LA ROTTA DI ULISSE

 


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Chi l'avrebbe mai detto?

di Paolo Martinoni

Vorrei iniziare questa mia riflessione con un atto di “denuncia”, dettato non già dal piacere di contrariare, bensì dalla volontà di proteggere da possibili abusi una disciplina che a mio avviso non sempre pratichiamo con la dovuta serietà. Alcuni astrologi sembrano infatti condividere una più o meno accentuata propensione:

  • al pappagallismo, cioè a ripetere ciò che hanno appreso dal loro insegnante di fiducia, senza preoccuparsi di appurare se costui abbia detto o scritto il vero;
  • alla paura, che si manifesta in una zelante ricerca di rassicurazioni (per esempio di transiti positivi nel futuro proprio e dei propri cari), nonché di conferme (per soffocare sul nascere qualsiasi dubbio in grado di incrinare la propria fede nel proprio credo astrologico);
  • al dogmatismo, cioè al rifiuto di ogni esame critico delle proprie reali o presunte verità astrologiche;
  • a una particolare forma di assolutismo, che induce a pensare ciò che un giorno una mia amica (forse scherzosamente) confidò in mia presenza a una donna poc’anzi conosciuta in treno, ovvero che l’astrologia dice tutto e non sbaglia mai.

In realtà, così facendo riduciamo l’astrologia a un cumulo di nozioni che rifiutano di mettersi in discussione, a un abbecedario per principianti o a un catechismo da oratorio che mai e poi mai potranno indurci a pronunciare con sorpresa: «Chi l’avrebbe mai detto!» – il che mortifica la nostra e altrui intelligenza e curiosità.

Chi di noi crede che l’astrologia dica tutto? Nessuno? Beh, francamente ho qualche dubbio: non abbiamo forse mai detto e scritto una cosa del genere, però gli indizi che siamo di quest’avviso non sembrano mancare! Per alcuni di noi l’unica fonte di sapere sembra infatti essere costituita dai testi di astrologia, l’unica fonte di informazione, quando si tratta di interpretare un tema natale, dal tema natale stesso, o ancora dalle effemeridi e da esse soltanto, se è di una previsione che ci stiamo occupando.
Per alcuni di noi l’astrologia è la Bibbia delle bibbie (esagero per rendere l’idea...) o quantomeno una scienza perfetta e che basta a se stessa e che forse proprio per questa ragione pratichiamo e divulghiamo con tanto zelo: perché ci rende onniscienti e per giunta senza fatica, senza che dobbiamo trascorrere buona parte della nostra vita a leggere interminabili testi di storia, sociologia, fisica, arte o letteratura; perché ci esenta dal cercare altrove il sapere e le informazioni di cui abbiamo bisogno per interpretare un tema natale, o anche solo dal porre una domanda a chi ci consulta – perché mai sprecare tempo? Perché mai dare l’impressione di non sapere tutto e di non padroneggiare lo strumento astrologico?
E chi di noi crede che l’astrologia non sbagli mai? Nessuno? Beh, sono di nuovo scettico: non abbiamo forse mai sostenuto una “verità” del genere, però il sospetto che non solo nella mente mia si siano infiltrati pensieri del genere è quanto mai fondato anche in questo secondo caso! Non è forse vero che per me e alcuni di voi praticare astrologia significhi soprattutto (se non addirittura esclusivamente) prevedere il futuro (dell’umanità, di chi ci consulta o di chi legge la nostra rubrica settimanale su Amica)?
Alcuni di noi hanno lo sguardo costantemente rivolto al futuro e così ci dilettiamo, con eccessiva disinvoltura, nell’arte di prevedere, di fare ciò che a un perfezionista incuterebbe un timore senza pari, ma che a me e a qualcuno di voi sembra risultare più facile che bere un bicchier d’acqua, perché del futuro crediamo di conoscere ogni più piccolo dettaglio (sia ben chiaro, siamo giustificati: perché la possibilità di guadagnare qualche lira praticando la nostra amata disciplina è direttamente proporzionale al numero di previsioni che abbiamo o che gli altri credono noi abbiamo sino ad oggi azzeccato).

