LA ROTTA DI ULISSE

 


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Una fetta di vita

di Massimo Michelini

L’ultimo pianeta a misura temporale umana è Urano che compie un giro completo dello Zodiaco in 84 anni circa. Ogni persona che arriva a tarda età vede quindi passare Urano su ogni singolo grado del suo tema natale, come pure vede stimolate dal pianeta tutte le case del proprio oroscopo.
Da Urano in poi, invece, nell’arco di una vita media i pianeti possono percorrere solo una fetta di Zodiaco, come pure solo una manciata di case. Nella migliore delle ipotesi, appena 210 gradi dell’intera ruota zodiacale.
Nettuno e Plutone, infatti, riescono tutt’al più a fare poco più di metà del giro completo e, nel caso di Plutone, solo quando il suo passo mutevole glielo consente. Anche i nativi più longevi dell’Ottocento videro il pianeta percorrere solo tre segni, data la sua permanenza di 30 anni circa in Ariete, Toro e Gemelli.
Nettuno, dal canto suo, anche se ha un passo estremamente regolare, può in 100 anni – tetto massimo della vita umana – transitare in 7 segni circa. Per quanto riguarda le case percorse, invece, dipende dall’estrema varietà della larghezza delle case stesse.
Percorrenze ancora a minor dimensione umana avranno ovviamente i transplutoniani X e Y, siano essi i recentemente scoperti Xena e Sedna oppure siano altri corpi ancora da individuare da parte degli scienziati.
Il fatto che, da Nettuno in poi, i pianeti percorrano nell’arco di 100 anni una ridotta o ridottissima fetta di Zodiaco, indica una verità elementare se non lapalissiana che ha a mio avviso un significato di enorme rilevanza su cui pochi hanno finora indagato.
Anticipando le conclusioni di questo studio, affermo quindi che le possibilità di ogni singola persona, vale a dire di ogni singolo tema natale, sono forzatamente limitate, non solo perché i pianeti natali fanno sì che ciascuno di noi sia fatto in un certo modo – con quel che ne consegue – ma anche perché il transito dei pianeti lenti stimolerà in loro solo certi settori zodiacali e non altri.
Se infatti fino a Saturno ogni pianeta può percorrere più volte il tema natale e ad Urano è concesso di farlo un’unica volta, Nettuno e Plutone – come abbiamo visto – ne toccano solo una parte. Detto in altri termini, se l’emotività (Luna), l’affettività (Venere) o l’aggressività (Marte) hanno modalità cicliche e ripetitive, la stagione lavorativa di Urano sarà unica e irripetibile, mentre le istanze di cambiamento (Nettuno) e di fecondità creativa (Plutone) avranno un campo d’azione anche più ridotto.
È sì vero che, pur percorrendo una breve fetta di cielo, Nettuno e Plutone possono formare aspetti di transito con gli altri pianeti e riceverne da essi, creando fortissimi stimoli in positivo o in negativo, ma non potranno comunque mai percorrere l’arco completo dell’eclittica, nel tempo concesso all’esistenza umana.
L’affermazione tanto ottimistica quanto improntata a una volitività irrealistica che “volere è potere” va quindi decisamente ridimensionata. Con buona pace dei sostenitori del libero arbitrio e delle infinite possibilità insite nella volontà dell’essere umano, all’atto pratico ogni singola vita ha un percorso ben delimitato, è il moto dei pianeti lenti ad affermarlo. Più di tanto non si può fare, inutile nascondersi dietro a un dito.
L’idea di questo studio mi è nata poco alla volta. Da qualche anno coltivavo infatti l’insana intenzione di analizzare astrologicamente la questione del tempo. Ascoltando però i suggerimenti dei miei pianeti in Vergine ho deciso di accantonare per il momento la ricerca teorica e concentrarmi piuttosto su quello che è visibile, ma sul quale forse nessuno ha puntato l’attenzione, come la celeberrima lettera rubata della novella di Edgar Allan Poe.
