LA ROTTA DI ULISSE

 


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Le trasparenze planetarie, i segni e le case

L’individualità e la relazione organismo/ambiente
nella dialettica Ariete/Bilancia, Toro/Scorpione

Parte seconda

di Annamaria Quinzi

L’asse Toro/Scorpione, case seconda/ottava

Il Toro corrisponde a un individuo tranquillo, riflessivo (trasparenza esaltatoria Saturno B), dalla reattività secondaria, che detesta sprecare energie (caduta Sole B), a un edonista che ama vivere piacevolmente (Giove/Venere), possessivo, spinto ad accumulare beni nella convinzione di dover garantire risorse a sufficienza per sé e per i propri cari. Il Toro disdegna l’avventura, è prevedibile e trasparente nelle sue intenzioni, è pacato, segue i ritmi naturali, improntati al ciclo luce/buio.
Lo Scorpione, al contrario, è curioso, ha un’intelligenza sottile (esaltazione Mercurio A), ama sfidare la sorte, non è affatto prevedibile perché non lascia mai trasparire cosa ha in mente (Plutone/Mercurio) è coraggioso (trasparenza esaltatoria Sole B), ha bisogno di mettersi alla prova, di muoversi, di esplorare nuovi territori e/o dimensioni, di una dose costante di stress. La descrizione astrologica del Toro e dello Scorpione delinea due tipologie basilari di comportamento, opposte ma complementari, entrambe necessarie all’evoluzione della vita, che possono combinarsi tra loro, presentandosi con accentuazioni diverse negli individui e, al tempo stesso, trovano una sostanziale corrispondenza con le tradizionali nozioni di chiusura nell’ambiente e di alienazione dal territorio, riferite alle cosignificanti case IIª/VIIIª.
La trasparenza esaltatoria di Saturno B spiega, secondo Lisa Morpurgo, l’avidità possessiva del Toro mentre quella del Sole B in Scorpione indica «... l’idea della morte come resurrezione e come transito – letterale – verso una miglior vita che sarebbe quella dei sistemi B.»1
Nel Toro X, Venere e Giove, descrivono «... il ventre fecondato che si dilata nella gravidanza...»2 trasformato, dalla trasparenza di Saturno B, nel simbolo del potere, esclusivamente femminile, di dare la vita e di garantire la perpetuazione della specie (X/principio di invarianza e Saturno B)3, mentre nello Scorpione il Sole B, unito a Plutone/Marte, corrisponde al ruolo, meno evidente, quasi occulto, della fecondazione maschile nel processo riproduttivo.4
X, Giove e Saturno B, in domicilio ed esaltazione nel Toro, indicano, in modo netto, il potere assoluto e divorante della donna sul figlio (Mercurio in caduta A) che, nascosto nel grembo, si comporta in modo aggressivo ed invasivo (Marte/Plutone nello Scorpione opposto), come un parassita nei confronti dell’utero che lo accoglie.5  
La placenta/Giove è un organo comune alla madre e al feto,6 costituito, in parte, dalla superficie dell’utero/X, l’endometrio, una sorta di “territorio” dove il feto – percepito dal corpo materno come un intruso a livello immunologico – è radicato, tramite il cordone ombelicale, al pari di una pianta. Sulla placenta/Giove convergono le immagini inconsce della relazione psicobiologica madre/feto, nelle forme angosciose dell’inglobamento orale (Giove/Toro) o dell’intossicazione patogena (Nettuno/Bilancia), espressive delle percezioni – correlate alle dialettiche simboliche espellere/trattenere (Toro/Scorpione) o invadere/essere invasi (Ariete/Bilancia) – che l’organismo materno e quello fetale hanno l’uno dell’altro rispetto alla fisiologia della gestazione.7
Lo sviluppo del feto va di pari passo con quello della placenta/utero/territorio, oggetto di completa conquista solo nell’imminenza della nascita, pertanto la relazione tra il feto e la placenta costituisce il prototipo del rapporto organismo/ambiente, una valenza simbolica che, secondo la prospettiva dell’astrologia complessa, è riferita alla IIª casa in modo preponderante ma non assoluto.
Se l’Ariete segna, col primo respiro (Y) l’ingresso del neonato nell’ambiente esterno, mentre lo Scorpione indica l’inizio della vita dell’embrione (Sole B) che, nelle prime frenetiche divisioni cellulari, non è ancora distinto dai tessuti che formeranno gli annessi placentari, la nascita e il concepimento si identificano con le fasi iniziali di due diverse relazioni organismo/ambiente non riconducibili alla IIª/Toro.8
La nozione di ambiente può indicare varie realtà, collegate ed interagenti tra loro – dal DNA, alle comunità cellulari dell’organismo, alla nicchia ecologica tipica di ciascuna specie – che si relazionano, di volta in volta, con un’individualità ben definita.
«Gli ambienti esistono a molteplici livelli. Così per un singolo pezzo di DNA l’“ambiente” è tutto il resto del DNA contenuto nel genoma, più il sistema metabolico cellulare che lo circonda, proteine, enzimi, ioni, acqua.... Per una cellula di un organismo pluricellulare.... l’ambiente, costante o meno, è dato dalla regione interna in cui essa è collocata o dalle cellule adiacenti, dalle molecole segnalatrici, dal flusso sanguigno e dai liquidi extracellulari. Per gli organismi, l’ambiente è costituito dal mondo biologico e fisico in cui essi si muovono – e per gli esseri umani anche dal mondo sociale, culturale e tecnologico».9
Il primo riferimento all’ambiente relativo ai segni Toro/Scorpione, rimanda alla riproduzione della vita come evento cosmico, di cui l’asse Ariete/Bilancia offre, nel ciclo zodiacale AM, la versione elaborata a livello psicologico/culturale. È importante, tuttavia, ricordare che se lo Scorpione e l’VIIIª casa si legano alla morte – il prezzo evolutivo da pagare per la riproduzione sessuale – la IIª casa e il Toro non si identificano affatto con la vita, simboleggiata dalla Vª/Leone.10
Le quadrature della Vª casa/Leone con la IIª/Toro e l’VIIIª/Scorpione suggeriscono che il rapporto tra la vita e la morte non è di contrapposizione ma di reciproca interazione, difatti se l’individuo non si nutre a sufficienza (Toro) o muore troppo presto (Scorpione) non può riprodursi, perpetuando la vita (Leone). La morte dell’individuo, inoltre, ha poca importanza rispetto alla vita della specie, assicurata non solo dalla riproduzione (Leone) e dalla morte dei singoli (Scorpione), ma anche da una dimensione ambientale complessa, non coincidente del tutto con l’habitat o nicchia ecologica identificabile con la IIª casa/Toro.
«Tra i viventi, la costruzione della nicchia, definita come “il processo grazie al quale gli organismi, attraverso il metabolismo, le loro attività e le loro scelte modificano la nicchia propria e/o di altre specie”, costituisce probabilmente più la regola che l’eccezione. Gli organismi tendono a creare una «eredità ambientale» in grado di facilitare o render possibile la sussistenza delle generazioni successive....»11
La costruzione della nicchia, assimilata alla creazione di un’eredità ambientale per i discendenti, trova una corrispondenza astrologica evidente con il simbolismo del Toro e della IIª «...la casa dell’habitat naturale che ciascuno trova attorno a sé al momento della nascita...»12 contrapposto, nell’VIIIª casa, allo sradicamento da tale habitat, associato alla morte.13 L’espressione “alienazione dal territorio”, ricorrente a proposito dell’VIIIª/Scorpione, può essere, pertanto, riferita a ciò che non fa parte dell’immagine di stabilità che ogni specie ha di sé stessa, strettamente dipendente dalla sua nicchia evolutiva.14
La IIª casa richiama, inoltre, la chiusura nel territorio15 la mentalità conservatrice e il bisogno di sicurezza economica, mentre l’VIIIª è nomade, aperta alle sfide mentali e oppone alla smania di possesso del singolo un limite “collettivo” o politico correlato all’analoga pretesa altrui.16
La nicchia di ciascuna specie fa parte di un’entità più vasta, l’ecosistema, costituito da fattori abiotici (il clima, l’assetto geologico, il suolo, l’aria, le componenti inorganiche) e da fattori biotici (i microrganismi, le piante, gli insetti e gli animali di specie diverse). L’ecosistema è una sorta di comunità naturale, non sovrapponibile al clan/specie, che costituisce in nuce una collettività “politica”.17
Nello zodiaco AF la IIª casa corrisponde allo Scorpione, mentre nel sistema B i segni Ariete/Bilancia coincidono con l’asse IIª/VIIIª, circostanze che, unitamente alle trasparenze, comportano, nell’ottica dei due sistemi A e B, la necessità di considerare, globalmente, i quattro segni e le case corrispondenti sia nello studio della relazione organismo/ambiente che nella descrizione complessiva dell’ecosistema.
L’ecosistema, quale comunità composta dalle nicchie di varie specie vegetali e animali – del tutto simile a una società in cui i cittadini occupano un posto ben definito – consente di spiegare agevolmente il riferimento al territorio e alla comunità comune alla IIª e all’VIIIª casa.
Nella casa IIª il territorio corrisponde alla “nicchia ecologica” e la comunità alla specie che la occupa (per traslato abbiamo il clan familiare); nell’VIIIª casa il territorio e la comunità corrispondono, rispettivamente, all’insieme delle nicchie presenti nell’ecosistema e alle varie specie che le occupano.
Gli scienziati distinguono tra “nicchia realizzata”, comprendente lo spazio fisico effettivamente occupato da una specie e il ruolo assunto dalla stessa nell’ecosistema e “nicchia fondamentale”, intesa come la porzione virtuale di spazio che può soddisfare le esigenze vitali e riproduttive di una specie; rispetto a tale distinzione è interessante il concetto di “nicchia stagionale” riferito alle specie migratorie, anche se, in questo caso, abbiamo, in effetti, una serie ciclica di “nicchie realizzate”.18 A livello astrologico potremmo ipotizzare che la “nicchia realizzata” corrisponda al Toro e la “nicchia fondamentale” alla Bilancia, ipotesi che rispecchierebbe la coincidenza dei due segni con la IIª casa negli zodiaci AM e BM e, poiché la nicchia di ciascuna specie può modificarsi nel corso del tempo, (come suggerisce la dialettica nicchia realizzata/nicchia fondamentale) renderebbe la trasparenza di Nettuno B in Bilancia molto significativa. La nicchia stagionale, associata alle migrazioni evoca, invece, il nomadismo dello Scorpione/VIIIª casa e ci porta a considerare, nell’ottica dei due sistemi A e B, anche il segno parallelo Ariete: le esaltazioni di Mercurio A in Scorpione e di Y B in Ariete indicherebbero, pertanto, lo spostamento fisico da una nicchia all’altra e il carattere stagionale della migrazione.19
La nicchia ecologica di una specie è associata alla durata e alla stabilità (esaltazioni di Saturno B e Giove A in Toro) poiché garantisce le condizioni di sopravvivenza per la prole e, quindi, l’espressione del principio di “invarianza riproduttiva” riferito a X. La nicchia può essere, dunque, considerata, da questo punto di vista, quale possesso esclusivo di una specie; difatti l’introduzione, nella nicchia, di una specie alloctona scatena una vera e propria competizione con la specie autoctona.20
Le risorse della nicchia dipendono, tuttavia, dalle complesse interazioni energetiche dell’ecosistema così che per ciascuna specie il possesso della nicchia risulta esclusivo (Toro/IIª casa) soltanto in apparenza, essendo limitato e dipendente dalla dimensione comunitaria o “politica” (Scorpione/VIIIª) dell’ecosistema.
