LA ROTTA DI ULISSE

 


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La specularità dei due sistemi zodiacali A e B

di Annamaria Quinzi

Premessa - La stesura originaria di questo lavoro risale alla fine del 1998, il testo ha poi subito delle modifiche successive e, per diversi anni, è rimasto, quasi nella forma attuale, chiuso nel cassetto senza che mi decidessi a terminarlo, cosa che ho fatto solo poche settimane fa, per cui quanto leggerete è uno studio nuovo ma, al tempo stesso, appartenente al passato. 
Ritengo opportuno, per facilitare la lettura del testo, proporre un breve riepilogo dei principali concetti del codice astrologico.
1. Ogni zodiaco deriva da una successione planetaria M o F, fecondata da una stella proveniente da una successione planetaria di sesso opposto, così lo zodiaco AM è il prodotto di una successione F fecondata dal Sole M;
2. Le successioni planetarie e gli zodiaci sono quattro e formano, insieme, i due sistemi zodiacali A e B, ciascuno di quali è costituito da due successioni planetarie e da due zodiaci, di genere M e F. I due sistemi A e B si caratterizzano per la diversa successione numerica (1-12 in A e 6-7 in B), per le diverse esaltazioni, per la posizione prevalente dello zodiaco M, guidato dal Sole-1 nel sistema A e dello zodiaco F guidato da Saturno-6 nel sistema B;
3. Il parallelismo costituisce un fattore determinante nei rapporti tra i due sistemi A e B; abbiamo un parallelismo planetario e un parallelismo numerico. Il parallelismo planetario è identico nei due sistemi A e B: i pianeti paralleli, domiciliati in segni paralleli, sono Sole-Luna, Saturno-Urano, Marte-Plutone, X-Venere, Giove-Nettuno, Y-Mercurio. Il parallelismo numerico, legato alla doppia numerazione 1-12 A e 6-7 B delle quattro successioni planetarie, è caratterizzato da un rapporto pari/dispari tra i numeri dei pianeti paralleli;
4. I numeri planetari si distinguono in privilegiati e non privilegiati. È detto privilegiato il numero che ogni pianeta usa per numerare il segno della sua esaltazione, secondo la numerazione del sistema di appartenenza (es. Plutone 3 AF che numera i Gemelli 3 AM). I numeri privilegiati A sono 1-3-5 e 8-10-12; i numeri privilegiati B sono 6-4-2 e 7-9-11;
5. Il parallelismo numerico-planetario, tipico di ciascun sistema, è presente in una forma particolare anche tra i due sistemi A e B, infatti l’equivalenza numerica tra le due successioni 1-12 A e 6-7 B determina il parallelismo “equivalente” (es. Y 2A e Mercurio 5B, Plutone 3A e Marte 4B).

I due sistemi zodiacali A e B rappresentano la doppia elica del DNA cosmico che presiede alla vita dell’universo. Questo lavoro si propone di indagare – a partire dalle leggi del codice astrologico, note a tutti coloro che hanno letto le opere di Lisa Morpurgo o seguito gli studi della sua scuola– il rapporto di   specularità esistente tra i sistemi zodiacali A e B.1
Nell’immaginario collettivo all’origine della nostra tradizione culturale è radicata l’idea dell’esistenza di un mondo alternativo e speculare rispetto al nostro: gli Antipodi collocati, geograficamente, nell’emisfero opposto della terra e identificati, di volta in volta, con l’Oltretomba, il Paradiso Terrestre o il Regno di Artù.2
Il rapporto di specularità esistente tra i due mondi è, in genere, indicato nella letteratura sugli antipodi, dalle immagini riflesse nell’acqua, mentre il varco (pozzo, caverna, voragine) che consente il passaggio dall’uno all’altro mondo, ne enfatizza il rovesciamento completo e l’opposizione.
I miti e l’astrologia presentano una convergenza significativa ed impressionante sul tema degli antipodi e della specularità.
Saturno, la stella guida del sistema B, era considerato, nell’astrologia babilonese, un sostituto, quasi un alter ego del Sole3; nell’astrologia di Lisa Morpurgo, Saturno è la stella equivalente del Sole che, nel sistema B, raffredda un universo dominato dal calore.

Manilio rappresenta Saturno come un sovrano celeste che esercita i suoi poteri all’estremità opposta dell’asse del mondo e regge le fondamenta dell’universo, vedendo così il mondo da una prospettiva rovesciata4; il famoso poeta latino è, tra l’altro, convinto dell’esistenza di genti agli antipodi, nella zona giacente al di sotto delle costellazioni comprese fra il Tropico del Capricorno e il polo Sud «Sotto di esse giace un’altra parte del mondo, irraggiungibile a noi – e ignote stirpi di uomini e reami mai attraversati che ricevono la luce dal nostro medesimo sole – e ombre opposte alle nostre, con astri che a sinistra – tramontano – e sorgono a destra in un cielo a rovescio del nostro»5.
Nella cosmogonia nordica due mondi opposti e speculari, come i due sistemi A e B, sono creati dagli abissi: l’uno è Muspell, un luogo caldissimo e asciutto, l’apoteosi della luce da cui derivano gli dei e gli astri, retto da un gigante del fuoco Surtr; l’altro è Niflheimr, un mondo freddo, buio e umido, abitato da Hel, la regina delle tenebre e dai giganti desiderosi di impadronirsi della luce6.
La transizione continua e reciproca dal sistema A a quello B, consegue alla fine di ciascun ciclo e al dono dei “semi della vita” da parte degli ultimi superstiti del sistema morente7 che si trasformerà, con un rovesciamento speculare, nel suo opposto.
I due sistemi A e B, dunque, costituirebbero l’uno per l’altro, il lato luminoso e quello oscuro dello specchio, entrambi complementari e indispensabili alla vita, in un rapporto reciproco di modulazione dialettica e di potenziale trasformazione.
Le relazioni tra i numeri, i pianeti e i segni sono delineate dal codice zodiacale attraverso il parallelismo e l’opposizione, ma come viene indicata la specularità esistente tra i due sistemi zodiacali A e B?
La specularità dovrebbe comportare, oltre al rovesciamento completo sopra/sotto, Dx/Sn – coinvolgente numeri, pianeti e segni per indicare una diversa natura dello spazio-tempo – una sostanziale analogia delle funzioni proprie dei pianeti e dei segni tra i due sistemi A e B.
Il primo elemento da considerare è il rapporto esistente tra gli estremi/controestremi, che guidano lo sviluppo dei quattro zodiaci, e i loro contigui nelle successioni planetarie ed esaltatorie. Sole e Luna, nelle successioni planetarie dei sistemi A e B, intrattengono un rapporto di contiguità con Y e Mercurio, i pianeti temporali, Saturno e Urano con Giove e Nettuno, i pianeti spaziali.
Nelle successioni esaltatorie di entrambi i sistemi, il rapporto è esattamente rovesciato, per cui Sole e Luna intrattengono un rapporto di contiguità con Giove e Nettuno, Saturno e Urano con Y e Mercurio.