E l’occasione per orientare meglio il mio studio è nata durante un corso che tengo da oltre un anno e mezzo, che avevo pomposamente chiamato di “autocoscienza astrologica”. Nelle mie intenzioni iniziali c’era il proposito di analizzare in gruppo i temi natali dei partecipanti al corso. Una sorta di coming out collettivo se non a fine terapeutico a fine conoscitivo e autoconoscitivo. Con mio stesso stupore, l’esperimento funziona, anzi, si è via via perfezionato anche grazie ai suggerimenti dei miei allievi.
Ero infatti partito dal consolidato sistema interpretativo morpurghiano, che si concentra soprattutto sull’analisi caratteriale, una sorta di «capisci come sei fatto e capirai perché ti capita quel che ti capita», oppure ancora il classico ma inattaccabile «nel carattere c’è il destino».
È così, non c’è possibilità di dubbio, ma a questo assioma manca un postulato fondamentale, ossia: «in quali tempi svilupperò certe mie caratteristiche, le vedrò frenate oppure spinte all’eccesso e in quali settori si indirizzeranno?».
Una risposta parziale, anche se vera, è data dallo studio dei transiti che indicano nei rapporti tra pianeti radix e pianeti di transito i momenti scatenanti in cui certe predisposizioni del tema natale prendono vita. E non si può pensare che funzioni in altro modo. Ad esempio, un transito di Saturno o Urano in settima quadrati a una Venere in quarta potrà portare una crisi coniugale, oppure ci si romperà una gamba con un transito di quadratura rispetto ad un Marte in Sagittario oppure a un altro pianeta in nona casa.
Ma non è tutto qui, anzi.
Poiché gli input più profondi dell’essere umano sono dati dai pianeti più lontani alla Terra, ho iniziato il corso con l’analisi di Plutone, con l’intenzione di compiere il percorso inverso rispetto a quello che si fa di solito, ossia partire da Sole e Luna, i nuclei più visibili della personalità. Ma l’analisi nel tema dei miei allievi di Plutone, e in seguito di Nettuno, mi ha portato una serie di riflessioni che sono al centro di questa indagine.
Ed è all’analisi del percorso di Plutone che si riferirà lo studio seguente, in parte per problemi di tempo, in parte perché Nettuno – per sua natura – è sfuggente e difficile da indagare. Può darsi che, se lo Zodiaco mi concederà forze e tempo sufficienti, dedichi alla questione dei transiti uno studio esauriente.
Ma torniamo all’esperienza del corso e a Plutone. Dopo l’esame nel tema dei miei allievi del pianeta prima in senso generazionale, poi inquadrato nella casa ospitante e in rapporto agli altri pianeti, siamo passati ai transiti. In un primo momento analizzando gli aspetti che l’astro ha formato fino ad ora con gli altri pianeti, individuando tutta una serie di eventi basilari.
Sboccio o freno della sessualità, momenti di creatività personale, periodi di frustrazione o di grande sicurezza di sé, trame agite o trame subite ecc., ossia – riducendo all’osso – tutto ciò che di solito Plutone porta di nascita o al suo passaggio. Devo però a un mio allievo, Nicola Leoni, uno spunto ulteriore che è alla base di questo studio. Ossia Nicola mi ha chiesto di analizzare anche il transito del pianeta nelle case, indipendentemente dagli aspetti formati con gli altri corpi celesti.
Piccola, ulteriore specificazione: quando proposi questo corso, non avevo preventivato che avrebbero risposto quattro ascendenti Leone, due Vergine e uno Cancro, oltre ad altre numerosissime analogie che vi risparmio. Il fatto che nel gruppo ci siano forti elementi in comune mi ha permesso però di notare ancora meglio le differenze, caratteriali ma anche relative a come ciascuno ha vissuto i transiti del passato e di conseguenza, ipoteticamente, di come vivrà il futuro.
Avevo a disposizione tanto materiale biografico in parte coincidente per le analogie citate, ma tutto sommato fuorviante, perché Nettuno e Plutone operano a lungo nel tempo e in profondità, e spesso non hanno l’effetto vistoso di un pianeta rapido. Ho deciso così di impiegare nella parte seguente dello studio esempi inventati, in cui la vita “vera” delle persone – spesso complicata anche perché le varie forze planetarie interagiscono in continuazione, rendendo complessa l’analisi astrologica – non “ingarbugliasse” il filo conduttore del ragionamento.

