LA ROTTA DI ULISSE

 


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Introduzione ai transiti planetari

di Massimo Michelini

Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: in astrologia – come in tutte le mantiche – non esiste l’arte o la scienza della predizione perfetta. Chi afferma il contrario o è pazzo o è disonesto e accampa perciò doti di veggenza impossibili da possedere davvero. Perché nemmeno gli autentici veggenti, rarissimi, non sanno e non possono prevedere tutto, non è umano. Solo un’entità superiore – ammesso possa esistere – ha o potrebbe avere una visione complessiva degli anni a venire, del tempo venturo che attende ciascuno di noi. Gli altri, gli astrologi che non sono Dei o chi comunque interroga il futuro per sapere cosa accadrà, fanno quello che possono per individuare quanto succederà domani o dopodomani.
Ciò nonostante in un tema natale è implicito non solo il carattere di una persona, ma anche il suo futuro (come del resto il passato, molto più verificabile in quanto si può appurare con il diretto interessato cosa gli accadde, o cosa ricorda).
Se riuscissimo infatti ad andare costantemente oltre quello che percepiamo nella nostra esistenza quotidiana ci accorgeremmo che l’oggi è il frutto dell’ieri e il seme del domani. Tutto ha una logica conseguenza e nulla accade per semplice caso ma neppure per mera volontà dell’individuo, che pure hanno una parte non quantificabile nella sua vita.
Se però non ci perdiamo in speculazioni filosofiche e cerchiamo di rintracciare questi concetti complessi attraverso la rappresentazione grafica delle posizioni planetarie di un tema natale possiamo affermare con minori giri di parole che esso indica le potenzialità dell’essere che si evidenzieranno nel tempo.
Concetto più o meno accettato da chi “crede” nell’astrologia.
Il più è capire come si manifesteranno queste potenzialità e, soprattutto, quando. Ossia quella Venere nel tal segno quando troverà l’amore che ancora non ha? E quel Saturno smanioso di potere quando compirà un ulteriore passo nella scalata al successo? Domande che tormentano gli astrologi tutti, per il tentativo di comprendere e/o modificare la propria esistenza e anche perché i consultanti dichiarano di sapere come sono fatti e di volere invece conoscere il futuro che li attende, o meglio dichiarano di volerlo. Ma non si sa se sia vero oppure no.
Anni di esperienza mi hanno insegnato che la gente, l’utente “medio” dell’astrologo, ritiene di avere un quadro preciso della sua personalità ma spesso gli mancano molti tasselli importanti e, soprattutto, di rado mette in relazione il proprio modo d’essere e agire con ciò che gli capiterà. E attende che tu gli predica il grande amore, lo scatto lavorativo, o se masochista e ansiogeno attenderà la sentenza capitale sulla salute, sul lavoro, sugli affetti.
Ho inoltre la netta sensazione che comunque la predizione imperfetta (non quella perfetta), nel tempo o nella reale entità di quanto accade, tutto sommato rassicura il consultante perché lascia lo spiraglio a quello che comunemente viene definito libero arbitrio. Ossia se l’astrologo, colui che dovrebbe sapere cosa accadrà in futuro, sbaglia allora forse c’è la possibilità di mutare il corso del destino.
Anzi, qualcuno potrà continuare a dire che il destino non esiste e ce lo costruiamo noi con le nostre mani. Del resto non ho affermato io stesso poco fa che la volontà ha una parte nel nostro “destino”? L’ho scritto però per semplificare. Noi costruiamo sì gli anni a venire, con il nostro essere, volere, emozioni e azioni, ma non potremo plasmare il futuro a nostro piacimento, anzi ci sarà concesso di farlo solo e soltanto attraverso il filtro del nostro tema natale.