Nella misura in cui ciascuna nicchia si inserisce nella rete dell’ecosistema e ne fa parte, la contrapposizione tra possesso esclusivo e dimensione comunitaria nella produzione e nell’utilizzo delle risorse viene ad attenuarsi se non a cadere, come accade nella relazione aggressività/coesistenza tipica dell’asse Ariete/Bilancia Iª/VIIª: Ecco perché l’opposizione tra la casa IIª e l’VIIIª appare poco drammatica, circostanza spiegata da Lisa Morpurgo, sul piano astrologico, con il fatto che le due case sono occupate soltanto da pianeti laterali.21
Nell’VIIIª/Scorpione «.... troviamo... prima di tutto la politica, ossia l’organizzazione della polis, della città come nucleo comunitario che costringe il singolo a rinunciare a parte dei suoi vantaggi personali a favore, appunto, della collettività...»22 tuttavia la politica e, in senso lato, l’amministrazione dei beni pubblici sembrano incongruenti rispetto alle cadute A e B di Giove/consumo di risorse e di Saturno/legge, mentre le esaltazioni A e B di Mercurio e del Sole, insieme a Plutone e a Marte, descrivono il politico come un individuo intelligente, astuto, poco incline al rispetto delle regole e a gestire i beni in modo oculato.
Dovremmo ipotizzare, dunque, che la politica e l’amministrazione della res publica, simboleggiate dall’VIIIª casa, come ampiamente dimostrato da una mole impressionante di casi empirici, e le leggi dell’ordinamento giuridico costituiscano due realtà ben distinte tra loro sul piano astrologico: si tratta di un’ipotesi che, a prima vista, sembra contraddittoria e paradossale mentre, in realtà, cela una sua logica.
Nell’ecosistema – quale prototipo di una comunità lato sensu politica – l’utilizzo delle risorse, corrispondente all’amministrazione dei beni collettivi, discende da meccanismi di autoregolazione o di retroazione negativa, derivanti dalle attività delle specie che ne fanno parte e dagli eventi negativi o positivi che possono incidere sulla loro sopravvivenza. Ogni specie cerca di sfruttare al meglio, secondo il suo istinto e le sue possibilità, le risorse disponibili ma, dal momento che tutte le altre si comportano allo stesso modo, ne derivano limitazioni reciproche e interazioni complesse che, paradossalmente, si traducono nell’equilibrio dell’ecosistema.
Nel corso del suo prodigioso sviluppo culturale l’uomo è diventato capace di sopravvivere in qualsiasi ambiente, alterando e superando i fattori naturali di autoregolazione degli ecosistemi e dell’evoluzione biologica.
Gli uomini erano organizzati, nel periodo paleolitico, in bande e tribù di cacciatori/raccoglitori sostanzialmente egualitarie, prive di una vera e propria organizzazione politica, che vivevano secondo le regole dell’ecosistema, praticando il nomadismo correlato al prelievo delle risorse spontanee. Le bande o tribù, fondate sulla divisione del lavoro tra i sessi, attribuivano un grande valore socio/culturale alla caccia e riconoscevano la leadership dell’individuo più abile, tipica di altre comunità di animali sociali come i primati o i lupi.23
La “rivoluzione agricola” del Neolitico ha segnato, circa 10.000 anni fa, la transizione della nostra specie ad un’economia di produzione basata sull’agricoltura e sull’allevamento, la conseguente formazione di insediamenti stabili, (Toro) l’inizio dei commerci, l’invenzione della scrittura e la nascita di una vera e propria organizzazione politica.
La politica, come struttura di governo (VIIIª/Scorpione) inizia, secondo la dialettica zodiacale, nel periodo neolitico con la creazione della polis (IIª/Toro), ossia nel momento in cui il surplus di risorse prodotte (Giove/Toro) diventa il volano di una forma di potere organizzato (Saturno esaltazione B in Toro)24 ma è evidente che nell’VIIIª casa troviamo simboleggiata la “politica” in tutte le sue forme, comprese quelle antecedenti la nascita della polis, così come nella IIª è presente la funzione di Giove/vista nelle declinazioni precedenti e successive alla comparsa dell’occhio.25
Se gli enormi cambiamenti del Neolitico hanno comportato, necessariamente, l’introduzione di leggi scritte (Saturno/Bilancia) per disciplinare i rapporti tra i singoli e il governo della res publica, essendo ormai inadeguati allo scopo l’imprinting istintuale della specie e le regole di autogestione degli ecosistemi, i primi politici saranno stati gli individui più abili nel trasformare le proprie capacità personali in uno strumento di potere.
Questa ricostruzione consente di spiegare varie caratteristiche dell’VIIIª casa e dello Scorpione dal miscuglio torbido di corruzione e di manovre al limite della legalità che, da sempre, rappresenta il lato oscuro della politica, al carattere eversore del segno26 fino alle doti del politico che spesso è astuto e poco trasparente.
La dialettica zodiacale evidenzia che i presupposti necessari e palesi della politica, come governo della polis, sono situati nella IIª/Toro, mentre le sue radici occulte, ancora evidenti nella psicologia dell’uomo politico, si collocano in ciò che precede la politica, ovvero nelle leggi naturali dell’ecosistema e dell’evoluzione.
L’uomo politico appare, ancora oggi, strettamente condizionato dalla psicologia del cacciatore/raccoglitore e risulta dotato, in misura particolarmente accentuata, della capacità di adattarsi alle circostanze esterne.
Gli uomini del Paleolitico riconoscevano al leader l’autorità per le sue doti personali, utili al gruppo fin quando non fossero superate da quelle altrui, senza attribuirgli un vero e proprio potere; al contrario i politici tendono, da sempre, alla conquista e alla conservazione del potere e, per questo, approfittano di ogni opportunità favorevole, sono astuti e machiavellici, badando al tornaconto proprio o del partito.
I due comportamenti presentano, secondo la teoria darwiniana, un evidente carattere utilitaristico che, nel politico, si accentua fino al punto da sovvertire le regole sociali e il modo di pensare dominante. Nella vita politica poiché i vari schieramenti si comportano in modo analogo, verrà a determinarsi un equilibrio simile a quello di un ecosistema; che questo si traduca poi nel benessere collettivo e nel rispetto delle leggi, come vuole la VIIª casa/Bilancia, dipenderà dalla correttezza personale dei politici e dalla loro maggiore o minore sensibilità etica ed istituzionale.27
I cicli vitali dell’ecosistema si reggono su di un equilibrio energetico in fieri o meglio sulla circolazione di energia e sulla sua trasformazione (esaltazioni Sole B e Mercurio A, domicilio Plutone/principio creativo in Scorpione) che avviene secondo due registri temporali, indicati da Y/tempo lento dei cambiamenti evolutivi (fattori abiotici/Y B28 in Ariete opposto a Nettuno B/principio di variazione in Bilancia) e da Mercurio/tempo rapido dei cambiamenti ecologici (Mercurio A/misura del consumo in Scorpione opposto a Giove A/produzione risorse in Toro).
La circolazione dell’energia a più livelli rappresenta l’elemento dinamico, trasformatore dell’ecosistema ed è associata ai segni paralleli Ariete/Scorpione (Ariete/Y/fattori abiotici; Scorpione/Mercurio/ tempo rapido/Plutone/fattori biotici/animali/), mentre l’elemento di stabilità che, paradossalmente, è necessario per la metamorfosi continua dell’ecosistema, garantendone la durata e l’adattamento è dato dai segni paralleli Toro/Bilancia (Toro/X/piante/Giove/cibo/sviluppo; Saturno/durata; Bilancia/Venere/coesione armonica/Nettuno/duttilità).
Le trasparenze B di Saturno in Toro e del Sole in Scorpione indicano, pertanto, sia le caratteristiche oggettive dell’ecosistema, ovvero il suo equilibrio dinamico tra stabilità e variazione, come pure le individualità ben precise che ne fanno parte, con particolare riferimento alle piante (X/Toro) e agli animali (Plutone/Scorpione) che, con le loro interazioni sono determinanti nella produzione dell’energia e delle risorse dell’ecosistema.29 Le piante (X/Toro) a partire dalle sostanze inorganiche dell’ecosistema e dalla luce fabbricano, attraverso la fotosintesi clorofilliana30 composti organici per nutrirsi, liberando ossigeno; le diverse specie di insetti e di animali (Plutone/Scorpione) distribuite ai vari livelli della piramide alimentare realizzano, concretamente, attraverso il consumo di risorse, l’ascesa dell’entropia, fenomeno dipendente non solo dalla dialettica esaltatoria A di Giove/Mercurio tra i segni Toro/Scorpione31 ma anche da quella B di Y/Nettuno tra l’Ariete e la Bilancia.
Giove/consumo di energia e Mercurio/accelerazione del tempo sono fattori che, come ha affermato Lisa Morpurgo ne Il convitato, determinano l’ascesa dell’entropia e rimandano al rapporto, esistente nell’ecosistema, tra le piante, artefici della sintesi clorofilliana e gli animali consumatori di risorse dal forte impatto ambientale.32
Su una scala più vasta Y, che indica i fattori abiotici dell’ambiente (fenomeni meteorologici, eruzioni, assetto geologico, ecc.) e Nettuno, inteso come diversificazione delle specie animali,33 instaurano un’ulteriore dialettica entropica; la diversificazione delle specie animali accelera, ovviamente nei tempi lunghi ipsilonici, l’entropia poiché finisce per modificare i fattori abiotici che, a loro volta, possono provocare profondi cambiamenti ambientali fino alle eventuali catastrofi, determinando le speciazioni. Se il progressivo consumo dell’energia (Giove/Toro) si traduce in un’accelerazione del tempo (Mercurio/Scorpione) anche la diversificazione delle specie animali (Nettuno) e i fattori abiotici (Y) sono legati da una relazione a feedback,che può determinare, a seconda delle circostanze, sia un rallentamento che un’accelerazione dei processi evolutivi.
Nella dialettica Toro/Scorpione le piante (X) e gli animali (Plutone) evocano, rispettivamente, le valenze simboliche di immobilità e stabilità contrapposte alla mobilità e alla precarietà. La chiusura nel territorio del Toro potrebbe avere come modello originario l’immobilità della pianta/X che si espande, colonizzando la quantità massima di territorio possibile, con un’oralità avida e possessiva nella quale è evidente una duplice trasposizione simbolica riferita, da un lato, alla capacità della pianta di produrre il proprio nutrimento (Giove), dall’altro alla circostanza che, nella moltiplicazione vegetativa, sono i cloni dello stesso individuo a occupare il territorio disponibile.34 Non a caso nel Toro abbiamo la caduta di Mercurio/mobilità/intelligenza, doti tipiche dell’animale (Plutone) necessarie a procurarsi il cibo (caduta di Giove A in Scorpione) e legate alla precarietà, all’accettazione del rischio, alla curiosità esplorativa. La complementarità della morte rispetto alla vita e la sua utilità, associata simbolicamente allo Scorpione, si concretizza nell’animale che, cibandosi di altri esseri viventi, deve dare la morte per sopravvivere e, forse, proprio nel legame tra l’uccisione della preda e il soddisfacimento della pulsione nutritiva è racchiuso il nucleo primario del piacere insito nella crudeltà scorpionica.35
