanto non sia davvero. A volte però ci sono davvero lutti o tormentosi segreti in famiglia, o tracolli economici o ancora una qualche forma di instabilità, di non importa quale tipo. In altri casi una passionalità sotterranea, non esibita troppo, ma capace comunque di penetrare il carattere futuro del figlio, che tenderà a sua volta a covare cocenti sentimenti dietro una maschera di imperturbabilità. Spesso essendo lui stesso il primo a non conoscere la reale portata e natura delle proprie passioni: quel che conta è vibrare per qualcosa, e non importa cosa sia a determinare tali sommovimenti interiori.

Di tutt’altra pasta sono ovviamente i primi anni dalla Luna in Sagittario, spesso spesi in un ambiente a contatto con la natura oppure in un paese lontano da quello di origine, prima di fermarsi in una dimora stabile. Si tratta quasi sempre di un’infanzia avventurosa o in movimento, a volte sportiva, con una situazione familiare in cui i genitori trasmettono ottimismo e voglia di fare, oltre a una solida educazione morale o religiosa. A volte costrittiva, più spesso malleabile e adattabile alle esigenze del singolo: ossia si tende a credere in un’entità religiosa capace di elargirti favori, con la quale trattare per la situazione auspicata. Del tipo: “Gesù bambino, se non mi fai bocciare prometto di non mangiare più dolci il martedì e il mercoledì. Se però mi fai rimandare a settembre non li mangio solo il martedì”…

A un bambino con la Luna in Capricorno viene insegnato di norma ad essere autonomo, ad arrangiarsi, a non fare troppo il piagnucoloso. Spesso la famiglia è parca di carezze e attenzioni, preferisce insegnare come si fanno le cose e vuole che il figlio lo impari presto, e bene. Il nucleo familiare poi tende a essere ambizioso, attento alle risorse economiche e di potere, sia perché non ha né le une né le altre e vuole ottenerle, sia perché già le possiede ma vuole conservarle. Sovente poi si vive in un ambiente solido e in casa non mancano i libri che potranno tornare utili alla formazione del piccolo. Il bebè impara presto a non manifestare molto dei suoi sentimenti, sia per riservatezza sia a volte perché il mondo delle emozioni non lo capisce tanto, e non ne ha fiducia.

Non è detto che l’ambiente natale indicato da una Luna in Aquario sia sempre anticonvenzionale, anche se può esserlo. Più spesso è il soggetto stesso che tenderà a usare mezzi diplomatici per ottenere spazi di libertà al suo interno. Di rado avremo comunque una famiglia costrittiva e bigotta e, nel caso, potrebbe esserlo il padre e meno la madre. Già da bambino però il soggetto potrà essere molto socievole (salvo indicazioni contrarie del tema natale) e cercare figure amiche di riferimento al di fuori delle pareti domestiche. In casi estremi potremo avere un bambino cresciuto in una comune, in qualche modo figlio di tutti, più spesso sarà lui stesso a dare un peso relativo ai vincoli di sangue e all’educazione familiare, in attesa di diventare adulto e poter decidere per i fatti suoi.

L’infanzia propria della Luna in Pesci è caratterizzata da tanta confusione, sentimento, irregolarità. Talvolta è il bambino stesso ad essere troppo emotivo, modo d’essere capace di condizionare in maniera massiccia i suoi rapporti con il mondo, più spesso è la famiglia ad avere qualcosa di strano ed eccessivo, forse per il disordine predominante, a volte per problemi di salute di uno o più membri della famiglia. Sia come sia, la fantasia regnerà sovrana in questo periodo della vita, vuoi perché davvero si vive in una condizione stravagante vuoi perché l’immaginazione del pargolo fa vedere elfi, draghi e fatine ad ogni angolo di strada. Può esserci inoltre una qualche forma di legame con la religione, grazie a una famiglia strettamente osservante, oppure perché è il bimbo stesso a cercare risposte alle sue ansie confuse in una religione, di solito quella praticata dai genitori.

 


 

Vediamo quali modalità assume la Luna-famiglia nelle dodici case.

Come per la simbologia di madre, anche per quella di famiglia la Luna in prima non risulta molto significativa. Può dare un’infanzia protagonistica, in cui si è o si vuole essere al centro dell’attenzione, spesso perché – se non si è gli unici bambini di famiglia – si è quelli che riescono a far girare intorno a sé l’intero nucleo familiare. A volte per eccesso di esuberanza, se la Luna è marziana, altre per un’apparente essere indifesi, se il luminare è in segni venusiani. Il primato proprio della casa è comunque ottenuto proprio attraverso l’essere bambini. Del resto il bebè nella culla non riesce ad avere tutto il mondo intorno piangendo e reclamando attenzione?