Per intenderci, se nasco Capricorno Capricorno sono e non potrò mai essere un Cancro. La durezza e caparbietà garantita dal segno natale farà infatti sì che io tenda a costruirmi l’avvenire attraverso la preparazione di una carriera, l’accumulo di beni, le scelte ponderate in base alla meta da raggiungere. Certo, qualche Capricorno ha un carattere del tutto diverso, ma se guardiamo il suo tema natale capiremo il perché, magari perché ha un Saturno, Urano o Marte problematici o difettosi.
Come pure, se sappiamo leggere le effemeridi, potremo scorgere anche quando riuscirà a compiere il suo percorso senza ostacoli, quando si ammalerà o si innamorerà.
Non dimenticando mai al tempo stesso che un tema natale è in qualche modo unidimensionale e non può essere valutato a sé stante, visto che ciascuno di noi, se pure è una specie di monade, deve interagire per forza con il mondo esterno, le persone, le circostanze, gli eventi storici, sociali ed economici. Persone e circostanze capaci di influenzare o modificare alla radice gli anni a venire della persona di cui vorremmo capire il futuro.
Forse anche per questo, ma non solo per questo, la conoscenza del futuro di una persona, e probabilmente anche il suo carattere, non sarà mai assoluta, ed è giusto sia così.
Provo a spiegarmi, certo di non poter dare una spiegazione definitiva al mistero della vita, e dell’essere.
Per curiosità ho controllato su Google quanti bambini nascono ogni giorno, e sono rimasto quasi senza parole. Nel 2011 secondo l’ISTAT in Italia sono venuti alla luce circa 1495 bebè al dì, ossia intorno a 61 ogni ora, ovvero circa uno al minuto. Nel mondo, ma qui il calcolo è più difficile a causa dei paesi del terzo mondo maggiori “produttori” di nuove vite, nei quali però i servizi anagrafici sono molto carenti, sarebbero circa 432.000, ossia più o meno 4-5 al secondo.
È quindi certo e assodato: è impossibile che a tutti i nati in quel determinato momento capitino sempre le stesse cose, e negli stessi tempi. Ma può capitare pure per chi è nato nel medesimo istante che si abbiano sembianze o carattere assai simili. Come pure talvolta accadono eventi di devastante sincronicità. La cronaca anni fa riportò il caso di due treni che si scontrarono tra di loro, causando la morte dei macchinisti, nati, guarda caso, lo stesso giorno, mese e anno. Non nello stesso minuto, d’accordo, ma penso fosse sufficiente l’essere nati a poche ore di distanza.1
E non sottovalutiamo che ci saranno pure altri elementi a fare le differenze: quella di sesso, con una maggiore o minore importanza della Luna o del Sole per la definizione di sé, se mi si consente la semplificazione. Un uomo non è una donna, e viceversa.
Quella geografica: nascere in Lapponia o in Gabon, pur se nello stesso istante, non è la stessa cosa, e non solo per la differente domificazione di un tema natale.
Quella sociale e culturale, non vanno dimenticate nemmeno loro: nascere in una famiglia di professori universitari o di analfabeti produce attese molto differenti nell’ambiente circostante come pure crea occasioni differenti.2
Quella genetica, e non mi dilungo nemmeno tanto è palese: uno svedese e un aborigeno nati nello stesso momento non avranno mai lo stesso colore della pelle, anche se è quasi certo abbiano forti o fortissime analogie caratteriali.
Va detto però che nel tema natale molti di queste elementi sono comunque parzialmente rintracciabili, se non nella quantità nella modalità di espressione. Ad esempio potremo individuare le attese della famiglia d’origine rispetto all’educazione di un figlio e il suo status culturale di origine, attraverso l’analisi delle case quarta e quinta (per semplificare). Se sapremo cogliere le attese, non comunque capire se si tratta di una famiglia di ignoranti o di intellettuali d’assalto. Il principe e il povero nacquero appunto nello stesso giorno, eppure uno era figlio di nobili, l’altro di morti di fame.