La contrapposizione tra il vegetale e l’animale appare netta ed evidente: la mente, come afferma Antonio Damasio, dipende dalla mobilità e dal comportamento, pertanto è una prerogativa esclusiva dell’animale.36
Negli ultimi anni la neurobiologia vegetale ha messo, tuttavia, in luce alcune sorprendenti capacità “cognitive” delle piante che, nonostante le apparenze, intrattengono rapporti molto complessi con l’ambiente esterno: dalle interazioni con batteri, funghi, insetti e animali, alla capacità di memorizzare caratteristiche ambientali per un certo periodo e di riconoscere, attraverso le radici – corrispondenti a un vero e proprio sistema neurale – piante di specie diverse.37
Nelle piante il comportamento intelligente si esprimerebbe non attraverso il movimento ma tramite la plasticità fenotipica, (Giove esaltazione A in Toro e Nettuno trasparenza B in Bilancia) ovvero con cambiamenti della forma, della struttura e della fisiologia utili nella competizione per le risorse.38
Le differenze tra la pianta e l’animale non sembrerebbero, dunque, così profonde e sostanziali per cui, seguendo la filosofa Natalie Depraz, possiamo dire che hanno un carattere fenomenologico.39
Nella mobilità dell’animale, di norma non incessante e finalizzata a uno scopo, è evidente un elemento di stabilità, soprattutto nell’insediamento in una nicchia, mentre la pianta, pur nella stabilità, è mobile grazie al suo sviluppo spontaneo e autogestito nel quale, utilizzando le proprie risorse vitali, finisce col trasformarsi adattandosi agli stress ambientali.
Le piante e gli animali sono accomunati, secondo la Depraz, dall’emozione dipendente dal sistema vegetativo e caratterizzata dall’invisibilità e dall’interiorità;40 la dimensione vegetativa immanente in tutti gli esseri viventi costituisce il nucleo dinamico della loro vitalità più profonda, il terreno di coltura che ne delinea le comuni radici psicobiologiche.
Le caratteristiche della dimensione vegetativa sono la spontaneità, la capacità di provare emozioni e l’apertura, in altri termini potremmo parlare di propensione all’adattabilità, di flessibilità, qualità appartenenti non solo alla pianta, ma anche all’utero che si trasforma insieme al feto, ai sistemi adattativi dell’organismo, all’interazione nicchie/specie/ecosistema.
Nel mondo animale la vita vegetativa dipende dal Sistema Nervoso Autonomo (SNA) che, negli organismi più evoluti, opera in stretta sinergia con il Sistema Immunitario (SI) e il Sistema Nervoso Centrale (SNC) nel regolare il milieu intérieur dell’organismo e le sue relazioni con l’ambiente esterno.
Il SNA costituisce, sul piano evolutivo, il nucleo più arcaico del sistema nervoso che garantisce funzioni vitali importantissime quali la respirazione, la frequenza cardiaca, l’attività viscerale e del sistema motorio, le reazioni di allerta dell’organismo di fronte al pericolo (sistema simpatico) o al contrario il normale funzionamento del corpo in condizioni di relax e il recupero energetico (sistema parasimpatico).41
Nel corso dell’evoluzione l’attività del SNA, si è inserita in una rete complessa di relazioni con il SI e il SNC, assumendo un ruolo essenziale nella regolazione del comportamento emotivo, della mimica facciale e delle interazioni sociali nei mammiferi.42
I quattro segni Toro/Scorpione e Ariete/Bilancia, come abbiamo già affermato nella prima parte del presente studio, corrispondono ai meccanismi omeostatici dell’organismo che ne consentono, a partire dal livello microscopico del funzionamento cellulare,43 il continuo adattamento all’ambiente attraverso una serie continua di reazioni a feedback e, traducendo in atto il messaggio genetico secondo gli stimoli e le esperienze esterne, portano alla realizzazione concreta del fenotipo individuale.
Gli assi Toro/Scorpione, Ariete/Bilancia che ripropongono, con i pianeti domiciliati ed esaltati, la dialettica tra X/principio di invarianza/ridondanza, Plutone/principio creativo, Nettuno/variazione e Y/stabilità, già presente nei segni polari Leone/Aquario, ribadiscono che il DNA e il processo di epigenesi ambientale, con l’apprendimento e la memoria, agiscono a livelli di complessità crescente, dalle molecole alla psiche, risultando entrambi indispensabili sia alla definizione dell’identità di ciascun organismo che alla sopravvivenza della specie.
La trasformazione e lo sviluppo dell’organismo dipendono dalla duttilità del suo milieu intérieur che, oltre a un adeguato grado di ricettività e di apertura nei confronti dell’ambiente esterno, deve possedere dei meccanismi di autoregolazione del tutto simili a quelli presenti negli ecosistemi. Le interazioni comunicative complesse tra le diverse comunità cellulari dell’organismo e l’equilibrio del suo ambiente interno dipendono dai neuropeptidi, sostanze proteiche che – prodotte dal cervello, dal sistema immunitario, dal sistema endocrino e dal sistema nervoso autonomo – organizzano il comportamento a livello cerebrale e, per supportarlo sul piano operativo, modificano, adattandolo al contesto, il metabolismo corporeo. I neuropeptidi sono raggruppati, a livello funzionale, in quattro aree, denominate, rispettivamente, dell’azione/sopravvivenza individuale, del piacere/dolore, della sessualità/riproduzione e dei processi biologici fondamentali.44
Ai neuropeptidi, in base al contesto ambientale e al comportamento attivato, corrisponde, dunque, “un’immagine proteica” del corpo che, essendo duttile e stabile al tempo stesso, ne rappresenta la storia biologica o naturale, corrispondente a quella autobiografica continuamente costruita dalla memoria dell’uomo.
Le immagini che regolano il funzionamento dei sistemi adattativi dell’organismo – siano esse proteiche, neurali o psichiche – dipendono da un contesto ambientale più o meno complesso, dalla duplice dimensione interna ed esterna. Il nesso originario immagine/ambiente risale alle fantasie inconsce della relazione psicobiologica madre/feto, allo stesso modo in cui il prototipo della relazione organismo/ambiente è costituito dal rapporto tra il feto e la placenta.
Le fantasie inconsce della relazione psicobiologica madre/feto sono costituite da immagini distorte e minacciose per l’integrità psicofisica e danno luogo a una concezione di ambiente del tutto virtuale e immaginaria, a partire dalle proiezioni e/o introiezioni di mere sensazioni fisiologiche e di percezioni protomentali, così che per il feto non esiste una netta distinzione tra sé stesso e l’ambiente.
A partire da tale imprinting originario, comune a ogni individuo, l’ambiente corrisponde sempre a una realtà “creata” concretamente o mentalmente, per cui è corretto affermare che la “nicchia realizzata” di una specie coincide con l’immagine che essa ha del suo ambiente o, in altri termini, che l’ambiente può essere considerato come un’estensione o una parte dell’immagine di sé propria di una specie o di un individuo.
L’esaltazione A di Giove/vista in Toro, abbinata a quella B di Saturno, può indicare che il trauma della privazione della placenta (Giove/Saturno in Toro) comporta per il neonato anche la rinuncia a un’immagine abnorme di sé e dell’habitat uterino che eserciterà, comunque, un forte potere condizionante a livello psichico, tale da influenzare sia le future relazioni con l’ambiente esterno che l’immagine di sé ad esse correlata.
Le due simbologie di territorio/ambiente e di immagine si collocano entrambe nella IIª casa alla quale, difatti, è associata l’immagine di sé, come pure «... l’eventualità di dare (o di non dare) importanza alle apparenze, valutando le persone da «quel che si vede»...”45; in chiave psicobiologica46 potremmo dire che l’immagine di sé, quale esito ultimo delle interazioni organismo/ambiente, conserva la caratteristica tipica delle immagini biologiche nelle quali la valenza cognitiva, correlata alla conformazione delle proteine o dei recettori, è particolarmente sensibile a ciò che appare o risulta dal contesto.
L’immagine di sé propria della IIª casa, letta in senso psicobiologico, ci consentirà di interpretare meglio le affermazioni di Lisa Morpurgo sulla visione complessa e onnicomprensiva dell’esistenza propria dei segni Toro e Bilancia, dovuta all’apertura, alla duttilità dei loro pianeti femminili e contrapposta all’unilateralità della visione maschile.47 Tale visione rispecchia in realtà, più che una connotazione di genere,48 il nucleo strutturale dell’identità biopsichica, simboleggiata dalla duplice valenza, ambientale e psicobiologica, dei quattro pianeti neutri.
I pianeti Giove e Nettuno sono associati alla nutrizione come fonte di crescita e trasformazione dell’organismo, alla gravidanza, al funzionamento del Sistema Immunitario che distingue tra sé e non sé, mentre Mercurio ed Y simboleggiano la respirazione, l’attività intestinale e il ritmo cardiaco, funzioni vitali primarie dal carattere essenziale, automatico, regolate dal SNA e dalle aree più arcaiche del cervello;49 nell’attività respiratoria abbiamo un processo di assimilazione e di eliminazione, riferito all’ossigeno e all’anidride carbonica, complementare a quello della nutrizione poiché fornisce il comburente necessario al metabolismo corporeo.
Le attività fisiologiche associate ai pianeti neutri presentano, in realtà, una componente cognitiva più o meno accentuata, per cui entrano in gioco le valenze simboliche di Giove/vista e di Nettuno/fantasia che rimandano all’immagine nei suoi vari aspetti, biologico, psichico e onirico, mentre Y/bagaglio genetico e Mercurio/intelligenza richiamano i diversi livelli di cognizione dal bíos alla mente; pertanto se teniamo conto che l’immagine è alla base della cognizione, la dialettica psicobiologica dei quattro pianeti neutri rivela, in modo evidente, l’unità mente/corpo.
La complementarità dei pianeti neutri, sul piano psicobiologico, diventa particolarmente pregnante nella gravidanza quando Giove/placenta e Nettuno/liquido amniotico racchiudono in sé anche le simbologie di Y e Mercurio; la placenta è un organo che consente al feto di nutrirsi (Giove) e di respirare (Y) attraverso il sangue della madre, come pure di evitare, grazie al trofoblasto che produce immunosoppressori, l’aggressione immunologica dell’organismo materno.
Il liquido amniotico non si limita a proteggere il feto ma rappresenta un vero e proprio strumento “cognitivo” che gli consente di definire le sue capacità sensoriali, percettive e motorie (Mercurio).50
La sovrapposizione di funzioni diverse nel simbolismo di Giove/placenta e di Nettuno/liquido amniotico corrisponde all’utilizzo, in fenomeni biologici basilari per la sopravvivenza, di meccanismi analoghi legati agli archetipi dell’inglobamento e della trasformazione. Giove/oralità e Nettuno/metamorfosi, infatti, pur manifestandosi per antonomasia nella gravidanza, sono presenti nelle prime forme di organizzazione delle comunità cellulari51, nella fagocitosi come prototipo della difesa immunologica, nell’introiezione come meccanismo psicologico sotteso a qualsiasi relazione, affettiva o cognitiva, con l’altro da sé.