Le contiguità planetarie degli estremi che già suggeriscono, visivamente, confrontando le successioni planetarie A e B, l’idea del rovesciamento, sono state analizzate da Lisa Morpurgo per decifrarne il significato profondo in relazione ai numeri planetari e nei colloqui che ho avuto con lei erano emerse, in merito, due indicazioni importanti.
Nelle successioni esaltatorie di ciascun sistema i controluminari hanno dei contigui planetari provenienti, numericamente, dallo stesso sistema, i luminari, invece, hanno dei contigui con una numerazione appartenente all’altro sistema. Questo fatto potrebbe significare o che i pianeti contigui dei luminari provengono, realmente, dal sistema opposto o che la loro presenza, con numeri dell’altro sistema, costituisce la traccia di qualche evento che vi è accaduto e delle sue ripercussioni nel sistema considerato.

Se i contigui dei controluminari evidenziano la relazione di ciascun estremo con il suo opposto (Sole-Saturno o Luna-Urano), i contigui dei luminari mettono, invece, in rilievo, oltre alla “provenienza numerica” dal sistema opposto, la relazione tra un estremo e l’opposto del suo parallelo (Sole-Urano o Luna-Saturno): Mercurio-8 contiguo esaltatorio di Saturno-7 dello zodiaco AM, ad esempio, appartiene alla successione planetaria AF, in cui è contiguo di Sole-7, mentre Giove-2 contiguo esaltatorio di Sole-1 dello zodiaco AM, fa parte della successione planetaria BM in cui è contiguo di Urano-1. Lo schema delle contiguità planetarie prevede due varianti nei due sistemi A e B, l’una riferita alle sequenze planetarie, l’altra alle successioni esaltatorie. Gli estremi opposti di ciascuna successione planetaria, A o B, hanno come contigui un pianeta laterale e l’opposto del suo parallelo (es. Y-2 contiguo di Sole-AM e Giove- 8 contiguo di Saturno-AM) mentre gli estremi non opposti hanno come contigui dei pianeti laterali opposti (es. Y-2 contiguo del Sole-AM e Nettuno-5 contiguo di Urano-AM).