Resta quindi una parziale incapacità a leggere il destino del singolo, e questo viene sempre a favore della nostra salute mentale, visto che non sappiamo davvero MAI cosa ci accadrà, almeno nel dettaglio. E ci sbattiamo di conseguenza credendo di poter costruire la nostra vita.
Per tornare all’argomento principale di questo scritto, non si può nemmeno negare che parte dell’astrologia, anche quella seria, sia previsionale, se si intende questa sua branca non come una sorta di divinazione ma come un tentativo di capire gli sviluppi di un tema natale con il progredire degli anni. Del resto quasi ogni scienza ha un suo lato in qualche modo predittivo. Senza scomodare la sismologia, la medicina ad esempio si occupa del corpo che può deteriorarsi, cercando di prevedere attraverso quali interventi farmacologici o di altro tipo si può porre rimedio a un dato problema fisico.
Certo l’astrologia non può sanare danni di vario tipo, ma anche la psicologia, tanto per fare un esempio, si limita a capire e a far capire a chi ha un problema quale esso possa essere. Indirizzandolo quindi in qualche modo verso la sua soluzione.
Prima di iniziare a trattare con dovizia di particolari dei transiti specifici delle varie forze planetarie, di cui parleremo dal prossimo mese, è necessaria una lunga premessa teorica per fornire le corrette istruzioni per l’uso.
Anzitutto le uniche previsioni valide sono quelle fatte per il momento della nascita del singolo, meglio se l’ora di nascita è precisa. Gli oroscopi generici, compresi quelli del mio sito, hanno per forza di cose una attendibilità relativa. Come si è detto infinite volte, il tema natale rappresenta appunto una sorta di DNA con una sorta di sequenze planetario-zodiacali incastrate in un determinato modo tali da far sì che noi possediamo un carattere amabile o scontroso, abbiamo problemi sessuali oppure siamo erotomani, siamo inappetenti o ci nutriamo all’eccesso, e così via. Quelle sono appunto predisposizioni, una sorta di struttura che sostiene il nostro Io, non importa quale esso sia, che però avverte in ogni singolo istante il movimento della vita. Predisposizioni che potranno essere favorite o ostacolate a seconda dei transiti dei pianeti rispetto al tema natale stesso.
I dieci pianeti noti impiegati in astrologia risulteranno quindi i punti riceventi rispetto allo spostamento di se stessi e degli altri corpi celesti. Come ho scritto infinite volte  seguendo gli studi di Lisa Morpurgo, i pianeti devono essere dodici ma, nonostante siano stati individuati oltre Plutone molti possibili candidati a ricoprire il ruolo di X e Y, ancora non c’è certezza su di essi. Preferisco perciò utilizzare solo il certo e verificato.
Ricordo inoltre che nell’astrologia morpurghiana non sono contemplati elementi spuri e a mio avviso assai discutibili quali Lune Nere, nodi lunari, Lilith, Chirone, punti di fortuna o massima sfiga e non so che altro. Come pure va detto che le stelle fisse sono analizzate solo dall’astrologia classica. Invito pertanto – certo che comunque molti distratti non si accorgeranno di quanto ho appena scritto – a non continuare a pormi domande rispetto a quello che non rientra nel mio schema, il solo rispetto al quale posso confrontarmi.
Allo stesso modo rammento gli aspetti planetari impiegati nell’astrologia morpurghiana, ossia congiunzione, sestile, quadrato, trigono e opposizione, oltre al blando e quasi impercettibile semi-sestile. Quinconce, sesquiquadrato, yod e non so che altro sono impiegati nell’astrologia classica e nemmeno da tutti coloro che la praticano, mi pare, oltretutto con effetti assai contraddittori almeno a quanto spesso scrive chi li impiega. A mio avviso li utilizza soprattutto chi, non sapendo come interpretare certi fenomeni, rimescola le carte del mazzo per trovare a tutti i costi una spiegazione.