Ultimissima specificazione: tutti sanno che la dimensione delle case varia a seconda del momento della nascita, ma anche della latitudine. I nati all’equatore, venuti al mondo in qualsiasi giorno dell’anno, hanno le case di dimensione quasi identica, poiché la casa astrologica rappresenta la suddivisione del giorno in dodici, proporzionalmente alla durata del dì e della notte, e a quelle latitudini le ore di buio e di luce si equivalgono.

Ad esempio, un ipotetico nato il 1° luglio 1920 all’equatore alla longitudine 0°, ha la seguente dimensione dei quadranti del tema natale nel corso della giornata:

Le altre case hanno praticamente le stesse dimensioni, ossia circa 30 gradi ciascuna.

Vediamo però cosa accade con la domificazione per un ipotetico nato nello stesso giorno, mese, anno e ora sul parallelo di Edimburgo ma sul meridiano di Greenwich, tanto per fare un esempio di nascita a una latitudine alta.

Da questa tabella si evidenzia con chiarezza estrema la grande irregolarità, in certi periodi dell’anno e a certe latitudini, dell’estensione delle case. Irregolarità che si riduce invece per gli ascendenti Vergine e Bilancia, mentre per tutti gli altri ci sono case che possono variare da 13 a 72 gradi circa.
Dai dati appena esposti emerge quindi che quei settori di vita che le case rappresentano simbolicamente saranno vissuti in tempi molto diversi ad esempio da una ipotetica persona nata nello stesso istante ad Edimburgo o all’equatore. Inoltre, Plutone e Nettuno, col loro passo lentissimo, possono stazionare in questa o quella casa per un tempo estremamente lungo1.
E non illudiamoci che, visto che Plutone e Nettuno sono pianeti lenti, abbiano un minore impatto nell’esistenza del singolo. In realtà essi indirizzano le esigenze profonde dell’individuo, quelle creative e quelle di metamorfosi radicale dell’Io, in un certo settore della vita. Sono quelle che spesso rappresentano i desideri e i sogni degli esseri umani, ossia quello che ti dà la voglia o meno di stare a questo mondo, e di interagire con esso.
Intendiamoci, Nettuno e Plutone fanno anche loro quel che possono, ossia seguono sempre e comunque le potenzialità del tema natale. Ad esempio, un Nettuno trionfale o pesantemente leso fornirà a chi lo possiede un carattere avventuroso e irrequieto, oppure immobilistico e nevrotico, anche a seconda dei pianeti che sono in rapporto con esso nel tema natale. Il suo passaggio nei segni e nelle case successive indicherà però quale strada il pianeta potrà percorrere.

Ma torniamo a Plutone, ipotizzando per un generico ascendente Leone – indipendentemente dal segno solare – un transito del pianeta in quarta casa che cade quasi automaticamente – in parte o del tutto – in Scorpione: questo transito può corrispondere a un lungo periodo di chiusura interiore anche feconda, spesso tormentata, magari vissuto scavando nelle proprie radici familiari su cui prima di allora non si era fatta completa chiarezza. Può trattarsi anche di un periodo felicemente creativo, ma c’è poca voglia di rendere noto all’esterno i frutti degli sforzi fatti. A meno che il passaggio di Plutone in Scorpione e quarta casa non vada a stimolare in positivo pianeti in Cancro o Pesci, o, in misura minore, Vergine o Capricorno.
Facciamo degli esempi più specifici per chiarire meglio. Ipotizziamo che il soggetto esaminato abbia un Sole in Cancro e dodicesima, non leso. Con Plutone in quarta2 potrà vedere accresciuta la propria sicurezza e creatività, andando probabilmente in controtendenza rispetto alla massa, come vuole in Sole in XII, ma infischiandosene di un eventuale giudizio negativo da parte degli altri, perché la natura autoprotettiva del Cancro e della quarta casa non verrà ostacolata, anzi sarà l’habitat migliore per esercitare la propria creatività, al riparo da intrusioni esterne negative e destabilizzanti. È possibile che questa accresciuta sicurezza giunga in seguito al chiarimento di eventuali nodi irrisolti rispetto alla propria famiglia d’origine e al proprio passato. Oppure ancora che la rinascita garantita da Plutone avvenga anche grazie a un lutto familiare, che potrebbe aver fatto piazza pulita di eventuali rapporti parentali complessi. Oppure invece, ammesso che il lutto avvenga comunque ma si innesti in un ambiente familiare sereno, un’eventuale eredità favorirà comunque l’indipendenza esistenziale che un Sole in XII brama.