Nelle successioni esaltatorie A o B, invece, gli estremi opposti hanno come contigui dei pianeti laterali opposti (es. Giove-2 contiguo di Sole-AM e Mercurio-8 contiguo di Saturno-AM; Y-5 contiguo di Saturno-BF e Nettuno-11 contiguo di Sole-BF) mentre i contigui degli estremi non opposti sono costituiti da un pianeta laterale e dall’opposto del suo parallelo (es. Nettuno-11 contiguo di Luna-AM e Mercurio-8 contiguo di Saturno-AM; Giove-2 contiguo di Luna-BF e Y-5 contiguo di Saturno-BF).
Il rovesciamento delle contiguità degli estremi, presente nella successione esaltatoria di ciascun zodiaco, A o B, rispetto alla successione planetaria di partenza suggerisce un duplice modello dialettico che, nel caso dei controluminari, è circoscritto ai rapporti tra le due successioni planetarie di un sistema mentre, nel caso dei luminari, sembra aperto ad una dimensione più vasta. La relazione tra un estremo e l’opposto del suo parallelo è particolarmente significativa, non solo a causa della parziale estraneità numerica dei loro contigui rispetto al sistema considerato, ma anche e soprattutto perché Sole-Urano e Saturno-Luna, al pari di Sole-Saturno e di Luna-Urano, condividono lo stesso contiguo planetario, considerate le successioni planetarie e le esaltazioni dei due sistemi A e B.
Nelle successioni planetarie e/o in quelle esaltatorie AM/BM e AF/BF – in cui le funzioni di luminari o di controluminari sono svolte dagli stessi pianeti – ogni estremo ha gli stessi contigui del suo parallelo nel sistema opposto, cosicché ogni luminare o controluminare presenta come contigui, nelle due successioni A/B, dei pianeti paralleli (es. Sole-Y-Giove AM e Luna-Y-Giove BM; Saturno-Nettuno-Y BM e Urano-Nettuno-Y AM; Sole-Mercurio-Nettuno BM e Luna-Mercurio-Nettuno AM).
Nelle successioni planetarie e/o in quelle esaltatorie AM/BF e AF/BM – in cui le funzioni di luminari e di controluminari sono svolte da pianeti opposti – i luminari opposti presentano contigui identici, rappresentati da un pianeta laterale e dall’opposto del suo parallelo, mentre i contigui dei luminari non opposti sono costituiti da pianeti laterali opposti (es. Sole-Y-Giove AM; Saturno-Giove-Y BF; Luna-Mercurio-Nettuno AM; Urano-Nettuno-Mercurio BF). I contigui dei controluminari opposti, invece, sono diversi, costituiti da un pianeta laterale e dall'opposto del suo parallelo, mentre i contigui dei controluminari non opposti sono identici, rappresentati da pianeti laterali opposti (es. Sole-Y-Nettuno BF; Saturno-Giove-Mercurio AM; Urano-Nettuno-Y AM; Luna-Mercurio-Giove BF).
I rapporti originari tra gli estremi ed i contigui di ogni successione planetaria con l’indicazione di una loro duplice natura oppositiva – riferita agli estremi opposti e a quelli non opposti – sono quindi presenti tra gli zodiaci AM/BF e BM/AF, con un rovesciamento dall’uno all’altro sistema, mentre negli zodiaci AM/BM e BF/AF le relazioni di contiguità sono indicative di un completo parallelismo o, se si preferisce, di identità.
Il parallelismo – riferito ai numeri, ai pianeti, ai segni e agli zodiaci – già in parte esaminato nel mio lavoro sulle corrispondenze tra la genetica e l’astrologia8, rappresenta un elemento da considerare attentamente nel tentativo di definire la specularità dei due sistemi A e B.
I segni paralleli di uno zodiaco o dei due zodiaci di uno stesso sistema (ad es. Toro/Bilancia, Pesci/Sagittario), presentano un parallelismo parziale, limitato ai pianeti domiciliati, che sono, nel primo caso, paralleli con numeri paralleli e nel secondo caso paralleli con numero opposto; ciò significa che in uno zodiaco o in un sistema non si può parlare di effettivo parallelismo, perché, in realtà, i segni/geni di uno zodiaco o dei due zodiaci di un sistema, in virtù dei pianeti esaltati, svolgono funzioni diverse e sono paralleli soltanto in apparenza.
I segni paralleli degli zodiaci AM/BM o AF/BF (ad es. Ariete-A/Scorpione-B o Pesci-A/Sagittario-B) presentano, invece, pianeti domiciliati ed esaltati paralleli con numeri paralleli, nella forma del parallelismo equivalente (es.Marte-3-Sole-1-Plutone-10 nell’Ariete AM e Plutone-9-Sole-6-Marte-4 nello Scorpione BM) che costituisce il segno di una relazione dialettica tra i due sistemi, tale da consentire la duplicazione dei segni/geni di uno zodiaco nell’altro, ossia gli zodiaci dello stesso sesso, A e B, sono effettivamente paralleli e i loro segni svolgono funzioni identiche.
I segni paralleli degli zodiaci AM/BF o AF/BM (ad es. Toro-A/Bilancia-B o Pesci-A/Sagittario-B) presentano pianeti paralleli in domicilio con numero identico e pianeti esaltati paralleli con numeri paralleli (nella forma tipica 2-11, 3-5, 4-9, ecc.); in questo caso il parallelismo numerico-planetario delle esaltazioni, ci consente di postulare un rapporto di somiglianza ed al tempo stesso di diversità tra gli zodiaci AM/BF e AF/BM, non duplicabili tra loro per difetto del parallelismo numerico-planetario dei loro segni/geni.
Gli Zodiaci AM/BF e AF/BM sono stati identificati con i cosiddetti cromosomi omologhi, l’uno di origine maschile (paterna), l’altro di origine femminile (materna) che si appaiano durante la meiosi, il processo di mitosi che consente la formazione delle cellule germinali. I cromosomi omologhi sono tali per la presenza degli stessi loci, ossia di siti occupati da forme alternative degli stessi geni, dunque gli zodiaci/cromosomi omologhi presentano una relazione di parallelismo tra i loro segni/geni (es. Toro-A e Bilancia-B ecc.)
Le contiguità planetarie e la relazione di un pianeta con l’opposto del suo parallelo costituiscono gli ulteriori indizi rivelatori, necessari a definire il rapporto di somiglianza/diversità, alla base del rovesciamento dello spazio/tempo di ciascun sistema e della sua specularità rispetto all’altro.
Il rapporto speculare dovrebbe essere simile a quello di “opposizione indiretta” definito da Lisa Morpurgo in relazione agli aspetti degli estremi non opposti Sole-Urano e Luna-Saturno che, nell’esame astrologico di un tema, risultano meno difficili di quelli tra gli estremi opposti «Sole e Urano occupano due segni opposti, pur non essendo direttamente opposti tra loro, ma i loro rapporti sono ben lontani dalla conflittualità che può scatenarsi tra Sole e Saturno. Possono anzi collaborare efficacemente perché ciascuno dei due rappresenta la parte attiva, semplice e semplificante del gruppo dei luminari e dei controluminari…….Come nel caso di Sole-Urano anche Luna e Saturno occupano due segni opposti (Capricorno e Cancro) pur senza essere direttamente opposti tra loro. E di nuovo vediamo che luminari e controluminari sono disposti a collaborare pur fronteggiandosi e tale collaborazione avviene seguendo uno schema incrociato, che tiene appunto conto dell’opposizione indiretta ….. la logica fulminea della Luna può trovare ottima collaborazione nell’elaborazione razionale della logica operata da Saturno»9.
Al concetto di opposizione indiretta è riconducibile anche l’analisi effettuata da Lisa Morpurgo degli aspetti tra Mercurio e Nettuno, due dei quattro contigui degli estremi, i quali, al di là delle divergenze, presentano una indubbia affinità nella loro veste di significatori dell’intelligenza e della mobilità fisica e mentale10.
I pianeti, al pari dei numeri, rappresentano le energie costitutive dello Zodiaco che si esprimeranno simbolicamente nei segni secondo i rapporti di parallelismo, di opposizione e di opposizione indiretta. I componenti delle coppie planetarie parallele Sole-Luna, Saturno-Urano, Giove-Nettuno, X-Venere, Y-Mercurio, Marte-Plutone svolgono funzioni complementari, rappresentando le due metà costitutive di una unità, mentre i pianeti opposti (Sole-Saturno, Luna-Urano, Plutone-X, Venere-Marte, Giove-Mercurio, Y-Nettuno) svolgono, nella struttura di uno zodiaco, una funzione dialettica ben precisa, caratterizzata da una tensione energetica continua in equilibrio instabile, così che le oscillazioni tra forze contrapposte determinano la vita stessa del ciclo zodiacale.
I pianeti speculari dovrebbero avere, invece, delle caratteristiche di affinità e di dissomiglianza, tali che il loro rapporto possa rappresentare, al tempo stesso, la sintesi ed il superamento delle loro relazioni abituali (parallelismo e opposizione). All’interno di ogni zodiaco o successione esaltatoria A e B, l’opposizione diretta di estremi/controestremi, estesa anche ai contigui, ne evidenzia le funzioni opposte nell’economia del ciclo, mentre l’opposizione indiretta, coinvolgente anche i contigui, indica una parziale affinità delle loro funzioni che possono supportarsi reciprocamente, difatti il Sole può essere alleato di Urano o la Luna di Saturno, collaborando alla successione di eventi che porteranno alla fine del ciclo.
Nei due sistemi A e B, l’analogia o affinità di funzioni è presente, invece, tra gli estremi opposti (Sole-A e Saturno-B o Luna-B e Urano-A o viceversa) che hanno come contigui dei pianeti laterali in rapporto di opposizione indiretta, mentre gli estremi non opposti (Sole-A/Urano-B o Luna-B/Saturno-A) non possono svolgere funzioni analoghe o di supporto reciproco, come ci indica l’opposizione dei loro contigui.
La relazione di opposizione indiretta costituisce, dunque, l’elemento determinante  per individuare l’analogia simbolica e funzionale dei pianeti alla base della specularità dei segni e del rovesciamento dello spazio/tempo tra i due sistemi, elementi che – nel caso degli estremi – determinanti per il passaggio dall’una all’altra forma del ciclo (A o B) sono, invece, evidenziati dall’opposizione diretta.
Negli Zodiaci AM/BF e AF/BM la relazione di opposizione indiretta tra i pianeti e i segni si associa alla presenza di un rapporto costante di parallelismo numerico nella forma equivalente, così da ribadire la natura “speculare” degli zodiaci interessati che, come i cromosomi omologhi, non sono duplicabili e presentano, appunto, gli stessi loci con diverse forme alleliche dei segni/geni, appaiati secondo un rapporto M/F.
Di conseguenza le coppie di pianeti laterali “speculari” tra A e B sono: Giove/Y, Mercurio/Nettuno, Marte/X, Venere/Plutone che presentano un costante rapporto numerico di parallelismo equivalente sia nei segni di domicilio che in quelli di esaltazione11; le coppie dei segni “speculari” sono, invece, le seguenti: Ariete-A/Toro-B, Toro-A/Ariete-B, Gemelli-A/Pesci-B, Cancro-A/Aquario-B, Leone-A/Capricorno-B, Vergine-A/Sagittario-B, e così via.