La positività e negatività si forma infatti tra segni di elementi simili o affini. Ad esempio il trigono, con lo stesso elemento, o il quadrato tra elementi contraddittori. La positività di un transito planetario quindi – come del resto appare anche nella costruzione del carattere rappresentato dal tema natale – viene quindi rappresentata se certe tendenze natali sono rafforzate oppure frenate.
Va aggiunto che non si tratta solo di questioni caratteriali, ma il transito – non importa se  positivo o negativo – procura anche eventi di un certo tipo. Ad esempio, un transito negativo di Urano rispetto a Marte potrà provocare a chi lo subisce un qualche tipo di incidente, mentre un transito positivo di Giove o Saturno rispetto alla Luna o a Venere di un uomo potrebbe portare un incontro affettivo importante. O ancora un transito sul Mercurio potrebbe recare qualche evento che riguarda figli, fratelli, mobilità e socievolezza del soggetto, limitanti rispetto a queste situazioni se il transito è negativo, rafforzanti se positivo.
Va detto inoltre che l’orbita di transito di un pianeta va molto ridotta rispetto agli aspetti radix. Faccio un altro esempio: se una congiunzione natale c’è se la distanza tra i due pianeti coinvolti è al massimo di 10 gradi, per il transito va ristretto assai. Ossia si avrà una congiunzione fino a 2 gradi di tolleranza, non importa se prima o dopo. Dunque se abbiamo una Luna a 7 gradi del Toro, il passaggio di congiunzione di un pianeta ci sarà dai 5 ai 9 del Toro, sessantesimo di grado in più o in meno. Certo qualcuno allarga un po’ le tolleranze, e questo accade anche per gli aspetti radix, ma più il transito è preciso e più è avvertibile. Secondo la mia esperienza poi, il transito è nettamente più forte quando il pianeta transitante è in arrivo, mentre scema appena lo supera. Ossia rispetto sempre  all’esempio riportato, il transito sarà molto forte soprattutto quando il pianeta di passaggio è tra i 5 e i 7 gradi, oltre lascerà soprattutto il ricordo, non fatti precisi.
A meno che un altro pianeta venga a dar man forte al pianeta in movimento. Ad esempio, supponiamo che Giove sia in transito sulla ipotizzata Luna in Toro. Per una donna potrebbe essere il momento giusto per una gravidanza. Immaginiamo però che a distanza di pochi giorni arrivi Marte in aspetto negativo alla Luna, che so dall’Aquario. Potrebbe essere il caso di un aborto precoce, magari nemmeno registrato dalla donna come può accadere. Per cui un transito potrebbe favorire, un altro bloccare o danneggiare.
Senza arrivare a esempi estremi, comunque possibili, ricordiamo quanto è complessa la vita, e spesso tutt’altro che unilaterale. Così potremo avere un amore travolgente, magari ostacolato da difficoltà pratiche o di altro tipo, e potremo registrare transiti “misti” nei temi natali delle persone.
Come accennato in precedenza poi non si dovrebbe tralasciare l’analisi delle altre persone coinvolte in un fatto di un dato tipo. Con l’avvertenza che si trovano sovente delle belle sorprese. Ad esempio spessissimo nella nascita di un amore i transiti lo segnalano solo nel tema natale di uno dei due protagonisti, non in entrambi. Quasi sempre chi ha questo tipo di transiti sarà quello tra i due che traina la storia, mentre l’altro si siede in carrozza e si fa portare a passeggio, magari pure con grandissima soddisfazione.
Mi è pure accaduto di recente di verificare in una separazione amorosa transiti chiarissimi solo nel tema di chi veniva lasciato, mentre chi lasciava perché si era innamorato di un’altra non aveva uno straccio di transito serio di alcun tipo. Nonostante interrompesse una storia serissima in grado di cambiargli la vita, abbracciando per contro il nulla di un’avventura dall’incerto futuro.  