Gli assi Toro/Scorpione e Ariete/Bilancia consentono di delineare la particolare relazione psicobiologica madre/feto che – caratterizzata, al tempo stesso, dalla simbiosi e dal conflitto – richiama, nella lotta dei geni paterni e materni che tentano di prevalere gli uni sugli altri, l’ambivalenza della relazione tra i due sessi.52
Il Toro e la Bilancia descrivono il vissuto della gravidanza dal punto di vista materno, l’Ariete e lo Scorpione lo fanno, invece, da quello fetale. Nell’Ariete, considerati i domicili, le esaltazioni e le cadute A e B, il nascituro percepisce Nettuno/liquido amniotico – quale veicolo di sensazioni spiacevoli da eliminare per vedere la luce – come una sostanza tossica, un veleno; mentre nello Scorpione, per i domicili, le esaltazioni e le cadute A e B, la placenta/Giove può apparire, all’embrione che vi si annida, come un nemico, un aggressore minaccioso e divorante. Dal punto di vista materno la placenta/Giove/Toro costituisce un territorio, nel quale il feto non è esattamente il benvenuto, né è riconosciuto come soggetto autonomo (cadute Mercurio A e Sole B); nella Bilancia il liquido amniotico/Nettuno rappresenta per la madre uno strumento difensivo, una barriera (Saturno esaltazione A) che pone il feto, oggetto di una protezione avvolgente e potenzialmente mortale (cadute Sole A e Y B), in una sorta di quarantena.
L’inglobamento fagocitante (Giove/placenta) e la protezione avvolgente (Nettuno/liquido amniotico) che, al di là dell’indubbio carattere vitale, sono vissute dal feto come forze ostili e minacciose, evocano la possibilità di “fusione” sottesa all’archetipo orale, insita necessariamente nell’apertura verso l’altro da sé che caratterizza ogni fenomeno della vita, come pure il milieu intérieur dell’organismo. L’indistinzione originaria delle molecole reattive e cognitive costituisce, sul piano evolutivo, il prototipo ancestrale della fusione e ci consente di spiegare perché il sistema immunitario e il cervello presentano modalità di funzionamento analoghe, basate sul modello della rete e sulla memoria, risultando sensibili alle stesse sostanze proteiche e agli stessi stimoli percettivi e/o emotivi. Le papille gustative possono agire sul nervo vago che, quindi, induce il sistema immunitario a ridurre l’infiammazione, l’olfatto, correlato al complesso maggiore di istocompatibilità (MHC), stimola la memoria emotiva e modula la funzionalità cerebrale, mentre le emozioni e gli affetti provocano, a seconda della loro natura, effetti eccitatori o depressivi sia sul sistema immunitario che sul sistema nervoso.
X/olfatto e Giove/papille gustative si collocano nel Toro e rappresentano, con il tatto e la percezione vestibolare, i sensi che si sviluppano per primi nel feto. Il gusto e l’olfatto (Giove e X in Toro) si attivano, tra il secondo e il terzo mese di gestazione, insieme al tatto e alla percezione termica (Saturno/pelle esaltato in Bilancia), riferite in primis alla bocca e al viso (Toro), mentre la percezione vestibolare/motoria e quella uditiva (Mercurio esaltato in Scorpione) – anche se l’attività motoria e l’orecchio si sviluppano in precedenza – si attivano tra la fine del quarto e l’inizio del quinto mese, assumendo una netta valenza comunicativa riferita sia all’ambiente uterino che a quello esterno. La percezione visiva del feto è la più carente (Giove caduta A Scorpione) perché dipende in modo determinante dalla luce esterna (Sole caduta B in Toro) ma non è del tutto assente e corrisponde alla visione di una luminosità rossastra.53
L’ordine di attivazione dei sistemi sensoriali del feto assume un valore essenzialmente classificatorio, poiché essi risultano, nel corso del loro sviluppo, talmente collegati e interdipendenti che si parla di intersensorialità.
Il liquido amniotico/Nettuno, trasmettendo e filtrando qualsiasi stimolo o percezione, svolge un ruolo determinante nello sviluppo sensoriale del feto che vi è immerso il quale, tenendo conto dell’intersensorialità, passerà da una percezione all’altra con una sovrapposizione percettiva del tutto analoga alla sinestesia.54
Nettuno/liquido amniotico, come mezzo che “filtra” e modifica, alterandole, tutte le percezioni fetali, sarebbe, dunque, il primo artefice della creatività artistica della Bilancia55 che, non a caso, ne ospita la trasparenza esaltatoria B e consentirebbe di spiegare, in modo plausibile, anche il condizionamento estetico del segno che, come tutti gli altri proposti dallo zodiaco, non potrebbe essere veicolato se non nella vita intrauterina.
I pianeti Venere/Nettuno/X in Bilancia richiamano gli estrogeni, gli anticorpi e l’olfatto, ovvero lo stretto legame esistente, sul piano biologico, tra la scelta femminile del partner e il sistema immunitario,56 analogo e corrispondente a quello che unisce l’olfatto/X e il complesso maggiore di istocompatibilità (MHC), già evidenziato da Lisa Morpurgo57 così che la memoria emotiva/affettiva e quella immunologica connessa alla visione (Giove/Toro) dell’antigene, ovvero la mente e il corpo, finiscono per costituire una sostanziale unità psicobiologica di molecole e affetti.
«.... Un’esperienza astrologica plurimillenaria.... ci dimostra... che il corredo affettivo-amatorio spetta alla sola Venere.... perché il bagaglio emotivo dell’amplesso.... rimanga prerogativa di Venere e dunque di un pianeta femminile rimane un parziale mistero, di cui possiamo analizzare per il momento solo le conseguenze. L’orgasmo femminile differisce da quello maschile perché, non appena una donna ne abbia fatto esperienza, lo trasferisce immediatamente nel cervello e può continuare a riprodurlo, ad libitum, anche in totale assenza degli organi sessuali.....questo singolare privilegio femminile ci dice subito che i collegamenti tra ovaie e utero e il cervello e il sistema nervoso sono strettissimi, e giustificano appunto l’emotività, la sensibilità, il prevalere del sentimento, che è un fatto mentale, sulla pura meccanica dell’amplesso.»58
I legami strettissimi tra utero, cervello e sistema nervoso che, per Lisa Morpurgo, giustificano l’associazione del sentimento e dell’affettività a Venere, sono mediati dal nervo vago che, con le sue fibre innerva tutti gli organi interni e può essere stimolato anche dal gusto. Venere/ovaie richiama, inoltre, gli estrogeni, che oltre a determinare lo sviluppo del cervello fetale in senso maschile, rivestono un ruolo essenziale nella vita sessuale e riproduttiva, come pure nelle performance cognitive del cervello. X/utero, Giove/papille gustative sono situati nel Toro, dove troviamo anche Venere/affettività nel suo domicilio base, mentre nella Bilancia è X/utero a passare in secondo piano rispetto a Venere/affettività che si affianca all’esaltazione di Nettuno B/fantasia/metamorfosi/anticorpi; se consideriamo, inoltre, il ruolo essenziale svolto da X/olfatto nella stimolazione dell’ippocampo, l’area cerebrale correlata alle emozioni e alla memoria,59 potremmo dire che la visione complessa ed onnicomprensiva dell’esistenza, attribuita ai segni Toro e Bilancia, sta ad indicare la duttilità dell’organismo, la sua capacità di resistere a fattori interni ed esterni di stress “assorbendoli” o trasformandoli in senso orale e/o affettivo.
Secondo diversi studi scientifici il cibo (Giove/Toro) e l’amore (Venere/Bilancia) possono avere un effetto molto positivo nel controllo dell’infiammazione e dello stress, le risposte adattative dell’organismo contro qualsiasi aggressione traumatica, fisica o psichica, riconducibile alle valenze simboliche di Marte in Ariete e Scorpione.60
L’amore/Venere costituisce, al pari del cibo, un rimedio contro lo stress così che il motto “Io scelgo” della Bilancia non corrisponderebbe solo al bisogno di decidere in base al contesto ma, se teniamo conto che il “prescelto” è colui che si ama, diventerebbe il corollario dell’affettività del segno necessaria a vivere in armonia con il mondo e ad avere un efficiente sistema immunitario (esaltazioni Saturno A e Nettuno B).
Le papille gustative/Giove/Toro consentono, grazie alla stimolazione del nervo vago, di lottare in modo molto efficace contro l’infiammazione e lo stress, mentre il cibo ingerito attiva i mitocondri – le centrali di produzione energetica delle cellule che in caso di disfunzione causano diverse malattie – per cui la qualità dell’alimentazione determina anche una selezione dei geni con conseguenti ricadute adattative ed evolutive.61 Ecco dunque che il condizionamento astrologico del Toro, espresso nel motto “io mi nutro”, potrebbe avere una sfumatura cognitiva molto più profonda legata al bíos: il cibo non soddisferebbe solo la pulsione orale e la passione per la gastronomia tipiche del segno ma rappresenterebbe un presupposto essenziale della buona salute, pertanto il Toro, ben consapevole delle risorse terapeutiche del corpo, non sopporta medici e medicine.
Il Toro, tuttavia, non si limita a “nutrirsi per stare bene” poiché il desiderio di avere a disposizione cibo sufficiente si trasforma nel bisogno di accumulare proprietà e ricchezze, dal cui possesso il segno fa dipendere l’immagine di sé e la propria identità sociale, in una sorta di cortocircuito simbolico tra Giove/oralità/cibo e Giove/vista/immagine, alimentato in modo abnorme dall’esaltazione per trasparenza di Saturno B/potere.
Il motto del Toro finisce così per evocare quello dello Scorpione “io nascondo” che, in apparenza, non sembra affatto riconducibile all’oralità o alla trasformazione, i due archetipi fondamentali della vita biologica.
L’oggetto nascosto nello Scorpione, secondo Lisa Morpurgo62, è il Sole B, simbolo della morte e della rinascita in un’altra dimensione, il nucleo embrionale di una nuova vita. La morte coincide con la trasformazione più radicale dell’organismo che si decompone, diventa cibo per altri esseri viventi (Toro opposto), tornando infine ad essere polvere; sul piano metaforico la morte indica la disponibilità dell’individuo a rinnovarsi, a cambiare pelle, ad assumere sempre nuove identità che si contrappongono all’immagine di sé tanto cara al Toro, legata alla stabilità del possesso orale, sia esso economico o affettivo.
L’esaltazione di Giove/bocca/papille gustative in Toro corrisponde nello Scorpione all’esaltazione di Mercurio/ano, per cui l’archetipo della trasformazione è presente anche nella dialettica assimilazione/eliminazione tipica dei due segni, non a caso «... le prime forme di vita animale furono costituite da un semplice tubo digerente che correva da un orifizio all’altro.»63
È evidente che nello Scorpione il concetto di trasformazione assume una valenza diversa rispetto a quella nettuniana: la morte e l’espulsione delle feci, simboleggiate dal segno, costituiscono, difatti, il limite ultimo di ogni trasformazione. Il cadavere, sepolto nella terra, o il cibo digerito e ridotto a materia fecale/concime sono decomposti (Mercurio/frammentazione/sminuzzamento) fino a diventare mere sostanze chimiche, riattivando ex novo la catena alimentare dell’ecosistema e, con essa, il processo di continua metamorfosi degli organismi che caratterizza la vita.