La specularità dei segni A e B appare, inoltre, del tutto evidente considerando gli esili, le cadute planetarie che, come riflessi negativi del segno opposto, fanno parte di ciascun segno12 e le trasparenze.13

L’esame del simbolismo nelle coppie planetarie speculari si rivela, a questo punto, indispensabile per verificare, in concreto, la fondatezza delle affermazioni precedenti.
La coppia Giove/Y presenta, ad esempio, delle corrispondenze simboliche, a prima vista non rilevabili, che possono essere ricondotte al registro della dilatazione e della lentezza, applicabile sia al tempo che allo spazio.
Giove, nella sua simbologia di ambiente, territorio e placenta, corrisponde all’atmosfera – che può essere considerata come la placenta terrestre – e all’ambiente su vasta scala, inteso come assetto climatico e geologico della terra, entrambi simboleggiati da Y. La parola-Giove, fondamento della cultura, può creare un fattore temporale ipsilonico, nel continuum della tradizione, con i suoi ritmi epocali. D'altra parte la parola è il derivato ultimo del suono, del respiro primordiale ipsilonico che dominava, in origine, il mondo e tornerà ad essere l’unica voce dopo la sua distruzione.
La coppia Mercurio/Nettuno, in aggiunta al simbolismo comune legato alla mobilità come pure allo sminuzzamento ed al rimpicciolimento, applicabili sia al tempo che allo spazio, presenta una valenza temporale legata alla conoscenza.
La percezione e l’intelligere, infatti, possono essere guidati dall’immediatezza e dalla mobile curiosità nello spazio mentale della coscienza, o dall’intuizione geniale e dalla fantasia, come strumenti che “assottigliano”, nell’istantaneità o simultaneità inconscia, il confine tra il futuro ed il passato.
Il confronto delle corrispondenze simboliche Giove/Y e Mercurio/Nettuno indica che i fattori temporali e spaziali sono passibili di reciproca modulazione e trasformazione, fino al rovesciamento speculare tra i due sistemi.
Le coppie Marte/X e Venere/Plutone presentano un’affinità simbolica più evidente, soprattutto nell’ambito sessuale.
Sul piano anatomico l’apparato genitale maschile costituisce la versione estroflessa dell’apparato genitale femminile che, a sua volta, ne rappresenta la versione introflessa, secondo la corrispondenza utero/vagina/X, pene/Marte, Venere/ovaie e Plutone/testicoli. D’altra parte, nella sessualità e nella riproduzione, la funzionalità ormonale e quella fisiologica svolgono, l’una per l’altra, una reciproca funzione di rinforzo. Nel periodo embrionale lo sviluppo sessuale del feto in senso maschile o femminile – coinvolgente non solo l’apparato genitale ma anche il cervello – dipende, oltre che dal corredo genetico, dallo scambio di un corretto messaggio ormonale fra l’organismo materno e quello del nascituro; possiamo, dunque, affermare che Marte/X e Venere/Plutone sono, in potenza, passibili di trasformazione reciproca.
Marte e X, in relazione ai rapporti che ciascuno dei due pianeti intrattiene con il Sole e con Saturno, determinano le versioni speculari del pensiero dominante nei diversi zodiaci. All’atteggiamento fallocratico/energetico/attivo proprio degli zodiaci maschili, si contrapporrà l’atteggiamento uterino/logico/intuitivo e riflessivo, tipico degli zodiaci femminili. Marte, di norma associato all’aggressività ed alla reattività violenta, può presentare anche delle note di passività e di rinuncia, funzionali all’istinto di conservazione o all’affermazione del potere dell’Io. X rappresenta il potere non violento, l’accoglienza generosa, la tolleranza dell’altro, ma anche l’aggressività divorante “uterina” del principio femminile.
Venere e Plutone sono legati all’energia fecondante e creativa del seme e, dunque, sia al fascino e alla seduzione, come strumenti di relazione con l’altro e di affermazione di sé necessari alla funzione riproduttiva, che alla capacità di cogliere, per assonanza alla virtù formativa del seme, l’essenza delle cose.
L’ispirazione dell’artista che trasfonde, esteticamente, nelle opere la realtà filtrata dalla propria percezione, è analoga alla pulsione creativa ed istrionica plutoniana che mette in luce le infinite combinazioni possibili dei “semi” inconsci da cui nasce l’Io. Plutone e Venere per il loro bisogno di essere riconosciuti e visti dagli altri – sia come personaggio che come oggetto d’amore o di relazione – possono essere componenti di un protagonismo narcisistico, ma, soprattutto, esprimono una tendenza vitale, espansiva, proliferante che non sopporta restrizioni.
Nel sistema A Plutone, insieme ad Y e a Marte, si rivela un alleato del Sole, Venere nel sistema B sarà, invece, alleata di Saturno insieme a Giove e ad X: l’affermazione, la durata e il dominio nel tempo del protagonismo maschile, riconosciuto come unico potere creativo, contro la rigorosa e serena armonia del principio femminile che ingloba e conquista, a poco a poco, tutto lo spazio disponibile, secondo modalità razionali formalmente inattaccabili.
Dalla specularità dei pianeti passiamo all’ulteriore tentativo di analizzare la corrispondenza speculare tra i segni A e B, relativamente agli zodiaci AM e BF.
L’Ariete-A segna l’inizio del ciclo maschile, l’energia vitale, impulsiva, dirompente, esaltante del fuoco solare non conosce limiti ed ostacoli; il Toro-B rappresenta il corrispondente inizio femminile razionale, armonico, pacato della fredda Atena14.
Il Toro-A segna una pausa trasformativa dell’energia solare nel possesso gaudente e fiducioso che misura e difende il territorio, fonte di cibo, secondo modalità femminili e ritmi naturali; l’Ariete-B rappresenta, viceversa, un’immissione energetica maschile che interrompe la paciosa armonia di Saturno/Atena, attraverso la scoperta del tempo (Y), sia come misurazione e scansione dell’agire umano che come memoria, destabilizzante a lungo termine, di un ordine diverso, quello dell’energia solare.
I Gemelli-A danno un nuovo impulso alla spinta energetica maschile nella forma dell’esplorazione giocosa e conoscitiva del circostante, con le conseguenti possibilità di socializzazione, di espressione creativa ed intellettuale; abbiamo la mobilità frenetica, attiva, il bisogno di novità, la necessità costante di sollecitazioni esterne, di una dose continua di stress. I Pesci-B, viceversa, rappresentano un fattore trasformativo della logica intuitiva di Atena, che scopre gli spazi infiniti della fantasia e della genialità nettuniana come basi di un pensiero quasi telepatico, quale strumento di connessione e di relazione con l’ambiente. Allo stress psicofisico da stimolo esterno dei Gemelli-A corrisponderà il culto del benessere – la salute/Venere che i Pesci-A temono sempre di perdere – conseguente alla continua modulazione delle immagini mentali e degli stimoli endogeni dell’organismo.
Nel Cancro-A la spinta energetica solare si trasforma e si interiorizza nel sentimento, nell’emotività, nel bisogno di dipendenza e di difesa dell’Io infantile, che deve identificarsi con le origini materne e familiari per poter conquistare, poi, la piena autonomia. L’Aquario-B propone, invece, un elemento alternativo rispetto all’energia femminile di Saturno/Atena: il pragmatismo di Urano che non sopporta la passività dipendente del principio maschile, il suo asservimento alla logica di Atena e – avendo riconosciuto il potere creativo, fecondante del maschio nel processo riproduttivo – si adatta allo status quo,preparandone la trasformazione speculare.
Il Leone-A rappresenta l’apoteosi del principio maschile, dell’energia vitale che riproduce sé stessa nel tempo; se il Sole è al centro del sistema solare, il Leone, senza nessuna esitazione, si pone al centro della realtà. L’Io solare, come un eroe, parte alla conquista dei propri “mulini a vento” senza arrendersi mai, nonostante le sconfitte, perché sa benissimo che il ruolo alternativo del principio maschile nel sistema B è quello del perdente e vuole negarlo.
Il Capricorno-B è, al contrario, l’apoteosi del principio femminile che non esalta o riproduce sé stesso in modo indiscriminato, per il piacere di un’esplosione energetica, ma esplica il proprio potere creativo solo attraverso una gestione razionale, logica del territorio e dello spazio disponibile, intuendo i limiti e la fine del proprio ciclo vitale. Il processo stesso della riproduzione è visto con gli occhi di una femminilità diversa, consapevole del suo ruolo primario rispetto al principio maschile che, nel sistema A, proporrà una versione edulcorata e perdente della femminilità. Saturno/Atena rappresenta la Grande Dea che dà la vita e la morte secondo giustizia15, non la Grande Madre che inizia a far capolino nel sistema B attraverso la Luna-Leone. Saturno/Atena non enfatizza sé stessa, partendo alla conquista dei mulini a vento, ma opera una solida costruzione del proprio spazio vitale, secondo la misura e l’ordine della natura. Il potere di Saturno/Atena non costituisce una forma compensatoria che supporta l’insicurezza dell’Io, ma rappresenta la logica espressione di una forza interiore duttile e consapevole.