L’astrologia dice tutto e non sbaglia mai? Se così fosse (e per quanto mi concerne potrebbe anche essere), dovremmo riconoscere enormi limiti alla nostra e altrui capacità di decifrare correttamente e completamente un messaggio in codice qual è quello zodiacale e una ancor più forte propensione all’errore nell’arte di applicare i risultati di tale decifrazione all’interpretazione di un tema e alla previsione del futuro.
Non sarò mai in grado di dimostrare l’eventuale falsità della prima affermazione, secondo cui l’astrologia dice tutto e non sbaglia mai, ma senza grandi sforzi chiunque sia provvisto di un po’ di buon senso e di onestà intellettuale dovrebbe riconoscere la verità della seconda, e cioè che (per il momento) a nessuno di noi risulta possibile interpretare in maniera completa e corretta e col solo ausilio dello strumento astrologico, ovvero senza ricorrere ad altre fonti di sapere e informazione, il tema natale di un determinato soggetto e/o prevedergli l’avvenire.
Tanto più stupefacente è allora, a mio parere, la leggerezza con cui a volte (io per primo) abbiamo descritto la personalità di chi ci ha consultato o peggio ancora di chi non abbiamo mai avuto il piacere o la disgrazia di conoscere personalmente. Ancor più sorprendente mi appare quindi la disinvoltura con cui di tanto in tanto sveliamo a chi ci interpella ciò di cui lui o un suo caro (a noi sconosciuto) sarà felice o sfortunato protagonista – perché se abbiamo difficoltà a interpretare correttamente il passato e il presente di chi abbiamo di fronte, tanto più grande sarà la probabilità di leggere erroneamente il futuro di un soggetto a noi sconosciuto, giacché il futuro del passato e del presente ne è (almeno in parte) il risultato.
A questo punto credo valga la pena dare un’occhiata al tema natale del soggetto A (correttamente calcolato in base a dati di nascita che svelerò più tardi), per poi provare a rispondere ai seguenti quesiti:

  • Il soggetto A è veramente nato e, se sì, è ancora in vita? Si tratta di due domande forse prive di importanza, legittime però e a cui comunque nessuno di noi a mio parere sarà mai in grado di dare una risposta veritiera e definitiva, tanto più che il soggetto A potrebbe avere un perfetto gemello astrale, il che ci costringe a rifiutare categoricamente affermazioni del tipo: «L’ho riconosciuto, so a chi appartiene questo tema natale» – quindi sia il tema sia la consultazione di una banca dati ci negano la risposta!
  • Il soggetto A è un uomo o una donna? Dato che noi per svariate ragioni a un consultante di sesso maschile dovremmo dire ben altre cose e fare ben altre previsioni che a uno di sesso femminile, esigiamo una risposta, che il tema però rifiuta di dare oppure che ci fornisce, ma che noi siamo (per ora) incapaci di recepire.
  • Il soggetto A, tutt’ora in vita, ha trascorso tutta l’infanzia, quella che la psicanalisi considera la più importante fase esistenziale, coi genitori: di che nazionalità e di quale credo politico e religioso sono (stati) i genitori del soggetto A? Questa domanda è ancora più importante della precedente, perché la vita di un soggetto A educato da genitori benestanti, liberali e laici con ogni probabilità sarà per molti versi radicalmente diversa da quella di un soggetto A cresciuto in un ambiente povero e impregnato di fondamentalismo politico e/o religioso. Ebbene, nemmeno a tale quesito il tema natale può darci o sembra poterci dare una risposta (è vero che l’analisi del Sole, della Luna, di Venere, di Saturno, della quarta casa e del segno del Cancro forniscono preziose informazioni relative ai genitori e ai primi anni di vita del soggetto A; ma è altrettanto vero che alla domanda posta non rispondono in alcun modo).
  • In quali condizioni economiche ha trascorso l’infanzia il soggetto A? Nonostante la presenza in casa seconda di una splendida congiunzione Giove-Saturno, nessuno di noi può con assoluta certezza rispondere a questo quesito, poiché di bambini con tale congiunzione in tale casa ne sono nati ovunque – purtroppo anche in quei Paesi dove la miseria non risparmia nessuno.
  • Dove vive il soggetto A e da quanti anni? Nessuno di noi può con assoluta sicurezza escludere che il soggetto A abbia vissuto a partire dal suo primo anno di vita in un paesino sperduto della Turchia orientale oppure a Gerusalemme o a New York – un vero peccato, poiché tre percorsi tanto diversi avrebbero avuto ben diverse e importantissime conseguenze (si potrebbe obiettare che il condizionamento astrale è di gran lunga più forte di quello ambientale, per cui il luogo in cui si vive avrebbe comunque poca influenza: a prescindere dal fatto che a me una distinzione di questo tipo appare “fuorviante”, considero enorme l’influsso esercitato dall’ambiente sulla psiche dell’adulto e soprattutto del bambino).