Se in seconda, la Luna indica un’infanzia tranquilla, radicata nel territorio, all’interno di un clan spesso numeroso o comunque attento e partecipe, quasi sempre interessato anche ai beni materiali. Talvolta è proprio nel primo periodo della vita del soggetto che il clan ha posto le basi per la sua sicurezza materiale. Quasi sempre inoltre molte delle riunioni di famiglia si svolgevano durante il pranzo o la cena, cementando l’unione familiare grazie a sostanziose mangiate. Non è esclusa inoltre una certa possessività emotiva dei genitori, capace di instillare nel soggetto il bisogno di avere sempre e comunque un conforto affettivo, legato in parte al sentimento ma anche al fatto di potere e saper godere dei piaceri materiali della vita. È possibile poi che il soggetto sia stato un bimbo fotogenico, oppure molto fotografato se pur non bellissimo.

Come per la Luna in Gemelli, anche quella in terza segnala una grande importanza di zii e cugini nella prima parte della vita. Può esserci spesso un gran viavai in casa, che magari si trova adiacente all’attività della famiglia, per esempio una tabaccheria o un bar, con gran passeggio di conoscenti o clienti. Se così non è, l’infanzia sarà stata comunque vivace e non soffocante, spesso senza eccessi di protezione e sentimentalismo da parte dei genitori, quasi sempre impegnati a far altro. Padre e madre bravi comunque a insegnare al figlio ad essere socievole e ad aprirsi a tutte le novità sulla piazza, magari per far colpo sugli amichetti perché si è i più informati e popolari del quartiere.

La Luna in quarta suggerisce un’infanzia estremamente protetta, in qualche caso chiusa per la mentalità della famiglia o per suoi problemi particolari. La casa e i genitori rappresentano in qualche modo una tana dove rifugiarsi o da dove uscire il meno possibile perché il mondo, quella cosa là fuori, appare come un’entità pericolosa, di cui diffidare. La potenziale introversione favorisce appunto un forte contatto con le proprie emozioni, fonte di una ricca sensibilità ma anche di un temperamento trepido e molto legato alle gonne di mammà, anche quando sarà passata l’età in cui è giusto e normale venir protetti.

In quinta la Luna può indicare un’infanzia di estrema vivacità, talvolta con una scoperta precoce del sesso e del divertimento. A volte, se fortemente lesa, indica un trauma al momento della nascita oppure segnala che nei primi anni di vita, per incidenti o malattie, si sta tra la vita o la morte, sperando abbia la meglio la prima. Spesso inoltre l’infanzia rappresenta un periodo mitico, in cui in qualche modo il soggetto si sente o è un re: su di lui possono essere proiettate grandi attese da parte della famiglia o è lui ad essere capace di attirare le attenzioni altrui per esibizionismo, vitalità, per qualche forma di creatività. Oppure è la famiglia stessa ad essere fonte di ammirazione da parte del prossimo, magari solo perché composta da molti figli.

Se nella quinta possiamo trovare un’infanzia eccezionale, con la Luna in sesta rientriamo nei ranghi della normalità, spesso programmata e conservata… L’ambiente familiare può infatti essere modesto, operaio o piccolo borghese o comunque di vedute ristrette. A volte possono esserci problemi di salute di qualche membro della famiglia, tali da impedire un’esistenza spensierata nella prima parte della vita. A volte poi il bambino, su sollecitazione dell’ambiente circostante, potrà risultare molto attivo e contribuire alle necessità della famiglia, siano esse economiche, siano “solo” di un aiuto dato in casa perché i genitori lavorano oppure hanno problemi fisici.

La Luna in settima in qualche modo fa ruotare il periodo dell’infanzia intorno al matrimonio o al rapporto con il prossimo. Essendo il soggetto troppo giovane per essere già sposato lui stesso, quasi sempre sarà il rapporto tra i genitori ad avere un ruolo fondamentale nella prima parte della vita. Il figlio si sente infatti parte di un progetto più grande di lui, prodotto finale dell’unione tra il padre e la madre. Certo tutti lo siamo, ma molti di noi non si vedono solo in quest’ottica o dimenticano appena possibile da dove sono venuti, per farsi poi una propria autonomia. Sin dalla più tenera età il soggetto mostrerà poi una forte necessità di compagnia, perché farà estrema fatica a stare da solo. Gli altri saranno in qualche modo dei tamponi per le sue eventuali insicurezze emotive.