La Vergine-A rappresenta il trionfo del principio di realtà, l’inserimento completo dell’Io nel processo tecnologico e produttivo della struttura sociale maschile, la gestione ottimizzata e razionale delle risorse come baluardo contro la morte e l’infinito. L’energia maschile solare, pur cosciente dei propri limiti, continua tuttavia a negarli, come rivelano l’ansia anticipatoria, sottesa al bisogno di controllo, e il rifiuto della fantasia e della diversità. Il Sagittario-B rappresenta, al contrario, l’entusiasmo fiducioso di una femminilità animata dallo spirito di conquista, che ha perso la saggezza della sua natura originaria. L’illusione che l’assimilazione del dissenso maschile (Gemelli opposto), neutralizzato attraverso gli strumenti della tolleranza e dell’accoglienza femminile, possa impedire l’ascesa dell’entropia e la fine del ciclo, è l’equivalente speculare della tecnologia virginea che si oppone al caos finale suggerito dai Pesci.
Alla Bilancia-A, il segno in cui il principio femminile scende a patti con la forza maschile arietina, introducendo la giustizia come correttivo della violenza, corrisponde lo Scorpione-B, segno in cui il principio maschile scende, furbescamente, a patti con la saggezza di Atena, manipolandone, con violenza occulta, il patrimonio conoscitivo allo scopo di affermare il proprio potere.
Lo Scorpione-A svolge la funzione eversiva di ricordare la presenza costante della morte nel bagliore della luce solare maschile, l’energia vitale implode su sé stessa, si esalta mettendosi alla prova, cercando le vie espressive più contorte. L’intelligere è applicato, con maestria ed insistenza, alle più svariate manifestazioni della pulsione libidica, dal sesso, al denaro, alla gestione politica, quasi allo scopo di accelerare la distruzione del sistema rammentando, nella trasparenza, il potere del Sole-B.
La Bilancia-B, viceversa, introduce un elemento eversivo nel sistema, attraverso la rielaborazione “affettiva”, libera e fantasiosa dei rapporti con il Sole-Scorpione, che verrà, armonicamente, inserito nella logica femminile di Saturno/Atena. La profondità nettuniana sa che tale ricostruzione del reale, generosamente ottimista (X), comporterà, comunque, una vulnerabilità a lungo termine (Y opposto dall’Ariete) fino alla morte del sistema, ma la Bilancia-B – come accade allo Scorpione-A – deve sperimentare le possibilità più svariate, anche se con un dinamismo interiorizzato, mettendosi alla prova fino alla fine.
Nel Sagittario-A abbiamo l’espansione fiduciosa, acritica dell’Io che si avventura lontano con lo scopo di affermare la propria visione delle cose e la propria cultura sugli altri/stranieri/orecchie disposte ad ascoltare. Si tratta di un approccio parzialmente femminile verso la realtà, se consideriamo l’apparente non violenza della persuasione e della parola. La modalità sagittariana di porsi davanti al mondo è rielaborata a partire dall’esperienza di pieno benessere, propria del feto nel grembo materno, corrispondente e parallela alla sensazione di onnipotenza creativa che una donna prova durante la gestazione. Il sistema A, con il Sagittario, tributa un omaggio all’archetipo femminile dominante nel sistema opposto, di cui si appropria, inglobandolo in uno schema culturale maschile.
Nella Vergine-B abbiamo, invece, l’esaltazione del principio maschile che propone – quale antidoto alla fantasia nettuniana della Bilancia – la concretezza della forza fisica, come strumento di un potere che può “andare lontano” a lungo termine, colonizzando non le terre straniere, ma la realtà quotidiana del sistema in cui è inserito. La sensazione di onnipotenza, in questo caso, è riconducibile all’erezione del pene che, con la fecondazione, “colonizza”, ancor prima del feto, il grembo femminile. Anche nella Vergine-B abbiamo un riconoscimento, geneticamente condizionato, dell’archetipo maschile dominante nel sistema A: enfatizzare e celebrare la “colonizzazione” del grembo è sempre meglio che subire il predominio culturale maschile.
Il Capricorno-A propone l’esercizio del potere maschile attraverso l’uso duro e spietato della razionalità, che non concede nulla alle emozioni e al sentimento del Cancro opposto. Il distacco, la negazione cosciente dell’abbandono e del piacere si associa al ribollire di una profonda sensualità e ad un bisogno esasperato di affetto e di cure materne. Nel Leone-B abbiamo il potere femminile, fondato sull’esaltazione della funzione materna e riproduttiva. Atena è diventata la Grande Madre, colei che, attraverso l’uso del proprio utero, ha mantenuto il potere già minato dalla progressiva ascesa della forza maschile. Dall’Aquario si contrappone alla fecondità femminile il potere eversivo del seme plutonico che, immaginando di fecondare, al di là di qualsiasi regola stabilita, un numero stellare di uteri, pone le premesse di un nuovo assetto sociale.
L’Aquario-A propone una visione della realtà alternativa al vitalismo solare, nella quale traspare il ricordo del sistema opposto. L’Aquario-A non ama le tinte forti della passionalità ed i facili entusiasmi, preferisce la dimensione aerea dell’intelletto, lo sperimentalismo delle idee, l’opportunismo e la duttilità che consentono di trovare una via di uscita nelle situazioni più disparate. La disponibilità verso l’esterno e la curiosità per gli orizzonti più vasti del pensiero si contrappongono alla fissa rigidità leonina con il suo culto dell’Io. Il Cancro-B indica, invece, un’affermazione del ruolo paterno e riproduttivo del Sole-M, tenuto in scarso conto dall’Aquario-A ma funzionale alla logica del sistema B, come pure al recupero della visione alternativa del potere maschile. Il Cancro-B si oppone al Capricorno in cui il potere femminile non si afferma attraverso l’enfatizzazione delle funzioni riproduttive, quanto piuttosto tramite una gestione pianificata dell’ambiente e delle risorse, anche riproduttive. Il figlio-Mercurio costituisce l’interlocutore privilegiato del padre-Sole-Cancro e lo strumento più importante nella scansione dei suoi rapporti di forza con il principio femminile e nell’ascesa verso il potere.
I Pesci-A rappresentano gli spazi cosmici infiniti e, con il simbolismo lunare della gravidanza, chiudono ed aprono, al tempo stesso, il ciclo verso una nuova manifestazione che darà vita alla supremazia femminile del sistema B.
Il tempo della quotidianità si contrae e si dilata nella fantasia e nella fuga verso i mondi sconosciuti dell’immaginazione. La solitudine, l’isolamento si contrappongono al brusio della massa ed alla coesione del gruppo; la diversità anomala e la rielaborazione creativa del genio fanno da pendant alla normalità piatta ed alla riproduzione dell’identico.
Nei Gemelli-B lo spazio vitale si restringe alle dimensioni dell’intelligere mercuriano ed uraniano maschile. Lo sfruttamento contingente delle risorse disponibili, secondo modalità alterne ed incostanti, privilegia la dimensione temporale a breve termine, il piacere puro e semplice dell’azione e della realizzazione dei desideri.
Il ritmo veloce, mercuriano, del protagonismo maschile impone le sue leggi alla temporalità femminile, lunare del Sagittario opposto, modellata sui cicli vitali; il principio maschile ha ormai affermato, quali armi vincenti, il suo potere fecondante, attivo e la sua creatività tecnologica, così che il nuovo ciclo vitale sarà inaugurato dalla supremazia maschile nel sistema A.
Ritengo indispensabile, a questo punto, evidenziare nella mia ipotesi esplicativa sulla specularità un ulteriore aspetto riferito agli elementi ed al famoso luogo de Il convitato nel quale Lisa Morpurgo sottolineava l’avvitamento della loro sequenza in corrispondenza dei controluminari.16
L’opposizione tra i segni avviene secondo un rapporto costante degli elementi Fuoco-Aria e Terra-Acqua (ad es. Ariete-Bilancia, Toro-Scorpione ecc.); il parallelismo presenta invece, tra i segni, una relazione costante Fuoco-Acqua e Terra-Aria (ad es. Ariete-A/Scorpione-B, Toro-A/Bilancia-B ecc.).
La specularità, secondo l’ipotesi proposta, indica un terzo possibile legame tra i segni basato sullo schema Fuoco-Terra e Acqua-Aria (ad es. Ariete-A/Toro-B e Pesci-B/Gemelli-A ecc).
La successione dei segni di ciascuno dei quattro zodiaci mette in luce una sequenza diversa dei quattro elementi che si ripete tre volte; in AM abbiamo Fuoco-Terra-Aria-Acqua, in AF Aria-Acqua-Fuoco-Terra, in BF Terra-Fuoco-Acqua-Aria, in BM Acqua-Aria-Terra-Fuoco.
Nella sequenza completa di ogni zodiaco, ciascun elemento presenta un rapporto di contiguità costante soltanto con altri due elementi; vediamo ad es. che l’Ariete-Fuoco è contiguo di Toro-Terra e di Pesci-Acqua e lo stesso può dirsi del Leone e del Sagittario, rispetto ai segni immediatamente precedenti e successivi. All’interno di ogni zodiaco gli aspetti di quadratura e di opposizione, come pure di sestile, consentono, invece, il rapporto di ogni elemento con gli altri tre (es. Ariete-Fuoco con Cancro-Acqua, Capricorno-Terra e Bilancia-Gemelli- Aquario-Aria).
Nei rapporti tra i due sistemi zodiacali “A” e “B”, poiché ciò che osserviamo in uno zodiaco è una traccia rivelatoria da seguire, dovremmo ritrovare una situazione analoga.
A questo punto entra in gioco la successione degli elementi, ricostruita affiancando ad ogni pianeta, in ciascuna delle quattro successioni planetarie, il segno della sua esaltazione: il fattore determinante, nei rapporti tra i due sistemi “A” e “B” è rappresentato, infatti, dalle esaltazioni.