Da questi primi esempi, cui ne seguiranno altri, credo risulti evidente che a noi l’astrologia neghi importantissime informazioni, oppure che noi dello strumento astrologico riusciamo (per ora) a fare un uso alquanto limitato.

Del soggetto A debbo ora rivelare che si tratta di un uomo nato in Svizzera, dov’è cresciuto in condizioni assolutamente tipiche per quelle latitudini, ovvero:

  • in un ambiente più o meno laico e liberale,
  • in una famiglia più o meno felice,
  • in condizioni economiche più o meno agevoli,
  • ma anche fisicamente e psichicamente più o meno sano,
  • nonché provvisto di facoltà intellettive tali da consentirgli un percorso scolastico simile a quello di moltissimi suoi coetanei.

Come quasi tutti i suoi coetanei il soggetto A è professionalmente attivo.
A questo punto vorrei invitarvi a descrivere i tratti essenziali della sua interiorità (il carattere, i desideri, le attitudini e le incapacità) e della sua esteriorità (il comportamento, la vita che conduce, la professione che svolge e gli eventuali traguardi sino ad ora conseguiti), per poi verificare in che misura l’immagine che vi siete fatti del soggetto A corrisponde al vero.
Non sarò certo io a negare che a questo proposito lo strumento astrologico, pur rivelando di nuovo gravissime lacune, può essere di grande aiuto: a mio avviso esso consente un’analisi qualitativa a volte molto precisa (soprattutto a chi pratica l’astrologia di Lisa Morpurgo), mentre è quanto mai avaro di informazioni circa l’aspetto quantitativo.
Per il momento limitiamoci però a considerare la professione del soggetto A e chiediamoci:

  1. Che tipo di professione vorrebbe praticare il soggetto A?
  2. Che tipo di professione svolge?
  3. Per quale motivo ha optato proprio per quella professione?
  4. Come la svolge? Ovvero: con quanto impegno, con quanta soddisfazione e con quali risultati?

Tali domande sono legittime e di grande importanza, perché altrettanto significativo è il ruolo che, volenti o nolenti, la professione svolge nella vita di quasi tutti noi.
Per rendere più arduo il compito di rispondere a tali quesiti, invito a dare uno sguardo al tema natale del soggetto B, di cui ignoro l’ora di nascita, ma che (per motivi che spiegherò) dovrebbe avere la Luna attorno ai 24° dell’Ariete e ad ogni modo al trigono di Urano.
Nel tema natale del soggetto A prevalgono senza ombra di dubbio gli aspetti armonici, nel tema del soggetto B, che molti di noi non esiteranno a definire disastrato, quelli disarmonici: in comune i due temi sembrano dunque avere molto poco (probabilmente soltanto una Luna ben sostenuta da Urano). In effetti:

  • nemmeno i pianeti generazionali occupano gli stessi segni;
  • Marte, di grande importanza nel tema di un uomo, non potrebbe essere più diverso, perché quello del soggetto A si trova in Cancro ed è ben sostenuto da Luna-Venere, quello del soggetto B è invece in Capricorno e leso da Venere e probabilmente anche dalla Luna;
  • il Sole, che con Marte contribuisce a strutturare l’Io di un soggetto maschile, è lesissimo senza alcun recupero collaterale nel tema del soggetto B, leso solo in parte e in maniera molto meno problematica in quello del soggetto A.

Ora il caso (termine il cui uso considero legittimo anche qualora esso non dovesse esistere), il caso dunque vuole che il soggetto A e il soggetto B svolgano la stessa identica professione e con modalità analoghe – diciamo anzi che sono colleghi di lavoro.
Proviamo ora a rispondere alle domande di cui sopra per ambedue i soggetti.

  1. Che tipo di professione vorrebbero praticare il soggetto A e il soggetto B?
  2. Che tipo di professione esercitano?
  3. Per quale motivo hanno optato proprio per quella professione?
  4. Come la svolgono? Ovvero: con quanto impegno, con quanta soddisfazione e con quali risultati?

Procediamo con ordine!

1) Che tipo di professione vorrebbero praticare il soggetto A e il soggetto B?
Il soggetto A potrebbe sentirsi attratto da una professione che gli assicuri prestigio, che lo innalzi al di sopra della mediocrità e che gli attesti un certificato di regalità: in realtà, ciascuno di noi nel proprio intimo coltiva o ha coltivato sogni analoghi, essendo essi tipici del Sole prima ancora che del Leone; tuttavia nella mente di un nativo di tale segno i concetti di regalità e prestigio sono probabilmente impressi con maggiore violenza e hanno quindi una più grande forza condizionante.
Secondo Lisa Morpurgo la dodicesima in Leone, dove troviamo il Sole del soggetto A, può dare «il libero professionista di fama» nonché, in casi eccezionali, il «grande benefattore di orfanelli», il «fondatore di opere pie» o il «perseguitato politico leggendario». Un Sole in dodicesima è inoltre frequente nel tema di individui attivi in un contesto insolito dal punto di vista dell’uomo comune o in un ambito che presuppone grande libertà e grande disinvoltura mentale e comportamentale.
Anche il soggetto B potrebbe aspirare a una posizione di enorme prestigio, tanto più che il Sole, proprio perché leso e quindi insicuro di sé, ha un maggiore bisogno di conferme e rassicurazioni. La professione ideale del soggetto B dovrebbe però anche avere una componente ludica, ovvero assicurargli divertimento e spensieratezza, inoltre destare l’attenzione ammirata e invidiosa del prossimo o quanto meno metterlo nella condizione di suscitare tali sentimenti nell’animo altrui.
A chi ci chiede il nome esatto della professione che il soggetto A e il soggetto B vorrebbero svolgere, nessuno di noi è in grado di dare una risposta veritiera con assoluta certezza, cioè senza provare a indovinare: anche in questo caso dobbiamo riconoscere i limiti nostri e/o dello strumento astrologico. A ogni modo, per quanto ne sappiamo, il soggetto A potrebbe aspirare alla dirigenza del primo produttore mondiale di aerei di trasporto (Sole in Leone), il soggetto B puntare ai vertici della più grande multinazionale di telecomunicazioni (Sole in Gemelli) – si tratta però di supposizioni prive di alcuna utilità.