Si sa che la Luna in ottava è una Luna spesso complicata. Per quanto riguarda l’infanzia del soggetto, può indicare di solito un qualche problema subito dopo la nascita, tale da separare – non importa se per un giorno o per un periodo più lungo – il figlio dalla madre. Se la separazione incide di solito a livello profondo sull’emotività futura del bambino, lasciandogli paure quasi mai del tutto chiare, all’atto pratico avremo comunque un’infanzia dove in qualche modo si apprende e si vive un senso di precarietà, vuoi perché la famiglia può cambiare spesso residenza, vuoi perché in famiglia si affronta la vita con un forte senso del dramma, e non importa se i drammi hanno motivazioni valide o sono sceneggiate, il figlio li vivrà come veri.

L’infanzia indicata dalla Luna in nona casa segnala quasi sempre una prima parte della vita vissuta “altrove”, e l’altrove può essere geografico oppure mentale. Potrà quindi essere il caso di chi nasce all’estero o in una località lontana da quella dove si stabilisce in seguito. Oppure può simboleggiare l’infanzia di un figlio di docenti universitari o di persone molto addentro ad ambienti religiosi, pronti perciò a impartire insegnamenti ben precisi ai quali il bambino crede ciecamente. Un’infanzia formativa ideologicamente, quindi, oppure in cui si apprende l’ampiezza del mondo, e si fantastica di poterlo esplorare tutto, sia pure un po’ alla volta.

Come per la Luna in Capricorno, pure quella in decima segnala un’infanzia in cui, per insegnamento familiare o problemi contingenti, si è imparato presto ad essere poco bambini. La famiglia o il carattere stesso del soggetto inducono infatti a fare da sé, a chiedere poco al prossimo, a risultare indipendenti. Questo in un’età in cui invece di solito si cerca affetto e protezione. Vedremo così il bambino che impara a farsi la colazione o ad aprire una scatoletta per nutrirsi, quello che si prepara la cartella per andare a scuola e non ha bisogno di nessuno che glielo ordini. A volte però questa precoce indipendenza è troppo precoce e causa in seguito crisi di infantilismo ed emotività, perché nella prima parte della vita queste tendenze non si sono vissute né sfogate a dovere.

Se pure è sintomatica di un’infanzia atipica e spesso stravagante, quasi mai una Luna in undicesima segnala un bambino ribelle e/o violento. La famiglia non segue però i dettami della cultura corrente e il bambino può assorbire – anzi, assorbe quasi sempre – l’input della libertà, della ricerca di una propria dimensione, del non conformismo. Ma gli viene pure insegnato, o apprende per istinto, che per essere davvero liberi non puoi metterti sempre in una posizione di aperta contestazione del potere. Più utile è invece trovare scappatoie per essere se stessi senza finire poi in gattabuia. Quindi possiamo avere il bambino che si fa qualche tiro di uno spinello dimenticato dai genitori ma non lo fuma in piazza (finirebbe nelle mani dei servizi sociali). Cerca piuttosto un angolo appartato per partire con la fantasia. Esempi estremi a parte, è una Luna sintomatica appunto di un saper andare contro la norma, non volendo però finire in riformatorio.

Quella indicata da una Luna in dodicesima è un’infanzia strana, solitaria, eppure piena degli stimoli tali da far crescere emotivamente e intellettualmente, se li si vive nella maniera giusta. Periodo della vita in cui si va sì in direzione opposta alla mentalità corrente (un po’ come accade alle Lune in undicesima), ma tale diversità è fonte di arricchimento e non di straniamento, salvo forti lesioni collaterali in grado di farti sentire isolato e tenuto fuori dalla propria cerchia inclusiva dai cosiddetti “normali”. Pure l’ambiente familiare è atipico, a volte perché qualche membro della famiglia è malato oppure emarginato dalla comunità, altre solamente perché è proiettato in un ambiente tutto suo, difficile da classificare secondo i criteri comuni.