Possiamo notare, innanzitutto, che in ogni successione, A o B, gli elementi si susseguono secondo una contiguità costante Fuoco-Aria e Terra-Acqua, mentre l’avvitamento dei controluminari propone un’ulteriore relazione Fuoco-Acqua nelle due successioni femminili e Terra-Aria nelle due successioni maschili.
L’avvitamento è altamente significativo, poiché suggerisce il ribaltamento delle sequenze planetarie secondo gli schemi alternativi dello stesso e dell’altro sistema e consente di estendere, anche al Sole ed alla Luna, l’originaria affermazione di Lisa Morpurgo, riferita a Saturno ed Urano, “…i due simboli di morte….possono ripresentarsi, grazie al misterioso capovolgimento delle esaltazioni, come nucleo centrale di un nuovo processo di vita”17.
Le due successioni di ciascun sistema, come è ovvio, ripropongono l’opposizione tra gli elementi secondo lo schema Fuoco-Aria e Terra-Acqua. Le due successioni AF/BF e AM/BM – gli zodiaci paralleli – presentano tra i segni il rapporto Fuoco-Acqua e Terra-Aria, già evidenziato dall’avvitamento dei controluminari.
Nelle due successioni AM/BF e AF/BM – gli zodiaci speculari – i segni mettono in rilievo l’ulteriore rapporto Fuoco-Terra e Acqua-Aria.
Il parallelismo e la specularità dei segni ci consentono, dunque, di rinvenire tra i due sistemi, l'intera gamma delle possibili relazioni di ciascun elemento con gli altri tre.
L’avvitamento dei controluminari, a questo punto, diventa addirittura parlante, poiché se confrontiamo le successioni AM/BF e AF/BM, e soltanto in questo caso, è possibile ritrovare la corretta successione degli elementi e dei segni nei quattro zodiaci.