2) Che tipo di professione esercitano il soggetto A e il soggetto B?
Anche a questa domanda ritengo sia impossibile rispondere con assoluta certezza e precisione.
Le gravissime lesioni del Sole e di altri pianeti nel tema del soggetto B potrebbe però indurci a ipotizzare

  • un Io debole e rassegnato, che si sente minacciato dalla necessità di decidere e lavorare (assolutamente incolmabile sarebbe in tal caso il divario tra realtà e aspirazioni personali);
  • oppure una spasmodica spinta alla realizzazione dettata da una profondissima insoddisfazione (nel qual caso potremmo avere un successo conseguito a prezzo di enormi sacrifici);
  • o ancora una via di mezzo.

Al soggetto A credo invece sia lecito diagnosticare

  • un Io forte e volitivo, a cui non mancano gli strumenti indispensabili per realizzare (in parte) ciò cui ambisce (nel qual caso il divario tra realtà e aspirazioni personali sarebbe contenuto);
  • oppure una debole spinta alla realizzazione, da ricondurre a un eccesso di gratificazioni “automatiche”, a un Io appagato di sé stesso indipendentemente dai risultati conseguiti;
  • o ancora una via di mezzo.

In pratica il soggetto A e il soggetto B, che come detto svolgono la stessa professione, potrebbero avere optato

  • per un’attività mediocre, alla portata di tutti, perché il soggetto A ha uno scarso bisogno di conferme esterne (troppi aspetti positivi nel tema), mentre al soggetto B mancano i mezzi per raggiungere più alti traguardi professionali;
  • oppure per un’attività di enorme prestigio, ma il cui svolgimento comporta per il soggetto B uno sforzo di gran lunga maggiore, ma anche una minore gratificazione che non per il soggetto A;
  • o ancora per una via di mezzo.

Qual è la risposta esatta? Io al posto vostro opterei, soprattutto grazie a considerazioni di natura statistica anziché astrologica, per la prima (l’attività mediocre), che è appunto la più probabile, eventualmente per la terza (la via di mezzo), ma di certo non per la seconda (professione di grande prestigio).
Alla domanda di cui sopra non abbiamo però ancora risposto in modo soddisfacente. Come detto, non siamo assolutamente in grado di dare un nome preciso alla professione svolta dal soggetto A e dal soggetto B, possiamo però provare a circoscrivere l’ambito della loro attività, chiedendoci p.es. se essa comporta molto o poco movimento fisico, nel qual caso potremmo avere

  • il giardiniere, l’insegnante di ginnastica, la guida alpina, l’archeologo, il marinaio, il muratore, il fisioterapista, l’idraulico o lo scultore (attività prevalentemente fisiche);
  • il traduttore, il bibliotecario, il segretario comunale, il consulente finanziario, il centralinista, il web developer, il disegnatore edile o il professore universitario (attività prevalentemente sedentarie).