Le esaltazioni di Mercurio A in Scorpione e di Y B in Ariete rappresentano, al tempo stesso, le condizioni e i limiti entro i quali può avvenire il processo di trasformazione, sia esso riferito allo sviluppo e alla senescenza individuale che all’evoluzione degli organismi e delle specie.64
Massimo Michelini ha proposto, in uno studio di qualche anno fa, la corrispondenza di Mercurio, esaltato in Scorpione, con l’intestino colon e il retto65 ma il pianeta cela anche un collegamento impensato tra l’intestino e il cervello, visto che nel sistema nervoso degli artropodi e dei molluschi, costituito da diversi raggruppamenti di neuroni (Mercurio) denominati gangli, «... il ganglio centrale – ciò che tra queste numerosissime specie si avvicina maggiormente a un cervello – e le principali vie di comunicazione tra questo e gli altri gangli si trovano sistemate in un anello situato attorno ai loro intestini.»66
Le condizioni indispensabili alla formazione di cervelli abbastanza grandi da garantire prestazioni più complesse di quelle consentite dai gangli degli insetti sono rappresentate, come spiega Steven Rose, dalla separazione dei nervi dall’intestino e dalla comparsa delle ossa, difatti il sistema nervoso dei vertebrati, a partire dalla notocorda dell’anfiosso, si è sviluppato parallelamente alla colonna vertebrale;67 l’esaltazione A di Mercurio/intestino/neuroni in Scorpione contrapposta all’esaltazione B di Saturno/ossa in Toro risulterebbe, da questo punto di vista, estremamente significativa, quasi parlante.
Il legame evolutivo tra il cervello e l’intestino richiama l’importanza del sistema nervoso enterico definito, per la sua autonomia operativa, il “secondo cervello” che, con le sue tendenze ribelli e indipendenti, evoca in modo netto lo Scorpione «... il sistema nervoso enterico non è uno schiavo del cervello, ma uno spirito di contraddizione indipendente nell’organizzazione nervosa del corpo. È un ribelle, l’unico elemento del sistema nervoso periferico che può scegliere di non obbedire agli ordini del cervello o del midollo spinale... il sistema nervoso enterico è un sito indipendente di integrazione ed elaborazione neurale. Per questo è il secondo cervello. Il sistema nervoso enterico non potrà mai comporre sillogismi, scrivere poesie o dedicarsi a dialoghi socratici, ma nonostante ciò è un cervello. Fa funzionare il suo organo, l’intestino...quando il sistema nervoso enterico fa funzionare bene l’intestino, il corpo è felice. Quando il sistema nervoso enterico non funziona e l’intestino si comporta male, i sillogismi, la poesia e i dialoghi socratici sembrano svanire nel nulla.»68
Alla luce delle teorie sul sistema nervoso enterico, la corrispondenza simbolica di Mercurio in Scorpione con l’intestino e i neuroni si rivela emblematica rispetto alla classica associazione psicoanalitica intestino/inconscio e alla descrizione del carattere anale, tipico dello Scorpione.
Un filo sottile, rappresentato dall’archetipo della trasformazione, lega nel motto “io nascondo” dello Scorpione, la morte (Sole B) con i suoi processi di decomposizione, la funzionalità intestinale e il pensiero (Mercurio), un processo invisibile e silenzioso (caduta Giove A Scorpione) che, grazie alla riflessione (Saturno B Toro), elabora concetti trasformando il continuo fluire di immagini (Giove A/Toro) prodotte dal cervello.