Dal Sole-Ariete-Fuoco AM a sinistra, passiamo al Toro-Terra BF a destra, proseguendo sotto, in basso a destra, con i Gemelli-Aria BF e poi con i Pesci-Acqua AM abbiamo le sequenze Fuoco-Terra-Aria-Acqua e Ariete-Toro-Gemelli-Pesci che ci riconducono allo zodiaco AM.
Se la stessa sequenza viene letta partendo dal Toro-Terra BF a destra passando all’Ariete-Fuoco AM a sinistra e proseguendo sotto, in basso a sinistra, con i Pesci-Acqua AM fino ai Gemelli-Aria BF, avremo le sequenze Terra-Fuoco-Acqua-Aria e Toro-Ariete-Pesci-Gemelli, riconducibili allo zodiaco BF.
Partendo, invece, dai segni dei controluminari Bilancia e Scorpione potremo ritrovare le sequenze degli zodiaci AF e BM. La stessa procedura, applicata alle successioni AF/BM, ci porterà a ritrovare, partendo dai luminari, gli zodiaci BM e AF e, partendo dai controluminari, gli zodiaci BF e AM.
L’avvitamento dei controluminari ci dice, dunque, effettivamente, che i simboli di morte in uno zodiaco diventeranno i semi della vita di un altro ciclo zodiacale di sesso opposto e che il messaggio, racchiuso nel nostro come in ogni zodiaco, può essere decifrato, soltanto, attraverso la memoria dei due sistemi “A” e “B”, che ne rappresenta una parte costitutiva.