Per ovvi motivi un transito simile verrà poi vissuto in maniera molto diversa a seconda della generazione a cui il soggetto appartiene.
Analizziamo allora brevemente in quest’ottica parte delle generazioni del XX secolo, ad esclusione del Plutone in Gemelli, suggerendo ipotesi su come i Soli in Cancro con ascendente Leone, ma con Plutone radix nei segni che vanno dal Cancro alla Bilancia, possano avere vissuto il passaggio di Plutone in Scorpione e quarta casa.
Un ipotetico Cancro con il Sole congiunto a Plutone in dodicesima casa ha visto intorno ai 60 anni un rifiorire dello spirito creativo. Poiché si tratta della generazione che ha potuto godere in pieno delle agevolazioni dello Stato sociale (ahimè oggi invece destinato a sparire a tempo di record come neve al sole) è probabile che grazie a questo transito abbia vissuto felicemente il pensionamento. Incassata la liquidazione per la chiusura del rapporto lavorativo, è probabile che il Cancro in oggetto abbia investito nell’acquisto di una casa o di una seconda casa, costruendosi intorno mura protettive che gli abbiano concesso poi lo spazio per essere protagonista nel proprio regno.
Un Cancro con Plutone in Leone in prima avrà vissuto invece in maniera più complessa il passaggio del pianeta in Scorpione e quarta. Se si salvò la voglia di fuga e mancanza di limiti propria della XII, è probabile che eventi familiari o inquietudini interiori abbiano momentaneamente spento o smorzato, o fatto vivere in maniera sofferta, con un senso di incomprensione da parte degli altri, il protagonismo proprio di chi ha Plutone in prima.
Il Cancro con Plutone in Vergine e seconda casa avrà invece avuto buone probabilità di accrescere le proprie sicurezze economiche, indirizzate quasi di certo in investimenti immobiliari, oppure potrà mandare in porto fortunati intrallazzi che consentano almeno un arricchimento di facciata.
Tutt’altro discorso vale per un Cancro con Plutone in Bilancia e terza casa, quella delle relazioni, e quadrato al Sole, che può aver vissuto questo passaggio intorno ai dieci anni, passaggio momentaneamente risolutivo di una grossa tensione interiore. È possibile che siano venuti a galla certi problemi familiari, magari in concomitanza con la fuga in luoghi lontani (il Sole in dodicesima) di un padre tormentato e tormentante. Il soggetto può essere stato costretto, volente o nolente, a prendere atto di certe dinamiche familiari contorte, probabilmente cercando a sua volta la solitudine come lo induce a fare un Sole in XII e il momentaneo passaggio di Plutone in quarta casa e Scorpione.
Ma prima di arrivare a quanto ho ipotizzato sopra c’è stato un percorso di vita.
Per cercare di individuare l’intero percorso di Plutone nell’arco di una vita, prendiamo il caso di due ipotetici signori 86enni, entrambi nati a Firenze il 1 luglio 1920, il primo dei quali alle 8, con il Sole a 9° e Plutone a 7° del Cancro.

Ecco come è domificato il suo tema natale:

L’acquisizione di sicurezza in sé che di norma dà un passaggio di Plutone in prima casa avviene intorno al 1942, poco dopo i 20 anni. Cosa sia accaduto realmente al signore è tutto da verificare, ma si può ipotizzare con un ragionevole margine di certezza che l’Io abbia fatto un salto qualitativo, forse anche legato a una più intensa realizzazione sessuale. Di certo è che la tendenza natale a un isolamento creativo e un po’ anarchico, dettato dal Plutone radix in dodicesima, con il passaggio in prima si smussa un po’, perché l’Io ha bisogno di affermarsi, e per farlo ha bisogno di un pubblico.