 


E veniamo agli aspetti della Luna con gli altri pianeti. Ricordo che sto estrapolando dalla Luna, come ho fatto in precedenza col Sole e farò in seguito con gli altri pianeti, un singolo significato simbolico per semplificare e fornire al tempo stesso il maggior numero possibile di sfaccettature. All’atto pratico il simbolo racchiude però in sé un tale ventaglio di possibilità da rendere quasi impossibile enuclearne una sola, escludendo davvero le altre. Così per la Luna di cui sto parlando, se dico infanzia sottintendo sempre e comunque che quello fu sulla carta il periodo in cui il nuovo nato ebbe un rapporto più intenso con la madre, che lo nutrì, lo accudì, gli insegnò inconsciamente a decifrare le emozioni e poi lo consegnò al mondo sperando di avere fatto un buon lavoro per farlo crescere al meglio. Questo sulla carta, è ovvio. Perché a volte la madre non c’è, magari è morta oppure ha abbandonato il figlio e qualcun altro ha preso il suo posto. Ma quel bambino avrà ugualmente una Luna – banale dirlo – sintomatica di un periodo in cui, madre o non madre, vivrà più di emozioni e suggestioni che di razionalità, tenderà ad avere bisogno di protezione, dormirà più di quanto spesso farà da adulto, a volte non saprà distinguere il vero dal falso, vivendo come farà in un mondo tutto suo, magari circondato da elfi e fate immaginari. Molto altro ci sarebbe da aggiungere, ma qualcosa dimenticherei comunque: la Luna è troppo complessa e sfuggente per essere inquadrata tutta con parole definite.

Rapporti positivi tra il Sole e la Luna, come abbiamo visto per le altre simbologie, tendono sempre e comunque ad aumentare l’egocentrismo del soggetto, facendo finire in secondo piano gli altri significati. Così anche per l’infanzia non troveremo manifestazioni importanti, indicate piuttosto dal segno e dalla casa in cui l’aspetto si forma (o i segni e le case, se si tratta non di congiunzione ma di sestili e trigoni). Più parlanti sembrano essere piuttosto i rapporti negativi, capaci di indicare che durante l’infanzia si è fatto fatica a vivere in pieno sia le caratteristiche solari sia quelle lunari, spesso per contrasti tra i genitori in grado di confondere il bambino. Creatura, questa, combattuta tra il rimanere confinato nell’infanzia e sperimentare invece una prima forma di vita adulta. Quasi sempre poi questa indecisione, capace di rasentare il conflitto, si protrarrà nell’età adulta, per una non completa elaborazione del problema nel momento in cui andava fatta.

Aspetti positivi tra Mercurio e la Luna segnalano un’infanzia vivace, in movimento fisico o intellettuale, spesso con forti stimoli per rendere scattante la mente del piccino. Non si provvede quindi solo a ogni accadimento fisico ed emotivo, ma l’ambiente natale fa sì che si sappiano mantenere attivi i neuroni, grazie a una stimolazione della curiosità procurata da viaggi e da contatti giusti. Se ci sono fratelli, anche con loro lo scambio sarà proficuo, anzi spesso saranno coprotagonisti della crescita del piccino. Con rapporti negativi la musica cambia. In famiglia spesso non sanno capirti, e ti sommergono di protezione emotiva oppure sono sbrigativi nel farti crescere puntando sulla razionalità, affrettando i tempi di maturazione e creando perciò confusione nel fanciullo. Così da grande il soggetto può avere manifestazioni in qualche modo isteriche, perché stenta a far convivere armoniosamente i sentimenti e l’intelligenza.

Con congiunzioni, sestili e trigoni tra Luna e Venere la prima parte della vita sulla carta è all’insegna della protezione e dell’affetto, salvo pesanti aspetti planetari collaterali in negativo. Spesso questi aspetti indicano che il bambino da piccolo è bello, e ottiene quindi rassicurazioni in tal senso utili per il resto della vita. Piacerà e si piacerà, e come tale da piccino e da adulto potrà disporre di affilate armi di seduzioni di massa… Anche la salute è di solito buona sin dai primi mesi, come pure altissimo è il tasso di edonismo. Aspetti negativi segnalano un ambiente natale in cui la manifestazione dell’affettività è complessa, oppure davvero inesistente. A volte il piccolo non si sente amato, e purtroppo in certi casi è davvero così, altre non si piace perché si sente brutto3 e in altri ancora la salute è malferma, negando perciò un rapporto sereno con l’esistenza, almeno da piccini.