Dato che nemmeno a questa domanda possiamo rispondere con certezza, vi svelo l’arcano: il soggetto A e il soggetto B si guadagnano da vivere praticando un’attività sportiva – per l’esattezza la medesima.
GymnasticsQuesta è la ragione per cui (a mio avviso) nel tema del soggetto B non può non esserci un trigono Luna-Urano. Come rivelai in una relazione presentata al XII. Congresso di Studi Astrologici di Lisa Morpurgo, nel tema degli sportivi professionisti sono frequentissimi gli aspetti positivi Venere-Marte, Luna-Marte e Luna-Urano (presenti nel tema del soggetto A): una Luna ben sollecitata da Marte e soprattutto da Urano può dare un’infanzia dinamica, quindi un precoce sviluppo di ciò di cui lo sportivo professionista ha maggiormente bisogno – della muscolatura e del piacere di muoversi.
Per il soggetto B, che già da bambino aveva un incontenibile bisogno di attività fisica e che ancora oggi fatica a stare fermo, il trigono Luna-Urano potrebbe costituire l’unica vera risorsa personale e fungere da canale di sfogo a tutte le tensioni e da strumento di riscatto a tutte le frustrazioni altrimenti provocate dai molti aspetti negativi presenti nel suo tema di nascita.
Ora molti di noi diranno: «Ma certo! Ma è chiaro! Ma è logico! L’avevo detto io!» – già, io, perché a posteriori siamo tutti infallibili nell’arte di interpretare un tema natale (quello del soggetto B poi sarebbe da manuale, con quel Mercurio disastrato anche un principiante avrebbe escluso a priori un’attività di natura intellettiva o legata al commercio e alle comunicazioni!)
Beh, in realtà di astrologicamente tanto chiaro temo ci sia poco: è vero che un pianeta disastrato può costituire un freno all’esercizio (felice) di una professione a esso simbolicamente legata, ma è anche vero che a volte sono proprio i punti lesi del tema a beneficiare di un maggiore investimento libidico da parte dell’Io (e infatti non mancano i direttori di banca con Giove opposto a Plutone, i piloti di F1 con Marte leso da Urano e i pediatri con la Luna afflitta da Marte). Del resto, è spesso al figlio più problematico che i genitori dedicano più tempo e più attenzione, per cui nessuno di noi avrebbe mai potuto affermare con assoluta certezza che il soggetto B sarebbe diventato uno sportivo di professione.
Poco chiara è inoltre la ragione astrologica per cui il soggetto A e il soggetto B abbiano scelto di praticare la stessa identica attività sportiva (che svelerò a tempo debito): i loro temi natali (a parte Luna-Urano) non hanno nulla in comune e anche il loro Marte, pianeta che dovrebbe indurli a prediligere un particolare tipo di attività agonostica, non potrebbe essere più diverso (in Cancro e ben sostenuto da Luna-Venere quello del soggetto A, nell’opposto segno del Capricorno e leso da Luna-Venere quello del soggetto B).

3) Per quale motivo il soggetto A e il soggetto B hanno optato proprio per quella professione?
A questa domanda ho in parte già risposto affermando che sia il soggetto A sia il soggetto B sono stati estremamente attivi sin dall’infanzia, il che deve avere determinato il precoce sviluppo del loro sistema muscolare e un’altrettanto precoce associazione mentale “attività fisica = piacere”, a cui si è probabilmente aggiunta, soprattutto dopo avere disputato con successo i primi tornei juniores, quella di “attività agonistica = piacere”.
Il soggetto B inizia a praticare tale attività all’età di quattro anni e a otto riscuote un primo successo; sino all’età di tredici anni concilia però tale passione con quella per il calcio; il soggetto A inizia ancora prima, a tre anni, ma sino all’età di dodici “disperde” parte delle proprie energie praticando anche altri sport, il calcio in primis; due anni dopo (è ormai quattordicenne) lascia la casa paterna e si trasferisce in un centro apposito al fine di sviluppare il suo presunto talento e per domare il suo temperamento esplosivo: è a partire da quel momento che inizia a mietere successi (il soggetto B si sviluppa dunque più in fretta del soggetto A, il che del resto è tipico di molti nativi dei Gemelli).
In sostanza, a un certo punto il soggetto A e il soggetto B si sono ritrovati nella condizione mentale, fisica e materiale di disputare con profitto tornei di un certo livello, il che deve essere stato decisivo per la scelta della professione (come si dice, l’appetito vien mangiando).
A favorire una scelta del genere potrebbe inoltre essere stata, nel caso del soggetto B, una pronunciata avversione per altri tipi di attività (le molte lesioni presenti nel tema), mentre a mio avviso il soggetto A sarebbe stato in grado di svolgere con relativo piacere diversi tipi di professione. Nel caso del soggetto B hanno poi contribuito le circostanze, egli infatti cresce

  • in un contesto (isola del Meditteraneo) che offre relativamente poche opportunità di scelta (mentre il soggetto A avrebbe potuto praticare quasi ogni tipo di attività sportiva);
  • in una famiglia di sportivi (alla sua futura professione il soggetto B fu iniziato dallo zio, che la insegnava e che da allora è stato suo unico mentore e allenatore).