Tema del signore
nato a Firenze
il 1° luglio 1920
alle ore 8, con i soli
Sole e Plutone

 

 

 

 

 

 

 

 

Il passaggio in seconda casa arriva nel 1954-55, ma è possibile che, visto che la casa inizia in Leone, il radicamento economico stabile sia avvenuto più tardi, intorno al ’61, quando Plutone in Vergine formava un sestile al Sole. Dopo 6 anni di progetti economici megalomani, la costruzione vera di una stabilità patrimoniale avviene con l’ingresso nel sesto segno, grazie a lavoro e risparmio.
Lo stesso dicasi per il pianeta in terza casa, che inizia in Vergine e rafforza la tendenza natale a una certa misantropia. Forse i contatti sociali, misurati e un po’ opportunistici, ebbero un salto di qualità quando Plutone entrò in Bilancia, facendo forse superare vivere in maniera meno intensa la tendenza alla solitudine.
Anche la quarta è occupata da due segni. La prima parte in Bilancia non dà spinte forti alla tendenza del Cancro in dodicesima e sembra quasi che il soggetto abbia bisogno di prepararsi prima di arrivare ai forti stimoli descritti in precedenza di Plutone in Scorpione, a partire dal 1983. Ossia, è possibile che il soggetto abbia investito nel mattone, magari grazie a un’eredità derivata da un lutto familiare.
L’ingresso in quinta, dal 1995 circa, crea una cosa che non ci si aspetterebbe, ossia una forte rivitalizzazione in età decisamente matura. Visto che non so se esista davvero questo ipotetico signore, e se sia ancora in vita, posso immaginare che – se così fosse – abbia visto rinascere in tarda età la gioia di vivere, in precedenza forse smorzata dal bisogno di affermare il proprio Io (il transito di Plutone in I), di seminare economicamente per il proprio futuro (in II), di imbastire con parsimonia e selettività una rete di conoscenze sociali (in III), di rinforzare le pareti del proprio nido per sentirsi ancora più sicuro (in IV). Insomma, assolti tutti questi compiti, il signore può pensare a divertirsi.
Visto che non conosco il suo tenore sociale e culturale, posso immaginarlo o impegnato in tornei di briscola nella bocciofila sotto casa, oppure girare il mondo in alberghi di lusso, oppure ancora pronto a girare l’Italia per tutte le mostre d’arte.
E, perché no? se il fisico regge, ancora interessato alle gioie del sesso.
Ma qualunque sia il suo status sociale, questo era (semplificando fino all’osso, ovviamente) il percorso di vita che lo attendeva, e che ha percorso.
Cosa sarebbe successo invece se fosse nato sempre nello stesso luogo, giorno e anno ma alle 22?

Ecco come sarebbe stato domificato il suo tema natale:

Quando ha 16 anni, nel 1936, Plutone entra nella sua settima casa. È probabile quindi un aumentato protagonismo nei confronti degli altri, sia per quel che riguarda un eventuale rapporto di coppia, sia più genericamente nei confronti del prossimo. Al tempo stesso sono probabili i primi approcci sessuali.

Il transito durerà la bellezza di 28 anni, ossia quella parte di vita che comprende la giovinezza e la prima maturità.3 Un transito di questa portata, che oltretutto va a toccare tre segni, non può riguardare solo e soltanto la sfera della sessualità ed è quindi riconducibile genericamente alle associazioni in cui il soggetto vorrà fare il protagonista, come pure a possibili rapporti di coppia stabili.

Tema del signore
nato a Firenze
il 1° luglio 1920
alle ore 22,
con i soli Sole e Plutone

 

 

 

 

 

 

 

 