Se Marte e Luna sono in rapporto positivo nel tema natale, già dall’infanzia si assimila la concezione che la vita è una guerra, e bisogna stare in guardia prima che il nemico ti colpisca. Quasi sempre si deriva questa convinzione dalla famiglia, in particolare dalla madre, personaggio tutt’altro che remissivo. Pure l’ambiente natale somiglierà più a una caserma o a un campo di addestramento che a una nursery. Saranno bandite quindi le coccole, o ridotte al minimo sindacale, a favore dell’agonismo, della sportività, della competitività. Possibile perciò un precoce interesse per lo sport praticato. Tutt’altra musica si avrà purtroppo con rapporti negativi, per colpa dei quali l’infanzia può essere vissuta in un clima di paura, forse per qualche pericolo interno alla famiglia oppure per incapacità dei genitori a rappresentare figure in grado di difendere il piccino. Che assorbe anzi timori e ha difficoltà ad esprimere le proprie emozioni come pure ha difficoltà a rapportarsi con il mondo esterno, vissuto come una minaccia potenziale.

Con il sostegno di Giove la musica cambia. L’infanzia-Luna infatti è protetta e imbottita di ottimismo, in qualche caso vissuta in una situazione di agio materiale o comunque con abbondanza di nutrimento, e capacità di affrontare con un sorriso molti eventi della vita. La famiglia tende a volte ad espandersi, per il numero dei suoi componenti, perché aumentano le sue proprietà, oppure perché si mangia tanto, e quindi si cresce di peso. Spesso inoltre si è fotogenici, e si amano i ritratti di gruppo con tutta la famiglia. Salvo aspetti collaterali pesanti si ha fiducia nel futuro, certi che un qualche santo aiuterà comunque sempre, e i black-out di fortuna saranno momentanei, se mai ci saranno. Con aspetti negativi a volte nell’infanzia ci sono problemi materiali, più spesso alberga in famiglia un clima diffuso di sfiducia, di tendenza alla ristrettezza perché appunto si stenta a credere che la vita sia tutte rose e fiori. Talvolta potrebbero esserci per il bambino problemi di peso o alimentazione, trascinati poi anche nell’età adulta sul piano reale o più spesso su quello psicologico. Si mangerà quindi troppo o troppo poco, con un cattivo rapporto con il cibo e non troppa fiducia nell’esistenza…

La Luna è l’infanzia, Saturno la maturità e la vecchiaia. Rapporti positivi tra i due tendono quindi a fondere le due età, facendo sì che da piccino il soggetto sia più responsabile dei coetanei, concedendosi poi da vecchio un po’ dell’infantilismo che si è negato da bimbo. Avremo poi un temperamento trattenuto, a volte per l’educazione ricevuta, più spesso per innato self-control. Il precoce rifiuto istintivo delle fantasie proprie della Luna fa sì che, salvo aspetti collaterali negativi, ben presto si sanno utilizzare le facoltà logiche, magari a discapito appunto della sensibilità e dell’immaginazione proprie dell’infanzia. Con aspetti negativi possono esserci da bambini problemi con i nonni, a volte portatori di un clima cupo in famiglia. L’atmosfera dei primi anni può essere irrazionale e irragionevole, con una gestione della vita poco funzionale. Il bambino farà poi fatica a far convivere serenamente emozioni e ragione, spesso a discapito di quest’ultima.

I rapporti tra Urano e la Luna indicano spessissimo un evento non dell’infanzia ma del venire al mondo: chi li possiede infatti – e non importa se gli aspetti sono positivi o negativi – nasce quasi sempre con un parto cesareo o con l’aiuto della tecnica. Forse l’aspetto non incide solo sulla prima parte della vita ma, come tutti gli eventi che ci accadono, lascia un segno chiaro nella psiche del soggetto. Per quanto riguarda l’infanzia vera e propria, di solito si tratta di un periodo molto dinamico, in cui il bambino non riesce a stare con le mani in mano, e magari aiuta in famiglia se c’è un qualche tipo di attività produttiva. Sovente poi ci sono molti cambiamenti bruschi e radicali, vissuti bene perché portatori di grandi novità. Magari si cambia casa per necessità lavorative di uno dei due genitori. Il fervore operativo forse va un po’ a discapito dell’immaginazione e della sensibilità ma il soggetto non dovrebbe risentirne troppo, salvo i consueti aspetti collaterali. Aspetti negativi tra i due non sono spesso troppo drammatici ma indicano un periodo della vita in cui si stenta a cogliere l’occasione giusta, magari rimpiangendo di non esserci riusciti. Bimbi pigri e forse inconcludenti, capaci però di oscillare da periodi di grande attivismo ad altri di totale inerzia, salvo i casi in cui sia la famiglia ad essere inconcludente, e il piccolo debba arrangiarsi già in età precoce perché mamma e papà sono impegnati altrove, e debba essere lui a provvedere a se stesso. Caso raro ma non impossibile.