Conclusioni finali
I segni Ariete/Bilancia e Toro/Scorpione indicano, da un lato, la dialettica costitutiva Io/Altro da sé, dall’altro l’interazione organismo/ambiente69 tra i due sistemi A e B.
I pianeti neutri esaltati nei quattro segni richiamano, in modo evidente, le basi psicobiologiche dell’individualità che definiscono l’organismo come un sistema autopoietico, capace di strutturarsi autonomamente in base alla programmazione genetica modulata continuamente dall’interazione adattativa con l’ambiente esterno.
I due segni paralleli maschili Ariete/Scorpione descrivono un atteggiamento energetico, aggressivo, attivo verso l’ambiente, scandito dalla temporalità, secondo il modello dell’animale; i due segni paralleli femminili Toro/Bilancia indicano un atteggiamento fusionale, pacato, duttile verso l’ambiente, scandito dalla spazialità, secondo il modello della pianta. A queste due modalità fondamentali di rapportarsi all’ambiente, corrispondono due modalità funzionali tipiche di tutti i sistemi adattativi (Sistema Nervoso Autonomo, Sistema Immunitario, Sistema Nervoso Centrale) caratterizzati da fasi reattive o tendenti all’equilibrio.
Il nucleo centrale dell’organismo come sistema autopoietico è rappresentato dal sistema nervoso vegetativo o autonomo, dal quale dipende la manifestazione delle emozioni, i meccanismi adattativi radicati nella fisicità del corpo.
Nel Sistema Nervoso Autonomo (SNA) l’asse simpatico, che attiva la reazione di allarme dell’organismo di fronte a un pericolo o a un trauma, fisico o psichico, può essere associato ai segni Ariete e Scorpione e, per assicurare una risposta efficace a una potenziale aggressione, deve corrispondere, necessariamente, a una visione unilaterale della realtà. L’asse parasimpatico del SNA, invece, esercita un’azione opposta a quella del simpatico poiché spegne la reazione conseguente all’allarme del corpo, promuovendo il recupero adattativo della normale fluttuazione dei meccanismi omeostatici dell’organismo; l’associazione di queste azioni ai segni Toro e Bilancia è evidente come pure la loro corrispondenza a una visione onnicomprensiva della realtà.
L’organismo, tuttavia, vive in bilico tra le due modalità funzionali dei sistemi adattativi nel rapporto di continua osmosi tra ambiente esterno e milieu intérieur, per cui potremmo dire che la vita stessa, a partire dalla cellula,70 scaturisce da un’alternanza costante di tensioni e di oscillazioni che se, a livello fisiologico, sono mediate, in modo invisibile e impercettibile, da segnali umorali e nervosi, a livello mentale, sono regolate da immagini psicobiologiche, riferite agli archetipi dell’oralità e della trasformazione. ro e proprio strumento cognitivo per il feto poiché, filtrando tutte le comunicazioni con l’ambiente interno e con quello esterno, gli consente di percepire sensazioni di piacere e di dolore, sapori, odori e suoni. Per queste ragioni alcuni studiosi hanno identificato il liquido amniotico con la “nicchia ecologica” del feto.