A questo punto sarei curioso di sapere chi tra noi avrebbe saputo rispondere alla domanda che ci siamo posti in maniera altrettanto esauriente e col solo ausilio dello strumento astrologico risp. dei due temi natali: nessuno credo, il che dimostra una volta ancora in quale misura siamo costretti a ricorrere ad altre fonti di sapere e di informazione per praticare l’astrologia in modo credibile.

4) Come svolgono la loro attività il soggetto A e il soggetto B? Ovvero: con quanto impegno, con quanta soddisfazione e con quali risultati?
Chi l’avrebbe mai detto! Ambedue svolgono la loro attività con un impegno assolutamente eccezionale e con enorme soddisfazione, grazie anche agli straordinari risultati da loro conseguiti.
Il soggetto B si chiama Rafael Nadal (3 giugno 1986, Manacor/Maiorca) ed è probabilmente il più forte “terraiolo” di sempre; da circa tre anni (dal 25 luglio 2005) è l’incontrastato numero due del tennis mondiale e l’indiscusso dominatore dei tornei su terra, nonché detentore di alcuni straordinari record (tra cui quello veramente incredibile di avere vinto 81 incontri su terra consecutivamente, tra cui tre finali al Roland Garros, uno dei quattro prestigiosi tornei del Grande Slam).
Il soggetto A si chiama Roger Federer (8 agosto 1981, 08h40m, Basilea) ed è probabilmente il più forte tennista dell’Era Open; da oltre quattro anni (dal 2 febbraio 2004) è l’indiscusso dominatore nonché numero uno del tennis mondiale. Roger Federer viene ormai considerato uno dei più grandi sportivi di sempre, per ora lui solo è stato insignito per ben quattro volte dalla Laureus Academy del prestigioso riconoscimento “sportivo mondiale dell’anno”(Michael Schumacher e Tiger Woods, altre due icone dello sport, hanno avuto questo onore due volte “soltanto”). Nessun tennista prima di lui ha saputo instaurare una tale e tanto lunga “dittatura” e ciò nonostante la costante e temibile presenza della sua nemesi o “bestia nera” – del maiorchino Rafael Nadal, contro cui lo svizzero ha un bilancio negativo!
Una leggera forma di mononucleosi ha impedito a Roger Federer di iniziare il 2008 con quella determinazione e con quella leggerezza di cui lui solo è capace, ma è ancora giovane, ha già vinto 12 tornei del Grande Slam ed è ormai a due soli passi dall’eguagliare il record di Pete Sampras, che di Slams ne vinse quattordici.
Anche in questo caso sono sicuro che l’astrologia e/o l’astrologo avrebbero fatto “cilecca”: nessuno di noi sarebbe stato in grado di predire al soggetto B rispetto a Rafael Nadal un successo professionale tanto eclatante; al soggetto A rispetto a Roger Federer avremmo forse predetto successo e gratificazioni, avendo egli un Sole ben sostenuto dall’insieme del tema – quantificare tale successo sarebbe però stato impossibile o quasi, a mio avviso il tema natale ci fornisce ben poche informazioni a tale riguardo.
Di notevole vorrei ancora segnalare una qualità di cui Rafael Nadal e Roger Federer hanno sempre dato prova: sia l’uno che l’altro sono dotati di uno spirito agonistico senza precedenti, di una volontà e di una combattività che più e più volte hanno mandato in visibilio gli appassionati di tennis.

Che il tema natale “disastrato” di Rafael Nadal, il suo animo da gladiatore, il suo immenso talento tennistico e lo straordinario successo da lui conseguito siano allora un invito a gestire con estrema cautela lo strumento astrologico, ma anche un monito della coscienza qualora volessimo diagnosticare debolezze intellettive, caratteriali, affettive, sessuali e/o fisiche, della cui esistenza in realtà non abbiamo alcuna prova, ma che crediamo (o speriamo) di riconoscere sulla sola base di teoriche nozioni astrologiche.