Se la Luna di nascita è congiunta, in sestile o in trigono a Nettuno si ha un’infanzia in cui elfi, fate e angeli custodi vivono al fianco del soggetto, un bambino da riportare a volte con i piedi in terra perché – se lasciato alla sua immaginazione – potrebbe volare in cielo con tutta la casa come il protagonista di Up. Dotato quasi sempre di una grande sensibilità, potrà a volte essere un po’ troppo trepido e farsi spaventare o cercare aiuto dai propri fantasmi interiori, ritenuti più che reali. A volte può vivere in un ambiente natale in grado di suggestionarlo, più spesso è la carica immaginativa a consentirgli di modificare con la propria fantasia una realtà circostante per molti versi banale o del tutto normale. Quadrati e opposizioni fanno sì che il bambino possa vivere ogni ipotetica trasformazione come evento traumatico, perché può fare una gran fatica a staccarsi dalla routine quotidiana. A volte possono essere sintomatici di precoci nevrosi infantili, quasi sempre legate a situazioni familiari complesse o irrisolte.

Con aspetti positivi tra Luna e Plutone l’infanzia non è di certo un periodo noioso. In famiglia può esserci un clima omertoso e complice, sia si abbiano segreti da occultare sia si preferisca per istinto mantenere il massimo riserbo sulle proprie finanze o progetti. Di solito c’è poi in ambito familiare un atteggiamento sereno nei confronti del sesso, che il bambino assimila come una cosa bella e naturale della vita, e non come fonte di problemi, salvo aspetti collaterali problematici. La famiglia poi sostiene il bambino, dando spazio a una sua eventuale creatività e favorendo comunque ogni ipotetica ambizione. Se il piccolo ha poi dei segreti, trova spesso nei genitori dei complici e non dei nemici o censori. Tutt’altra musica si ha con rapporti negativi tra i due, dove la famiglia può avere atteggiamenti restrittivi o inibitori verso il piccolo, sia sul piano delle ambizioni sia per tutto quanto riguarda la sfera della sessualità. Si può quindi partire da basi insicure, o da situazioni non chiare sulle quali poi sarà difficile far luce.

Se queste, in estrema sintesi, sono le manifestazioni tipiche della Luna-infanzia, non dimentichiamo che per analizzare quel periodo andranno poi visti pure la Luna come madre, il Sole come padre, Saturno i nonni e Mercurio (e la casa terza cosignificante) per eventuali fratelli. Oltre alla quarta-Cancro, relativamente alla famiglia e alla casa d’origine in generale. Insomma, un simbolo non vive mai senza le altre simbologie, deve per forza interagire con esse, così come pure nella vita non siamo mai del tutto soli: anche se non avessimo famiglia, amici e amanti ci sarebbero per lo meno i vicini. Così il grafico del tema natale contiene infinite informazioni ma, per offrirne il più possibile, devi per forza di cose analizzarne una alla volta, con la certezza di semplificare. Correndo il rischio che qualcuno non si riconosca in quanto scritto. Inevitabile, la vita è complessa, i simboli altrettanto e la loro decifrazione ancor di più. Se vuoi però tentare di districare la matassa un capo devi pur trovarlo, e da qualche parte devi pur iniziare…




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Come sappiamo, in astrologia ci si riferisce alla Luna come a un pianeta, anche se – astronomicamente – è un satellite di un altro pianeta, il nostro, la Terra. In maniera analoga, la stella Sole verrà sminuita per semplicità al rango di pianeta, pur mantenendo con la Luna stessa il titolo di Luminare, in quanto datore di luce…
2 T. S. Eliot, Quattro quartetti, 1943.
3 Sensazione quasi mai corrispondente alla realtà. Anzi spesso donne bellissime hanno nel proprio tema natale aspetti negativi tra Luna e Venere. Indipendentemente dalla loro reale avvenenza bisognerebbe però capire come la privazione affettiva – quasi sempre reale – ha inciso poi nella successiva voglia di piacere a tutti i costi.

massimomichelini1@virgilio1.it

1/10/2014


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