In entrambi i casi però un certo tipo di “destino”, anche affettivo, è individuabile con facilità nel tema natale, ma è mancato paradossalmente il transito giusto perché quel destino si compisse.
Va detto che secondo la mia esperienza alcuni temi natali rispondono moltissimo ai transiti, altri meno o non sempre. Questi ultimi sono una minoranza, per carità, ma pure ci sono. Non potendo però credere al caso, suppongo che qualcosa – o tanto – sfugga alla nostra conoscenza. Non sappiamo molte cose, e credo sia giusto così.
Per quel che riguarda le varie tecniche previsionali, mi pare banale ricordare che la scuola Morpurgo impiega soltanto i transiti. Il motivo è stato ribadito più volte dalla Morpurgo stessa, e non resta che impiegare le sue parole:
“ (…) sono costretta a spendere due parole su certe tecniche che si sono sviluppate come surrogato dei transiti, ossia la rivoluzione solare, le direzioni primarie o secondarie (…) Personalmente non ci credo e, dopo ripetute esperienze, non ho mai ottenuto la benché minima prova della loro validità”.3 E veniamo alle regole generali per i transiti.
I transiti importanti, quelli che possono modificare la vita nel bene o nel male, sono quelli dei pianeti lenti, capaci di costruire o distruggere. Da Saturno in su, tanto per intenderci.
Da Giove in giù possono invece darti il periodo buono o cattivo, il momento o la settimana storta, ma di rado sono in grado di creare effetti duraturi, a meno che sottolineino o smorzino altri transiti più significativi, oppure che il pianeta in questione formi un anello di sosta, più o meno lungo.
Faccio un esempio molto personale, testato più e più volte negli ultimi tempi. Da qualche mese infatti il mio Sole, a 9’50’’ della Bilancia è bersagliato da Plutone in Capricorno e attira verso di sé anche le negatività di Urano in Ariete, che pur avendo solo da poco raggiunto la tolleranza concessa ai transiti (i due gradi) colpiva il mio Sole “grazie” al quadrato celeste tra Plutone e Urano stesso. Ossia si è allargato in qualche modo il campo della negatività: se Plutone è davvero negativo al Sole, la sua negatività con Urano si rifletteva anche sul Sole prima che Urano lo colpisse davvero.
Allo stesso modo quando passano i pianeti veloci, dalla Luna in su, la negatività di Plutone viene accentuata. Specialmente quando l’aspetto si sta formando, mentre appena supera il Sole, l’influsso nefasto si smorza.
Questo per fortuna non funziona solo in negativo ma anche in positivo. Così ad esempio se ho un pianeta a 11 gradi del Toro o della Vergine, beneficato in questo mese da Plutone in Capricorno, quando un pianeta passerà intorno a quei gradi in Capricorno stesso in Toro o in Vergine godrò ancora di più delle spinte positive. Magari in quel momento capiterà anche un evento ben preciso, e più che positivo, come pure con doppi transiti negativi è probabile che succeda qualcosa di sgradevole.
Ci sono poi i transiti misti, in cui uno o più pianeti sono a favore e uno o più pianeti sono contro. Di solito creano periodi molto intensi in cui quasi sempre si saprà reagire a difficoltà di varia natura ed entità anche grazie a qualche evento favorevole. Ad esempio in un momento di problemi economici potrebbe arrivare un prestito disinteressato da parte di un amico o parente. Ossia l’evento negativo (in questo caso l’affanno finanziario) c’è ma non si affonda nelle difficoltà.
Non va dimenticato poi il passaggio dei vari pianeti nelle case, indipendentemente dal fatto che formino oppure no aspetti con i pianeti radix. Ossia un Sole, una Luna eccetera eccetera di transito – puta caso – in terza favorirà (almeno sulla carta perché solo il tema nel suo insieme potrà indicare come davvero verrà vissuto il transito) le simbologie proprie della casa. Ossia ci si potrebbe spostare – o avere voglia di farlo – avere contatti con conoscenti, fratelli, coetanei, zii e cugini, essere più curiosi del solito e così via.