Ma allora, funziona o no questa benedetta astrologia? Direi proprio di sì, purché ci si astenga dal chiederle ciò che non è in grado di darci e di dirci. Più che a prevedere ciò che sarà, ci aiuta a capire ciò che è o ciò che fu – questo a mio avviso è quanto dovremmo fare per renderla credibile. Qualche esempio:

  • Rafael Nadal ha sviluppato un tipo di gioco estremamente logorante per il proprio fisico, frequenti e debilitanti sono per esempio i dolori alle ginocchia (= Mercurio e asse Gemelli/Sagittario lesissimi; una prevalenza di aspetti negativi non nega il successo, ma ne esige un caro prezzo); Roger Federer ha quasi sempre goduto di ottima salute, grazie anche a una tipologia di gioco “naturale” che preserva da incidenti (prevalenza di aspetti positivi); chi li ha seguiti si è senz’altro reso conto che Rafael Nadal sembra faticare moltissimo, mentre Roger Federer quasi “vola” sui campi da tennis – leggero come un piuma;
  • Roger Federer non ha quasi mai avuto atteggiamenti aggressivi in campo, di prevaricatorio dal suo comportamento e dal suo modo di giocare traspare talmente poco che egli per molti tifosi di Rafael Nadal è un uomo “senza palle”; Rafael Nadal si è invece distinto on court per una gestualità e un abbigliamento squisitamente marziani, da pugile o meglio ancora da “guerriero ninja”, con cui ha suscitato fortissime simpatie e altrettante antipatie; del resto dai suoi connazionali viene celebrato come il “killer de las pistas de tenis” (a chi volesse farsi un’idea della differenza che intercorre tra un Marte in Cancro/undicesima ben sostenuto da Luna-Venere e un Marte in Capricorno leso da Luna-Venere, consiglio vivamente di osservare lo svizzero e lo spagnolo in azione).
  • Rafael Nadal è un ragazzo di una timidezza estrema (talmente timido da avere un giorno desistito dal chiedere a Roger Federer di allenarsi con lui), Roger Federer è invece la disinvoltura personificata; inoltre lo spagnolo è molto nervoso (innumerevoli i “rituali ossessivi” che deve svolgere durante gli incontri); lo svizzero sembra invece essere di una calma olimpica, il che denota per lo meno una più facile gestione della propria emotività (tema disastrato, Mercurio lesissimo e Luna parzialmente lesa per il primo; tema armonico, Mercurio e Luna ben sostenuti per il secondo);
  • da chi segue il tennis, quindi anche dai media, Roger Federer viene spesso chiamato The King (Sole in Leone); è un “re” dai più ammirato e non solo per l’eccezionalità delle sue prestazioni sportive, bensì anche per la regalità del suo comportamento (mai una parola fuori posto, mai una sbruffonata, mai un gesto di arroganza o insicurezza) e della sua “irreprensibile” condotta di vita (tra le altre cose è ambasciatore dell’UNICEF nonché “grande benefattore di orfanelli”, come a volte comporta la dodicesima in Leone secondo Lisa Morpurgo).
  • Roger Federer parla perfettamente tre lingue, Rafael Nadal solo la sua lingua madre (maggiori difficoltà di apprendimento, probabilmente dettate dai valori Mercurio/Gemelli lesissimi).

    Un’ultima considerazione: i più grandi successi di Rafael Nadal sono stati accompagnati dal transito di Plutone attorno ai 24° del Sagittario all’opposizione di un Mercurio natale in Gemelli lesissimo; ciò mi induce a ipotizzare una Luna di nascita a 24° circa dell’Ariete.


    Text copyright © Paolo Martinoni


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