1
Lisa Morpurgo nella 5ª puntata de Il lungo cammino, (Ricerca ’90 n. 21/1995) ha evidenziato come il presentarsi dello zodiaco in forma speculare costituisca una traccia rivelatoria importante per la scoperta dell’esistenza degli altri zodiaci. Il concetto di specularità, che sarà sviluppato nel testo, sta a indicare sostanzialmente l’unità dei quattro zodiaci A e B che consente, al tempo stesso, l’esistenza di ogni zodiaco e della struttura complessiva dei due sistemi. Con il termine di specularità verrà individuato anche un rapporto ulteriore, mai ipotizzato da Lisa Morpurgo, tra i pianeti e i segni dei quattro zodiaci a partire da alcuni principi del codice.
2 Cfr. G. Moretti , Gli antipodi - Avventure letterarie di un mito scientifico, Pratiche Edizioni, Parma 1994.
3 Cfr. F. Boll, C. Bezold, W. Gundel, Storia dell’astrologia, Laterza, Bari 1985, p. 9 e G. Pettinato, La scrittura celeste, Oscar Mondadori, Milano 1999 alla p. 64, nella citazione da Diodoro Siculo si dice a proposito di Saturno “… quello che dai Greci è chiamato Crono… lo chiamano «astro del sole».”.
4 Cfr. R. Klibansky, E. Panofsky, F. Saxl, Saturno e la melanconia, Einaudi, Torino 1983, p.132.
5 Cfr. Gli antipodi op. cit. pag.72.
6 Cfr. M. Rigon, Tracce dello zodiaco matriarcale nei miti, XIII° Congresso di Studi Astrologici diretto da Lisa Morpurgo, Riccione 1993.
7 Cfr. L. Morpurgo, Il convitato di pietra, Sperling & Kupfer, Milano 1979, in particolare il capitolo VI “Il messaggio” e Macbarath, Longanesi, Milano 1975. Sull’origine extraterrestre di antiche civiltà, come quella sumerica, ipotizzata a partire da una lettura alternativa dei reperti archeologici e delle fonti letterarie, vedi il bellissimo, suggestivo e suggestionante libro di Z. Sitchin, Il pianeta degli dei, Piemme, Casale Monferrato, 1998.
8 Cfr. A. Quinzi, La riproduzione dei due sistemi “A” e “B” e il codice astro-genetico, XI Congresso di Studi Astrologici diretto da L. Morpurgo, Riccione, 1991.
9 Cfr. L. Morpurgo, Lezioni di astrologia. La natura dei pianeti , Longanesi, Milano 1986 p. 33 e p.86.
10 Ibidem, p.189.
11 Ai possibili rapporti tra i suddetti pianeti, diversi dal parallelismo e dall’opposizione, come pure a valenze simboliche ulteriori rispetto a quelle note si è accennato in A. Quinzi, L’origine dell’universo e le sue tracce nel codice astrologico, relazione presentata alla Prima Giornata di Studi in memoria di Lisa Morpurgo (Milano 20/05/2000).
12 Cfr. L. Morpurgo, Introduzione all’astrologia, Longanesi, Milano 1972, p. 356 e p. 363.
13 Nel grafico ai pianeti in trasparenza nei segni A e B è stato attribuito il numero con il quale essi sono esaltati nello Zodiaco dello stesso sesso appartenente al sistema opposto. La scelta consegue a quanto affermato da Lisa Morpurgo ne Il Lungo Cammino (puntata n. 5) op. cit “E allora possiamo dire che osservando Leone e Cancro dello Zodiaco maschile A noi vediamo solo una faccia senza nuca mentre osservando Leone e Cancro dello Zodiaco femminile A noi vediamo una nuca senza faccia. Tale ragionamento si aggiunge ai molti altri messaggi martellanti che ci avevano segnalato l’incompletezza dei due Zodiaci A.... E sembra ovvio supporre che la nuca dello Zodiaco femminile A sarà completata dalla faccia dello Zodiaco femminile B, mentre la faccia dello Zodiaco maschile A sarà completata dalla nuca dello Zodiaco maschile B.”
14 Per l’associazione Saturno-Atena cfr. La natura dei pianeti, op. cit. e L. Morpurgo, Lezioni di astrologia. La natura dei segni, Longanesi, Milano, 1989; vedi inoltre Tracce dello zodiaco matriarcale nei miti op. cit.
15 La nozione di Grande Dea è mutuata dagli studi di Marja Gimbutas sulle culture matristiche del Paleolitico, nelle quali il ruolo svolto dalla divinità femminile dominante non ricalcava affatto, in modo esclusivo, le funzioni materne e riproduttive, ma si identificava con il processo stesso della vita e della morte nella natura.
16 Cfr. Il convitato di pietra, op. cit. p.129.
17 Ibidem p.134.



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