Si può trovare la prima parte di questo studio al link:

http://www.larottadiulisse.it/studi/trasppl.html


Altri lavori di Annamaria Quinzi editi sul sito:

http://www.larottadiulisse.it/studi/sistab.html

http://www.larottadiulisse.it/studi/spclrt.html

 



1 Cfr. L. Morpurgo, Lezioni di astrologia. La natura de segni, Longanesi, Milano, 1989, pp. 63-64 per Saturno in Toro e p. 224 per il Sole in Scorpione.
2 Cfr. L. Morpurgo, Il convitato di pietra. Trattato di astrologia dialettica, Sperling & Kupfer, Milano, 1979, p. 227; va precisato che si tratta della donna incinta non della Luna/madre associata ai Pesci, ibidem, p. 178.
3 Cfr. A. Quinzi, Le trasparenze planetarie, i segni e le case. Osservazioni introduttive sui segni polari, Atti Congresso Due giorni di astrologia morpurghiana, Milano 2-3 Ottobre 2010.
4 Presso molte popolazioni non letterate il collegamento tra rapporti sessuali e riproduzione è ignorato, così che al maschio non viene riconosciuto alcun ruolo nel processo riproduttivo.
5 Ne Il convitato di pietra, cit. p. 231, Lisa Morpurgo afferma «... per la madre, se vogliamo vederla nella sua simbologia di donna incinta, il figlio è una minaccia dei propri comodi, è il Mercurio divoratore di energia che si oppone al Giove edonistico.»; in realtà la caduta di Mercurio, considerata nell’ambito della relazione psicobiologica madre/feto dice molto di più.
6 La placenta è costituita dalla superficie interna dell’utero, l’endometrio, e dagli annessi embrionali. L’embrione si impianta nell’utero, penetrandovi in modo molto invasivo e innescando un processo di fusione tra i tessuti dell’endometrio e le pareti esterne della blastocisti che porta, infine, alla formazione della placenta. È opportuno notare che il feto, pur essendo radicato nell’utero di cui può toccare le pareti, insieme al cordone ombelicale, ricavandone stimoli, è letteralmente immerso nel liquido
amniotico che lo avvolge come in un abbraccio. Il liquido amniotico rappresenta un vero e proprio strumento cognitivo per il feto poiché, filtrando tutte le comunicazioni con l’ambiente interno e con quello esterno, gli consente di percepire sensazioni di piacere e di dolore, sapori, odori e suoni. Per queste ragioni alcuni studiosi hanno identificato il liquido amniotico con la “nicchia ecologica” del feto.
7 Vedi in proposito N. Peluffo, La relazione psicobiologica madre-feto, Borla, Roma, 2010.
8 Nell’ottica dei due sistemi A e B l’Ariete e lo Scorpione corrispondono alla IIª casa degli zodiaci BF e AF, mentre nello zodiaco BM è la Bilancia ad occupare la IIª; lo stesso accade, ovviamente, per l’VIIIª coincidente, di volta in volta, con l’Ariete BM, il Toro AF, la Bilancia BF e lo Scorpione AM.
9 Cfr. S. Rose, Il cervello del ventunesimo secolo, Codice, Torino, 2005, p. 76.
10 Lisa Morpurgo in Lezioni di astrologia. La natura delle case, Longanesi, Milano, 1983, pp. 174-175, ha ribadito, analizzando la dialettica IIª/VIIIª, che la vita non si oppone alla morte.
11 Cfr. M. Mazzeo, Il biologo degli ambienti, Uexkull, il cane guida e la crisi dello stato, Prefazione a J. von Uexkull, Ambienti animali e umani, Quodlibet, Macerata, 2010, p. 27; secondo la definizione di Facchini “La nicchia ecologica comprende sia l’habitat sia l’adattamento strutturale e funzionale della specie all’habitat”, v. F. Facchini, Ominizzazione, cultura, umanizzazione, Antrocom, 2005, vol. I, n. 2 www.antrocom.net.
12 Cfr. L. Morpurgo, Introduzione all’astrologia e decifrazione dello zodiaco, Longanesi, Milano, 1972, p. 155.
13 Ibidem p. 188-189.
14 Non a caso, come vedremo in seguito, il territorio e l’immagine di sé sono entrambi simboleggiati dalla IIª.
15 Tale espressione equivale al radicamento nell’habitat naturale e, al pari di quest’ultima, è riconducibile a X.
16 Cfr. La natura delle case, op. cit. p. 173.
17 Il lago, la palude, la barriera corallina, il bosco costituiscono alcuni esempi di ecosistemi.
18 Cfr. B. Smith, A. Varzi, Surrounding space On Ontology of Organism-Environment Relactions, Theory in Biosciences, 120:2 (2002), pp. 139- 162.
19 Negli zodiaci BF e AF sono i segni Ariete e Scorpione ad occupare la IIª casa, per cui la nostra ipotesi sembra presentare dei limiti evidenti; a ben vedere, tuttavia, le esaltazioni di Y/Ariete e di Mercurio/Scorpione potrebbero indicare, in analogia a quanto accade negli zodiaci AM e BM con Giove/Toro e Nettuno/Bilancia, la stabilità e la potenziale variabilità della nicchia. Bisogna ammettere, comunque, che ricondurre il concetto di migrazione stagionale al Toro e alla Bilancia risulta molto difficile.
20 Un esempio di tale competizione si è avuto con l’introduzione dello scoiattolo grigio americano nella nicchia dello scoiattolo rosso europeo.
21 Cfr. La natura delle case, cit. p. 38. Le trasparenze esaltatorie B di Saturno e del Sole nella IIª e nell’VIIIª non possono certo determinare la contrapposizione drammatica tra le case, tipica dei segni di esaltazione di estremi/controestremi, che aprono e chiudono ciascun ciclo zodiacale.
22 Ibidem p. 173.
23 In merito alle tribù di cacciatori/raccoglitori, v. la voce della Treccani Società di cacciatori e raccoglitori, a cura di M. Arioti, www.treccani.it/Portale/elements. Nelle tribù di cacciatori/raccoglitori il leader era tale solo fin quando la sua autorità veniva riconosciuta dal gruppo, la caccia costituiva un’attività prettamente maschile e la ripartizione delle prede uccise avveniva tra i maschi, secondo regole molto rigide. La corrispondenza astrologica dei cacciatori/raccoglitori al segno dello Scorpione (e al parallelo Ariete) è piuttosto evidente.
24 A proposito della società del Neolitico, vedi la voce della Treccani, Processi della evoluzione culturaleumana, a cura di P. Scarduelli, www.treccani.it/Portale/elements.
25 Cfr. La natura delle case, op. cit. p. 44.
26 Cfr. La natura dei segni, op. cit., p. 227, al carattere eversore dello Scorpione Lisa Morpurgo associa il rischio dell’anormalità e dell’autodistruzione.
27 Il nesso ipotizzato tra VIIIª/psicologia del politico/leggi dell’evoluzione non è affatto peregrino. Secondo la teoria darwiniana, nello studio dell’evoluzione bisogna evitare qualsiasi atteggiamento che racchiuda un giudizio di valore; poiché tutti gli organismi cercano di garantirsi la sopravvivenza, il processo evolutivo è caratterizzato dall’assoluta mancanza di finalismo, dall’assenza di qualsiasi direzione privilegiata e, quindi, dall’equivalenza degli adattamenti derivati dalla selezione naturale. Il comportamento dei politici sembra rispecchiare proprio le caratteristiche del processo evolutivo e i meccanismi che consentono l’equilibrio dell’ecosistema. Per finire vorrei notare che, secondo la nostra ipotesi di lettura, il legame nomadismo/politica, oggetto di un interrogativo insoluto nel Forum di questo sito, potrebbe, forse, essere spiegato dal fatto che nelle tribù di cacciatori/raccoglitori, il leader, scelto di solito per la sua abilità nella caccia, poteva dirigere gli spostamenti del gruppo e guidarne le aggregazioni dopo le scissioni stagionali; il “governo del nomadismo" e, quindi, dei rapporti tra la tribù e il territorio da parte del leader, rappresenterebbe, pertanto, la forma ante litteram del potere politico vero e proprio.
28 Ne L’introduzione all’astrologia, op. cit. p. 71, a Y vengono associati i fenomeni geologici e meteorologici, le eruzioni vulcaniche e i terremoti.
29 Vorrei ricordare che ne Il convitato di pietra, Lisa Morpurgo, a proposito della dialettica X/Plutone, ha parlato di foreste e della loro trasformazione fossile in petrolio; non bisogna, tuttavia, dimenticare che ne L’introduzione all’astrologia, p. 69 Plutone è associato alla comparsa della vita animale, per cui la dialettica con il pianeta X, tra Toro/Scorpione ma anche tra Bilancia/Ariete, può tradursi perfettamente nell’interazione piante/animali, essenziale per l’equilibrio dell’ecosistema. Se Plutone indica la comparsa della vita animale il legame del pianeta con gli insetti non è esplicito ma diventa plausibile, sia per la loro antichità evolutiva che per la loro diffusione nell’intero orbe terracqueo; i primi ecosistemi, inoltre, erano costituiti, esclusivamente, da piante e insetti, i veri dominatori della terra per intere ere geologiche. Va segnalato, inoltre, l’uso letterario ricorrente delle api come metafora politica per indicare l’organizzazione della società umana... Circostanza senza dubbio curiosa per un astrologo! Per descrivere la pianta e l’animale bisogna considerare, rispettivamente, i segni paralleli Toro/Bilancia e Scorpione/Ariete.
30 Secondo l’ipotesi di Rita Viola sulla corrispondenza Plutone/anidride carbonica (v. R. Viola, Anatomia astrologica del cuore, Atti Congresso Due giorni di astrologia morpurghiana, Milano, 2-3 Ottobre 2010) si potrebbe ipotizzare un legame tra l’asse Toro/Scorpione e il processo della fotosintesi clorofilliana; avremmo X/pianta, Plutone/anidride carbonica, Sole B/luce, Mercurio/conversione chimica di Giove/carbonio.
31 Cfr. Il convitato di pietra, op. cit. pp. 230-231.
32 A proposito del ruolo svolto dagli animali nell’ambiente cfr. D. M. Post, E. P. Palkovacs, Ecoevolutionary feedbacks in community and ecosystem ecology:interactions between the ecological theatre and the evolutionary play, Philosophical Transactions Royal Society B, (2009) 364, pp. 1629-1640. Gli autori sostengono che non sempre i mutamenti ecologici legati alla costruzione della nicchia si traducono ipso facto in cambiamenti evolutivi e che gli animali vanno considerati anche quali semplici produttori, con le loro attività fisiologiche, come l’alimentazione e l’escrezione, (riconducibili al simbolismo dei segni Toro/Scorpione), di mutamenti ambientali che possono determinare degli effetti sul piano dell’evoluzione adattativa.