Visto però che non si formano aspetti con pianeti radix non accadranno fatti precisi, ma in qualche modo si avrà un clima di un certo tipo. Spesso poi non si fa sufficiente attenzione a questo clima, proprio perché non ci sono fatti precisi. Eppure magari è proprio grazie a quel Sole o a quella Luna che si ha maggior voglia di muoversi e conoscere. Ovviamente non trascurando quello che dice il tema natale, perché se ad esempio suggerisce una scarsa socievolezza ma un amore per gli spostamenti maggior peso avrà quest’ultimo settore, partendo come sempre da quel che suggerisce il tema natale. perché sempre da lì si parte e in qualche modo lì si ritorna.
Tutt’altro discorso vale per i pianeti lenti4 perché la loro presenza nelle case potrà durare anni e anni e farà puntare l’attenzione del soggetto sulle simbologie della casa, amplificandone alcune per molto tempo. Ad esempio un Plutone in transito in terza porterà la voglia di conoscere gente estrosa e creativa, con la quale instaurare rapporti complici e divertenti. Se in quarta, l’attenzione sarà sui segreti di famiglia, o sulla necessità di coprire il marcio di qualche consanguineo. Si tratta però della “scenografia” di fondo di una vicenda esistenziale, all’interno della quale poi gli eventi ci saranno per il rapporto reale con i pianeti radix.
Prima però di chiudere questa introduzione e passare il mese prossimo all’analisi dei transiti dei singoli pianeti, vale forse la pena di “rubare” le parole riassuntive di Lisa Morpurgo sull’argomento:
“Come chiunque può immaginare, anche senza avere un particolare tema natale sotto gli occhi e le effemeridi alla mano, nessun aspetto  di transito si verifica isolatamente, ma assisteremo contemporaneamente a uno o più transiti di opposizione, a uno o più transiti di congiunzione, di trigono, o di quadrato. L’arte dell’analisi (poiché ancora non possiamo chiamarla scienza) consiste nel soppesare i vari elementi in gioco per trarne la valutazione più probabile. E qui dovremo ricadere in una casistica che ci ripugna non soltanto per la sua inevitabile cavillosità, ma anche perché tenderebbe a separare i transiti dalla analisi del tema natale facendone un capitolo a sé , uno strumento divinatorio, un espediente per ipotizzare il futuro, anziché inserirli nella visione totale di un’esistenza immersa nel Tempo”.5
Un po’ di casistica sarò costretto a farla ma non potrò mai essere davvero esaustivo, non si può esserlo su un argomento così complesso come i transiti. Tanto da volere chiudere  con versi molto amati di Paul Valery in merito appunto al futuro, a quel destino di cui non si comprende una beata cippa, per nostra fortuna: “Le grand don de ne rien comprendre à votre sort.»
Ne riparleremo poi…



1
I due sventurati erano Domenico Bianco e Enio Mazzocchetti nati il 30 aprile del 1952, il primo alle 22 e 30 a Napoli, il secondo alle 6 a Pescara. L’incidente avvenne il 14 settembre 2001 a Colle Isarco, Bolzano.
2 C’è un bellissimo romanzo di Mark Twain su questo argomento, Il principe e il povero, lo consiglio vivamente. Una storia di fantasia che stigmatizza però le analogie fisiche e caratteriali come pure le differenze legate alle diverse, estreme condizioni sociali di nascita.
3 Lisa Morpurgo, Lezioni di astrologia, La natura dei transiti, Milano 1992, pag. 176.
4 Si veda a tal proposito il mio studio Una fetta di vita.
5 Lisa Morpurgo, Introduzione all’astrologia e decifrazione dello Zodiaco, pag. 298, ed. TEA 2000.

massimomichelini1@virgilio1.it

1/05/2013


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