Il signore nato alle 22, che ha già in sé un netto bisogno di omologazione sociale, tipico di un Sole in sesta, per il transito di Plutone in settima ha dovuto imparare ben presto a confrontarsi con gli altri, dapprima forse con le armi di seduzione proprie del Cancro, poi con il sussulto di orgoglio e megalomania del Leone, infine con le modalità pratiche e opportunistiche della Vergine. È durante quest’ultimo passaggio, passati i 40, che si forma inoltre un sestile di Plutone al Sole. Cosa può essere accaduto? Ipotizzo che possa aver trovato un socio d’affari, con il quale magari ha fondato una società, oppure ha associato al proprio lavoro la partner.
La differenza rispetto a quello che accade – sia pure in anni diversi – al suo gemello astrale è abissale. Se il Sole in dodicesima vedrà rafforzato per la prima parte della vita il protagonismo, il Sole in sesta si vedrà costretto a mediare ben presto con gli Altri, confermando peraltro quanto già scritto nel tema natale. Ossia i transiti, in questo caso del solo Plutone, incanaleranno i desideri del singolo in una direzione ben precisa, nel primo caso con un tentativo di affermazione di sé, tipico delle case sotto l’orizzonte, nel secondo in un inquadramento sociale ed esistenziale più ampio verso la collettività.
Ma dal 1964, quando Plutone entra in ottava, le cose cambiano per il signore nato intorno alle 22. L’ottava, per quanto formi – in teoria, perché in questo caso non accade – rassicuranti sestili con la sesta e ambiziosi sestili con la decima, comporta una dose di rischio che ipoteticamente un Sole in sesta non cercherebbe. Si tratta però di norma di un rischio calcolato, il prendersi responsabilità onerose che, se ben gestite, possono portare a seminare un orticello più o meno esteso e fertile, come vuole anche la cuspide della casa in Vergine. Il sesto segno non ama infatti i salti nel buio e, se li compie, ha di solito calcolato i vantaggi e gli svantaggi. Il signore quindi, con passo prudente e ragionato, inizia forse a programmare investimenti per il proprio futuro, magari dapprima risparmiando soldino dopo soldino poi valutando le possibilità migliori e ripartendo i rischi, cercando anche di sfuggire al caos economico dell’habitat natale, dettato dalla cuspide della seconda casa in Pesci.
Va detto che, rispetto al gemello astrale con il Sole in dodicesima, il Sole in sesta è costretto – grazie al percorso di Plutone – ad addentrarsi in territori molto più instabili e precari rispetto a quello che il suo Sole in sesta farebbe immaginare. Come pure dal canto suo il Sole in dodicesima sarà invece indotto, nel corso della sua esistenza, a confrontarsi con la “normalità” delle case sotto all’orizzonte.
Ma l’irregolarità delle dimensioni delle sue case fa sì che, se si era formato un sestile tra sesta e settima, quando Plutone arriva intorno ai 9° della Bilancia forma, appunto dall’ottava, un quadrato al Sole in sesta. Immaginiamo che il signore nato nel 1920 abbia messo su una fabbrichetta intorno ai primi anni Sessanta. Se tutto fino a quel momento è filato liscio, sarà stato però costretto a metà degli anni Settanta a fare i conti con i disordini sindacali causati dalle rivendicazioni economiche e normative tipiche del periodo. Oppure ancora il signore può aver dovuto fare i conti con la giustizia, magari per manovre finanziarie non troppo oneste compiute nel decennio precedente. Passato però il momento del quadrato di Plutone al Sole, il soggetto può tirare un sospiro di sollievo. Si è ormai abituato a convivere con i sindacalisti della ditta (oppure ha patteggiato con il fisco un’ammenda per le tasse evase) e sa gestirli ormai bene, se questo era il problema.
Il passaggio di Plutone in nona casa inizia nel 1981, dapprima vissuto in maniera equilibrata e ragionata (la parte in Bilancia) poi, grazie al trigono dallo Scorpione di Plutone a se stesso e al Sole, con modalità ardite e inconsuete. La prima ipotesi che mi viene da fare è che il signore abbia investito i guadagni di una vita in bond argentini (o, per sua fortuna, in titoli esteri meno pericolosi) oppure ancora inizi a studiare alta finanza oppure che, mettendo a frutto l’esperienza di una vita, diventi docente. La “sentenza dell’oracolo” parla di allargamento nel lontano un po’ rischioso (Plutone e lo Scorpione) ma estremamente gratificante (trigono al Sole).4
Nel 1993 Plutone passa in decima. Il signore fiorentino ha oltre 70 anni, ma questo transito parla di rinnovate ambizioni, di trionfo sulla famiglia, della volontà di ottenere conferme del proprio eventuale successo. Cosa difficile ma non impossibile se si pensa che quella è la generazione dei Biagi, Fellini, Andreotti, Agnelli e Romiti, tanto per citarne alcuni. Se il soggetto esaminato non è a questi livelli, è possibile che abbia messo comunque a frutto gli sforzi lavorativi di una vita, e si sia sentito infine in qualche modo arrivato. Magari, se frequenta la bocciofila del suo gemello astrale, ne viene eletto presidente, mentre l’altro se la gode dedicandosi al gioco preferito.
Nel 2003, infine, Plutone in Sagittario entra in undicesima e sembra che il signore possa, o debba, tirare i remi in barca. Dopo aver trainato per tanto tempo la carretta c’è infine la voglia di guardare la propria vita dall’alto, senza più sobbarcarsi le fatiche fatte fino ad ora.
La fetta di vita indicata dal moto di Plutone è stata la seguente. Sin da giovane ha cercato in tutti i modi la complicità con gli altri (il lunghissimo transito di Plutone in settima), seminando poi lavorativamente ed economicamente per creare nuovi progetti, cercando di valutare le difficoltà ma andando anche incontro a grossi rischi (Plutone in ottava), ha allargato le proprie pareti mentali investendo nel lontano (in nona), ha ottenuto conferme e onori per quanto fatto in precedenza (in decima) e ora appare decisamente stanco e meno coinvolto dalle passioni della vita (in undicesima).
Se mettiamo a confronto le due vite prese in esame – paragonando oltretutto solo due elementi, il pianeta radix e lo stesso pianeta in transito nelle case seguenti – ci accorgiamo di quanto diverse fossero le potenzialità e come diversi siano stati i risultati, sia pure solo ipotetici negli esempi fatti. Se avessimo poi aggiunto tutti gli altri elementi che di solito vengono presi in esame in astrologia le differenze sarebbero aumentate a dismisura, causando confusione al principiante di questo tipo di studi e ulteriore scetticismo da parte di chi già nutre dubbi sulla materia.