33 Cfr. Introduzione all’astrologia, op. cit. p. 67.
34 Lisa Morpurgo ne L’introduzione all’astrologia, cit. p. 82 descrivendo il Sole in Toro, afferma «Tolleranza (esilio di Marte) mancanza di aggressività e di mordente, compensati dalla metodicità, dalla pazienza tenace tipica del mondo vegetale (X)». Nello stesso testo, a proposito del Sole in Scorpione Lisa Morpurgo parla della semina e della “avventura esaltante e terribile” del seme sepolto sotto le zolle (p. 116), mentre per l’VIIIª, definita come casa dell’alieno, cita lo sradicamento dall’habitat naturale della IIª; gli evidenti richiami al mondo vegetale ci portano, per opposizione dialettica, all’animale che, tra l’altro, può essere definito “alieno” sia rispetto all’uomo che alle piante.
35 Cfr. La natura dei segni, op. cit. p. 224.
36 Cfr. A. R. Damasio, E dal corpo nacque l’anima: le emozioni nell’evoluzione, Micromega 2/2007 p. 65.
37 Cfr. S. Mancuso, Neurobiologia vegetale, www.sdcinematografica.com/.../00230_relazione%scientifica.pdf; la corrispondenza radici/sistema neurale evidenzia una curiosa connessione simbolica tra il sottosuolo, le profondità scorpioniche e l’intelligere/Mercurio che può essere riferita anche al rapporto tra l’inconscio e il pensiero razionale.
38 Cfr. A. Trewavas, Plant Intelligence, Naturwissenschaften, (2005) 92: 401-413.
39 Cfr. N. Depraz, Radical embodiment: experimenting risk, Document de travail du département de philosophie de l’université de Poitiers, Conférence du sèminaire de DEA du 8 janvier 2004 www.stra.univ_poitiers.fr/philosophie.
40 Il significato letterale di emozione “muoversi fuori di sé”, associato di norma alla mobilità dell’animale, a ben vedere non implica necessariamente il movimento fisico ma può esprimersi nel rendere visibili all’esterno, attraverso modificazioni fisiologiche, i contenuti emotivi, come accade nell’accelerazione della frequenza cardiaca o della respirazione in caso di pericolo. Le piante, attaccate da patogeni, ad esempio, emettono composti volatili “comunicando” così alle altre piante la necessità di aumentare le loro difese immunitarie.
41 Michael D. Gershon, famoso neurogastroenterologo americano, riprendendo alcuni precedenti studi di Langley sul SNA, ha dimostrato che il sistema nervoso enterico costituisce una sezione autonoma del sistema nervoso vegetativo, in quanto può agire in modo indipendente, al di fuori del controllo del cervello e del midollo spinale. Il sistema nervoso enterico, presente con i suoi neuroni nello stomaco, nel fegato, nel pancreas, nell’intestino, consente un dialogo complesso e sofisticato tra questi organi e riveste un ruolo essenziale nel processo digestivo. Il sistema nervoso enterico, il sistema simpatico e la parte centrale della ghiandola surrenale, come hanno provato alcuni esperimenti sui ratti, derivano da un precursore embrionale comune, per cui viene a cadere l’ipotesi che il sistema nervoso enterico costituisca un mero residuo evolutivo del sistema nervoso degli insetti che, come vedremo in seguito, ha uno stretto legame con l’intestino. Cfr. M. D. Gershon, Il secondo cervello, UTET, Torino, 2006.
42 Sull’evoluzione del sistema nervoso autonomo cfr. S. W. Porges, The Polyvagal Theory:Phylogenetic Substrates of a Social Nervous System, International Journal of Psychophysiology, 2001, 42 (2) .
43 Ricordo che la descrizione completa dell’attività della cellula è possibile, come evidenziato nella prima parte del presente lavoro, solo riferendosi ai quattro segni sopra indicati.
44 Cfr. F. Bottaccioli, Psiconeuroimmunologia. La grande connessione tra psiche, sistema nervoso, sistema endocrino esistema immunitario, RED, Como, 1996; le funzioni e le attività descritte sono riconducibili ai segni Ariete/Bilancia e Toro/Scorpione.
45 Cfr. La natura delle case, op. cit. p. 44.
46 Cfr. L. Morpurgo, Le radici psicobiologiche dei condizionamenti zodiacali, Atti X° Congresso Studi Astrologici, Verona, 1989, per quanto riguarda la chiara percezione dei confini tra sé e gli altri.
47 Cfr. La natura dei segni, op. cit., p. 194.
48 L’immagine di sé, nella prospettiva dei quattro zodiaci, non corrisponderà esclusivamente alla IIª/Toro AM e alla IIª/Bilancia BM, ma anche alla IIª/Ariete BF e alla IIª/Scorpione AF.
49 Ricordo che l’intestino è dotato di un proprio sistema nervoso, quello enterico, e manifesta una sua peculiare autonomia rispetto al controllo cerebrale.
50 Le cadute di Mercurio A e del Sole B nel Toro e quelle del Sole A e di Y B in Bilancia potrebbero indicare che le funzioni fisiologiche associate a Mercurio e a Y sono assorbite nella gravidanza da Giove/placenta e Nettuno/liquido amniotico. Le cadute di Saturno A e di Nettuno B in Ariete e quelle di Giove A e di Saturno B in Scorpione potrebbero significare, invece, che, per l’autonomia del figlio, sono essenziali Y/respirazione/bagaglio genetico e Mercurio/percezione cognitiva/moto.
51 Vedi quanto detto, nella prima parte del presente lavoro, a proposito delle amebe che assumono, a seconda delle condizioni ambientali più o meno favorevoli, la forma di organismo unicellulare o pluricellulare.
52 Per quanto concerne l’imprinting genomico del cervello, ossia per l’espressione, nelle diverse aree cerebrali del feto, di alleli paterni o materni, cfr. Il cervello del ventunesimo secolo, op. cit. p 104. Per quanto riguarda la conflittualità genetica della relazione feto/madre e per l’imprinting genomico in generale vedi anche R. Haig, Genetic Conflicts in Human Pregnancy, Quarterly Review of Biology, vol. 68, n. 4, 1993, 495-532 e J.F. Wilkins, D. Haig, What Good is Genomic Imprinting: the Function of Parent-Specific Gene Expression, Nature Reviews Genetics, vol. 4, 2003.
53 Sullo sviluppo sensoriale del feto cfr. P. Tagliabue, Il feto e i suoi sensi, www.associazionelilliput.it; M. Francescangeli, La vita prima di nascere, www.sippo.it/PDF/ La_vita_prima_di_nascere.pdf; AA.VV. L’inconscio psicosomatico, www.psicologi-psicoterapeuti.it/blu/user-media/documents/166.doc.
54 La fluttuazione percettiva del feto correlata a Nettuno/liquido amniotico, presenta una curiosa analogia con l’oscillazione continua che caratterizza, a livello funzionale, la rete immunitaria (Nettuno/anticorpi/trasformazione) impegnata nel distinguere il sé dal non sé.
55 Sulla presenza di fenomeni di sinestesia negli artisti cfr. Raffaella Vaccari, Arte e percezione visiva, Atti Congresso Due giorni di astrologia morpurghiana, Milano, 2-3 Ottobre 2010.
56 Vedi in merito la prima parte del presente lavoro.
57 Cfr. Le radici psicobiologiche dei condizionamenti zodiacali, cit.
58 Cfr. L. Morpurgo, Lezioni di astrologia. La natura dei pianeti, Longanesi, Milano, 1986, p. 155.
59 Cfr. S. Ficocelli, Il cervello funzione meglio se si nutre di profumi, in Il Venerdì di Repubblica del 21/05/10.
60 Cfr. P. D’Alessio, L’alerte du corp, 1/2005, UNESCO, www.unesco.org; Le papille gustative stimolano il nervo vago che, come comprovato da diversi studi scientifici, esercita un’azione di controllo sull’infiammazione in varie patologie.
61 A proposito dei mitocondri, v. l’articolo La disciplina medica che spiega l’evoluzione con l’alimentazione, in Il venerdì di Repubblica del 02/07/10. I mitocondri discendono, curiosamente, da batteri fagocitati da un progenitore degli eucarioti e adottati permanentemente come ospiti viventi all’interno della cellula (endosimbionti). Sulle papille gustative e sul cibo vorrei ricordare un brano de Il convitato di pietra, cit. p.
228 «E qui entra in gioco un fenomeno importantissimo: le papille gustative legate alla bocca-lingua- Giove e la loro funzione edonistica, stabiliscono un rapporto strettissimo tra il consumo dell’energia e il piacere. L’uomo forse mangerebbe meno o non mangerebbe a sufficienza se il cibo non gli piacesse tanto e ciò lo spinge a mangiare troppo.»
62 Cfr. La natura dei segni, op. cit. p. 222.
63 Cfr. Il convitato di pietra, cit. p. 85.
64 Y, come opposto di Nettuno, indicherà, in particolare, i vincoli ambientali e quelli strutturali relativi alle limitate conformazioni, assunte nel corso dell’evoluzione, dagli organismi e dai loro apparati, a causa dei gradienti fisici e chimici che nel regolano l’autorganizzazione. Mercurio, come opposto di Giove, indicherà, invece, i limiti insiti nel processo di crescita e sviluppo del singolo organismo, derivanti dalla sua relazione “ecologica” con l’ambiente interno ed esterno.
65 Cfr. M. Michelini, Mal di Marte, sezione Studi e Approfondimenti, www.larottadiulisse.it. In relazione alle teorie di Gershon sull’intestino è opportuno precisare che l’atto di espellere le feci, come la deglutizione, è sottoposto al controllo del cervello e, quindi, la simbologia di Mercurio, secondo l’ipotesi di Michelini, può riferirsi anche all’attività del cervello sul colon e sul retto che, comunque, fanno parte del sistema nervoso enterico. In pratica, a livello intestinale, Mercurio può indicare sia i neuroni enterici che l’attività dei neuroni cerebrali.
66 Cfr. Il cervello del ventunesimo secolo, op. cit. p. 49; lo stretto legame anatomico intestino/neuroni presente negli insetti, riconducibile all’esaltazione di Mercurio A in Scorpione, potrebbe rafforzare anche la nostra ipotesi precedente sulla corrispondenza simbolica Plutone/insetti.
67 Ibidem, pp. 52-53.
68 Cfr. Il secondo cervello, op. cit. pp. 22-23.
69 A ben vedere abbiamo a che fare con le due facce di una medaglia, poiché l’ambiente costituisce l’altro da sé dell’individuo ancor prima del partner sessuale.
70 Vedi la descrizione del funzionamento cellulare nella prima parte del presente lavoro.



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