Ma se per contro riusciamo a guardare la vita nostra e altrui con lo sguardo asettico dell’entomologo non possiamo che affermare che a ciascuno di noi è concesso di assaggiarne solo una fetta. Quella ci è stata data in dono e quella dobbiamo gustare, quasi come fosse il premio di una caccia al tesoro della quale si conosce il traguardo ma non il percorso. Si sa che si arriverà a una fine ma non si conoscono gli ostacoli sul cammino, i trabocchetti, ma anche i premi a sorpresa che gli “organizzatori” del gioco hanno disseminato lungo la via…




1
Data la mutevolezza del passo dei pianeti lenti, alla casa estremamente piccola (o grande) non necessariamente corrisponde ugual durata del passaggio del pianeta nella casa stessa. Ad esempio, nella casa più piccola dello schema su riportato, la prima casa di chi nacque ad Edimburgo alle 4, di 13°30’, il passaggio di Plutone durò 11 anni. Per contro, Plutone stazionò nella dodicesima casa di chi nacque alle 16 solo 6 anni, nonostante la casa sia un po’ più grande, 15°52’. La durata del transito di un pianeta in una casa è quindi estremamente mutevole, a seconda del segno coinvolto, dell’ampiezza della casa e del passo del pianeta in quel periodo.
2 Casa che è al trigono dell’ottava e semistestile alla terza, sedi del domicilio ed esaltazione del pianeta.
3 Una casa così grande, al di là dei transiti di Plutone e la presenza di eventuali pianeti radix ospitati, è destinata a veder passare a lungo nei suoi “tanti” gradi gli altri pianeti, in particolare quelli rapidi, che indirizzeranno massicciamente – in positivo o in negativo a seconda del singolo tema natale – l’esistenza in un certo settore.
4 Questa diagnosi è fatta in astratto, perché nella realtà sappiamo che in quegli anni il Cancro subì anche l’opposizione di Nettuno, Urano e Saturno dal Capricorno, frenando decisamente l’effetto positivo di Plutone in Scorpione. Altri transiti del periodo inoltre indicherebbero tutt’altro esito. Ma quello che mi importa in questo studio non è la vita vera del soggetto, piuttosto ciò che, in sé e per sé, un ipotetico transito comporterebbe, se gli altri transiti non rendessero così complesso il reale.

Questo studio è stato presentato per la prima volta alla Quarta Giornata di Studi in ricordo di Lisa Morpurgo
a Bologna nel settembre 2006.

massimomichelini1@virgilio.it



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